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Society - 06/02/2018

Modena Antiquaria, una settimana di arte dal passato

L'appuntamento più importante d'Europa che trasforma l'Emilia in capitale dell'antiquariato. L'edizione 32 con 100 gallerie.

Giunta alla 32esima edizione, Modenantiquaria, la più longeva e visitata fiera annuale d’alto antiquariato in Italia, tra le più qualificate espressioni del mercato dell’arte antica in Europa, quest’anno punta sull’antico di pregio con 100 gallerie.

Un cuore antico, che considera il collezionismo l’anima della storia artistica e culturale d’Europa;  patrocinata dall’Associazione Antiquari d’Italia e da FIMA, ha scelto un posizionamento preciso, individuando uno spazio importante per il mercato italiano ed internazionale. Dal 10 al 18 febbraio l’evento vuole essere la manifestazione di riferimento per chi cerca l’eccellenza e ama confrontarsi con una offerta ampia e diversificata, qui garantita da oltre cento espositori. Molti dei grandi protagonisti dell’antiquariato saranno, infatti, presenti a Modenantiquaria, con il meglio delle loro collezioni valorizzando qualità e serietà nelle loro proposte.

Grazie a un rinnovato impegno in comunicazione e alla messa in circolo di nuove energie Modenantiquaria punta anche ad attrarre e conquistare pubblici nuovi, superando schemi e chiusure che non hanno ragione di esistere creando un dialogo tra le arti e il bello.

photo © Serena Campanini Modena Antiquaria della scorsa edizione.

photo © Serena Campanini Modena Antiquaria della scorsa edizione.

PETRA ED EXCELSIOR – Excelsior è il salone unico della pittura dell’800 e 900 e si pone come prestigiosa vetrina di raffinate opere. Il valore artistico dei dipinti esposti attira di anno in anno un numero sempre crescente di esperti e collezionisti, collocando il salone ai vertici delle mostre-mercato antiquarie.

Petra è lo “scrigno delle curiosità”. Ed è anche per questo che continua ad essere la meta fissa per “i cercatori”, ovvero per quei collezionisti, ma anche architetti e arredatori, che sanno cercare il pezzo o i pezzi che con la loro presenza danno la “fisionomia” ad un ambiente, si tratti di giardino o di ambiente domestico. Naturalmente sempre all’insegna del country di livello. È diventata anche la meta più setacciata dagli arredatori di locali pubblici, segmento dove un arredo che abbia una vera personalità “pesa” non poco sulla riconoscibilità e sul successo di un locale. Nel tempo, Petra non ha mutato fisionomia, semplicemente ha allargato la gamma delle sue proposte. Ideata, oltre vent’anni fa, come la fiera dedicata alle “Pietre”, ovvero agli arredi in marmo e pietra di case e giardini, ha aggiunto a quel segmento, tutt’oggi ben presente, anche altre suggestioni. Conservando la destinazione, ovvero giardini, gli spazi verdi, le case rustiche, i cortili, portici e chiostri. Ma allargando la tipologia dei materiali e aggiungendo i servizi. Perché oggi a Petra è possibile confrontarsi con i migliori restauratori lapidei italiani, con artigiani di qualità che sanno ridare vita a pavimentazioni lignee, alla veneziana, palladiane o nel classico cotto toscano. Con tecnici del risanamento di murature storiche, o con i “maghi” che ridanno linfa ad antiche condotte, pozzi, cisterne e vie d’acqua.

Arredi, quindi, ma anche quelle manualità ed intelligenze che sanno mantenere in efficienza antichi manufatti urbani ed extraurbani. Ad essere amata dal pubblico, a Petra, è anche l’ambientazione. L’atmosfera di Petra è totalmente differente da quella che propone una classica fiera. Qui si passeggia e ci si incontra nel verde, tra giardini ricostruiti, come se la manifestazione anziché in un padiglione fieristico fosse allestita in plein air.

Gli stand “respirano” e negli ampi spazi, chi sa cercare trova l’impensabile. Innanzitutto marmi, pietre lavorate di gran pregio, spesso di epoca alta e comunque sempre molto ricercate. Poi ferri battuti, imponenti cancellate , alari da camino, ghise industriali d’epoca, sedie da giardino, panchine, scale, fioriere, fontane, intere serre o parti di esse. Veri pezzi da museo delle arti applicate. Ma anche elementi di archeologia industriale di epoca liberty o deco o del costruttivismo, arrivati da diversi ex stabilimenti ed opifici europei. Ogni anno è una sorpresa. Per questo Petra è diventata la meta dei veri rabdomanti, di persone come Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi che qui trascorrono molte ore, felici dello loro scoperte, entusiasti di poter creare, grazie alle proposte originali di Petra, accostamenti sempre curiosi, mai banali.



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