Magazine - Fine Living People
Society

Society - 08/06/2017

Petra Loreggian: “ZuArt a NoLo, la festa degli artisti urban contro il degrado”

Il motto dell'amata speaker radiofonica: "Il degrado non lo combatti col decoro, mettigli un pezzo d'arte sopra e il vandalo non arriva più".

Un museo a cielo aperto per combattere il degrado e l’incuria. A idearlo a Milano è Petra Loreggian, amatissima voce di RDS e vera personalità nel campo musicale. Sì perché Petra, che da qualche anno abita nella porzione di NoLo (quartiere dei creativi a Nord di Loreto) compresa tra la storica via Gluck e il parco della Martesana, il naviglio della zona nord della città. Che non è tutta rosa e fiori come ci spiega nell’intervista che ci ha concesso.

Petra Loreggian fotografata sulla terrazza di casa sua col suo gatto. Ha un forte legame col suo quartiere, NoLo, a Milano. (foto: Christian D'Antonio - The Way Magazine).

Petra Loreggian fotografata sulla terrazza di casa sua col suo gatto. Ha un forte legame col suo quartiere, NoLo, a Milano. (foto: Christian D’Antonio – The Way Magazine).

ZUART E LOOPER FEST – Ma partiamo dall’iniziativa. Da domani, venerdì, 9 giugno, fino a domenica 11, questo quartiere di Milano pullulerà di attività artistiche finalizzate alla riqualificazione urbana. C’è lo sMart weekend lungo la Martesana, e soprattutto ZuArt, l’esperienza di street art di via Zuretti che quest’anno riqualifica con artisti da tutto il mondo lo storico Vicolo del Fontanile. Il progetto prevede un’azione pittorica corale di artisti di fama internazionale che trasformeranno il vicolo in museo a cielo aperto insieme al Politecnico di Milano che si occuperà della creazione del nuovo arredo urbano, con l’affissione dell’installazione di Andrea Salpetre 180 (di cui vi abbiamo parlato qui).

La nuova edizione dell’evento ZuArt che ha avuto l’anno scorso grande successo, torna in tandem con Looperfest, l’evento artistico di Urban Art tra i più importanti a Milano. Nel vicolo lo spazio messo a disposizione per il primo atto di riqualifica, che coinvolge anche parte della facciata del Residence Zuretti61, main partner insieme a Loop Colors di tutta la manifestazione (patrocinata dal Municipio 2 di Milano). La street art insomma, sbarca sulle facciate dei palazzi di Milano.
Gli artisti lavoreranno in un’ inedita scenografia d’arte contemporanea, daranno nuova vita e colore al Vicolo e con le loro opere faranno da cornice strepitosa a questi tre giorni di street art. Sabato il giorno clou: dalle 18 si ammirano i lavori in corso dal giorno prima, la finitura dell’opera dei ragazzi del Politecnico di Milano all’interno del progetto Arnold (Art in Nolo social district), laboratorio di Sintesi Finale del secondo anno di Laurea Magistrale in Interior design. In contemporanea l’associazione Amici della Martesana realizzerà un’esposizione di quadri che partirà dal famoso e antico ponte sul naviglio, estendendosi, secondo un percorso legato allo stile e alle opere presentate, fino all’inizio del Vicolo stesso, per integrarsi infine con la parte più moderna dei writers. Il coinvolgimento di questo
appuntamento già alla sua seconda edizione, noto come “Montmartre a Milano” , ancora di più sottolinea quindi l’intento di dare ai cittadini un luogo punto di incontro di tutte le arti e gli stili possibili.

Petra Loreggian, milanese, è una delle voci più amate del panorama radiofonico italiano. Lavora a RDS e ha condotto vari programmi tv.

Petra Loreggian, milanese, è una delle voci più amate del panorama radiofonico italiano. Lavora a RDS e ha condotto vari programmi tv.

Petra, sei l’anima di questa riscossa dal basso in questo angolo di Milano. Come ti è venuto in mente?

