29 Settembre 2019

Milano Green Week, la natura in città “partecipata”

Le pareti verdi, i nuovi spazi dedicati ai bambini e i rifiuti come risorsa. In città si sono moltiplicate le aperture e iniziative per aree green.

29 Settembre 2019

Milano Green Week, la natura in città “partecipata”

Le pareti verdi, i nuovi spazi dedicati ai bambini e i rifiuti come risorsa. In città si sono moltiplicate le aperture e iniziative per aree green.

29 Settembre 2019

Milano Green Week, la natura in città “partecipata”

Le pareti verdi, i nuovi spazi dedicati ai bambini e i rifiuti come risorsa. In città si sono moltiplicate le aperture e iniziative per aree green.

Seguendo un pattern ormai di successo consolidato, Milano sta per chiudere la seconda edizione della Milano Green Week con un pugno di iniziative in sinergia con i cittadini per aumentare e rispettare il verde in città.

Proprio in queste ore la manifestazione del Comune di Milano rivolta alla promozione del verde e della cultura “Green”, ha portato la Cooperativa Sociale OPERA in FIORE a organizzare nel giardino condiviso Milano Green Way (in via Italo Svevo 3) “Cavoli a Merenda“. Si tratta di una maratona diffusa non-stop e gratuita di workshop e incontri per imparare a coltivare l’orto, a fare il compost, a tingere il tessuto con l’Indaco coltivato a Km Zero, a conoscere chi coltiva cosa mangiamo, a fare yoga, a prenderci cura della nostra Terra, delle api e del verde che ci circonda.

Milano Green Way è un giardino condiviso aperto a tutti, nato su una ex area degradata a Milano nel Villaggio Barona-Zona6 grazie a un progetto di riqualificazione urbana curato dalla Cooperativa Sociale OPERA in FIORE che promuove il lavoro per persone svantaggiate, disabili, detenuti e migranti. Il giardino è curato tutti i giorni da persone che, attraverso il verde, hanno gettato le radici per un modello di coesione sociale facendo germogliare nuovi percorsi lavorativi, di giustizia riparativa e di sostenibilità urbana.

“Greenability” è l’evento dedicato al Plastic Free promosso da Confcommercio Milano in occasione della seconda edizione della Milano Green Week con le best practice di imprese “green” che hanno intrapreso azioni concrete per una graduale riduzione dell’utilizzo della plastica a favore di un ambiente più sostenibile. In occasione delle iniziative della settimana milanese del verde, sono state distribuite mille borracce gratis.

A Milano le imprese “green” sono 8mila, il 20% in più in cinque anni e danno lavoro a 80mila persone*. L’attenzione all’ambiente – sottolinea Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano – è molto importante dal punto di vista sociale, ma è anche – sempre di più – un elemento distintivo decisivo per il successo dell’attività imprenditoriale. La dimostrazione pratica sono le case history e i test drive protagonisti oggi“.

L’evento di Confcommercio Milano è stato realizzato in collaborazione con LifeGate, intervenuta con l’amministratore delegato Enea Roveda, che ha presentato l’iniziativa LifeGate PlasticLess®, con lo scopo di sensibilizzare al tema del Plastic Free.

Il progetto proposto da LifeGate consiste nell’installazione del Seabin: un particolare cestino che viene posizionato nei porti ed è in grado di raccogliere 500 kg di plastiche e microplastiche ogni anno.

Sono particolarmente contento di essere qui proprio oggi, con altre imprese a raccontare iniziative per la riduzione della plastica – spiega Enea Roveda, CEO di LifeGate – giornata in cui milioni di ragazzi sono in piazza per chiedere a noi adulti e aziende azioni per assicurargli un mondo migliore. È un percorso che LifeGate da 20 anni ha intrapreso fornendo informazioni e strumenti concreti per abbracciare la sostenibilità in ogni scelta quotidiana per diventare protagonisti di una nuova società“.

Ogni giorno – ha ricordato LifeGate – vengono versate 90 tonnellate di rifiuti nei mari italiani e 150 milioni di tonnellate di plastica negli oceani. 730 sono le tonnellate di plastica riversate quotidianamente solo nel mar Mediterraneo. Continuando così, nel 2050 negli oceani, si troverà più plastica che pesci. Il 32% della popolazione italiana, secondo le stime di LifeGate, ha piena conoscenza del problema con un incremento del 10% rispetto allo scorso anno.

Ad oggi sono stati coinvolti quattro Paesi europei, con l’installazione di 53 dispositivi, e l’obiettivo di LifeGate è quello di posizionare un cestino in ogni porto d’Europa nei prossimi anni.

Cristina Tajani, assessore a Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane del Comune di Milano, ha illustrato il progetto “Plastic Free”, la campagna del Comune (con l’adesione di Confcommercio Milano con la Rete associativa vie e le sperimentazioni all’Isola e a Niguarda) per favorire la riduzione dell’utilizzo di imballaggi di plastica negli esercizi commerciali milanesi.

Grazie alla collaborazione con Confcommercio Milano e Lega Ambiente – ha affermato Cristina Tajanistiamo sperimentando l’abbandono delle plastiche monouso in molti pubblici esercizi della città. Ad oggi sono oltre 100 le attività che ci stanno accompagnando ed altre 100 stanno aderendo al percorso “Milano Plastic Free” volto a   promuovere atteggiamenti e comportamenti virtuosi capaci di modificare le abitudini dei consumatori e dei cittadini a beneficio della città e dell’ambiente. Piccoli gesti quotidiani che contribuiscono ad un più ampio e ambizioso obbiettivo perseguito dall’Amministrazione, fare di Milano la prima città italiana interamente libera dalle plastiche inquinanti“.

RIFIUTI COME RISORSA – Anche in Lombardia, come nelle regioni più avanzate d’Europa, si sta delineando una strategia per conseguire benefici dal trattamento dei rifiuti.

In Italia l’emergenza rifiuti è una normalità. Non in Lombardia, in quanto abbiamo impianti che soddisfano la richiesta di smaltimento di tutti i rifiuti urbani. Ma ci sono anche i rifiuti cosiddetti speciali che oggi in gran quantità vengono portati all’estero. Sono quei rifiuti che potrebbero, invece, essere riutilizzati direttamente o dopo i trattamenti. Questi sono la vera risorsa: noi, invece, siamo obbligati a inviarli all’estero, pagando tariffe che ogni giorno aumentano e sostenendo dei costi di trasporto non indifferenti“: lo rileva Tiziano Brembilla, presidente di Assorecuperi. L’Associazione Confcommercio delle imprese operanti nel settore del recupero dei rifiuti ha promosso in Confcommercio Milano il convegno “Impianti per il trattamento rifiuti: economia circolare, end of waste (processo di recupero eseguito su un rifiuto) mercato e regolazione” al quale è intervenuto l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo che dichiara: “In Lombardia la responsabilità della Regione, delle Province delle imprese e dei territori ha consentito di costruire in questi anni un sistema industriale di gestione dei rifiuti che rende la Lombardia tra le regioni più virtuose. Ed è grazie a questa dotazione impiantistica che possiamo dire che non c’è emergenza rifiuti nella nostra regione. Abbiamo oltre 3000 imprese autorizzate nel trattamento di rifiuti tra cui 13 termovalorizzatori, 68 impianti di compostaggio”. 

“Un sistema – prosegue Cattaneo – che nel complesso funziona e in cui il 60% dei rifiuti viene avviato a recupero di materia – quindi riciclato – e il 30% viene utilizzato come combustibile alternativo per la produzione di energia e solo la parte residuale va in discarica. È vero, però, che oggi si è creata una situazione problematica in tema di rifiuti speciali. A causa di una norma nazionale, sono sottoposti al libero mercato per cui anche da regioni sprovviste di impianti arriva una forte domanda agli impianti della Lombardia, che causa l’innalzamento dei prezzi. Per questo Regione Lombardia chiede da tempo la modifica della norma nazionale (art. 35 sblocca Italia) che rischia di danneggiare i territori responsabili”.

Con una buona raccolta differenziata e con il riutilizzo delle materie che compongono i rifiuti – riprende Brembillaotterremmo due risultati: non andremmo a consumare nuove materie prime che iniziano a scarseggiare, non avremmo il problema di smaltire una quantità enorme di rifiuti“.

NUOVI SPAZI VERDI – Aperte alla città, in occasione della Milano Green Week, le nuove aree verdi del progetto seMiniAmo: dall’innovativa riqualificazione dell’area cani di piazzale Accursio alle tre nuove aree verdi nei quartieri Lampugnano e Musocco.

Dopo avere curato la riqualificazione dei giardini di piazza Duca D’Aosta e di piazza della Scala, seMiniAmo, in partnership con la società “Abitare In”, ha allargato la tipologia dei propri interventi, ristrutturando in modo innovativo l’area cani di piazzale Accursio: per la prima volta in uno spazio dedicato agli animali sono stati installati abbeveratoi automatici per ridurre lo spreco dell’acqua, un sistema speciale di irrigazione interrato per garantirne l’integrità e offrire la migliore cura delle nuove piante e sono stati piantumati 8 nuovi alberi e realizzata una cornice di siepi. Sono state riqualificate, inoltre, la rotonda di via Stephenson, la rotonda e le aiuole di via Giulio Natta e la rotonda di via Ippodromo-Diomede attraverso la piantumazione di 41 nuovi alberi.

Nel pomeriggio di domenica 29 settembre, sempre nell’ambito della Milano Green Week, si è tenuta anche la cerimonia di consegna di 40 nuove particelle ortive messe a disposizione dal Muncipio 8 in via Lampugnano 105, tra i quartieri Gallaratese e Trenno. I nuovi orti saranno dedicati esclusivamente a coltivazioni biologiche e gli scarti della produzione verranno recuperati e trasformati in compost grazie a uno specifico percorso formativo a beneficio degli assegnatari, promosso dal Municipio.

PARETI VERDI POSSIBILI – Tetti e pareti verdi a Milano ci sono già. Il convegno “Soluzione natura in città: nei cortili, sui tetti e sulle pareti” promosso da Milano Clever Solutions ha illustrato potenzialità e benefici dei tetti e pareti verdi in città, destinati nei prossimi anni a moltiplicarsi anche grazie alle nuove norme previste all’interno del Piano di Governo del Territorio in via di approvazione.

 

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