Sono venuta ad abitare in questa zona circa 3 anni fa, la prima cosa che ho fatto è stata farmi sentire per la riapertura di un asilo qui vicino alla Martesana. Di notte guardavo il vandalismo che veniva perpetrato a quest’oasi, e senza avere interessi personali, perché mio figlio è già grande per l’asilo, scrivevo in continuazione al Comune. Finché hanno deciso di rimetterlo in sesto e riaprirlo.

Poi è arrivata l’idea della street art l’anno scorso.

Sì, qui scaricavano l’impossibile e io e l’architetto che abita nel mio stabile ci dicevamo: è assurdo che in piena Milano ci sia un abbandono del genere. Così abbiamo pensato di coinvolgere artisti per combattere il degrado. Siamo partiti in due, non ti immaginare quali organizzazioni. Ho ricontattato su Facebook i miei compagni di scuola TDK, che sono street artist riconosciuti, e ho chiamato il proprietario del muro che delimita quest’area. Lui da, privato, ha dimostrato molta apertura, pulendo il muro, rasandolo e preparandolo all’intervento. Abbiamo dato agli artisti una tela su cui lavorare. Zu Art è nato così.

Quest’anno l’iniziativa è parte di Looperfest. Come è nato il connubio?

Le bombolette sono state regalate da Loop Colors, e quindi è stato naturale esportare la buona pratica di via Pontano, dall’altra parte di NoLo, che è meta di tutti gli artisti urban, anche qui. In questa zona la street art non è solo tollerata ma anche incentivata, cosa che in tutte le città del mondo succede. Abbiamo un sacco di muri comunali, che sono dati ad artisti, Zuretti 61 ha donato il muro e farà un pezzo di palazzo, ma ci sono tanti altri palazzi che vogliono avere interventi del genere.

Raccontaci perché l’esperimento funziona.

Questo muro ripulito l’anno scorso che ha ospitato TDK non è mai stato taggato e mai imbrattato. La crew che ha fatto il muro è della zona, molto rispettata ma io credo che il bello abbia portato il bello. Il graffito è rimasto intonso ed è stato considerato un’opera d’arte. Quest’anno siamo ancora più entusiasti perché gli artisti arrivano da tutto il mondo e un pezzo di palazzo oltre al muro sarà decorato. L’idea dell’effimero è intrinseca, perché il graffito è così, chi lo fa sa che l’opera ha una scadenza. Siamo concentrati su questa zona ma le cose possono espandersi.

La locandina di ZuArt LooperFest con tutti gli artisti che interverranno questo weekend a Milano.

La locandina di ZuArt LooperFest con tutti gli artisti che interverranno questo weekend a Milano.

Cosa ti ha ispirato?

Ho pensato alle metropoli dove la street art è parte del decoro urbano e molto di più, a Berlino, Londra, l’arte di strada è un’attrazione. Pensa a Banksy che ha fatto di questo percorso la sua fortuna. E anche quella dei palazzi che sono stati oggetto dei suoi interventi che ora valgono tantissimo. A Bologna Blu ha fatto cose importanti, abbiamo un Keith Haring a Pisa. Ma è un peccato che a Milano non ci sia un esempio e un’abitudine all’accoglienza della street art. Bisogna vincere la convinzione che la bomboletta sia sinonimo di imbrattare. Ci ho messo mesi per convincere il Municipio 2 e alcune persone a sfatare questo preconcetto. Possiamo imbiancare tutti i muri delle nostre città e ripulirli, ma se non ci preoccupiamo del dopo, diamo solo una tela bianca su cui sporcare. Il degrado non lo combatti col decoro, mettigli un pezzo d’arte sopra e il vandalo non arriva più.

Bisognerebbe sensibilizzare anche i ragazzi, però, non credi?

Mio figlio è pre-adolescente e a scuola abbiamo organizzato un percorso legato alla street art. I bambini sono tornati dalla mostra di Keith Haring a Palazzo Reale e hanno fatto i laboratori, Willow, un artista che ha lavorato anche sui tram di Milano, ha spiegato cosa vuol dire arte con gli spray e i bambini erano a bocca aperta. E poi ha realizzato un’opera sul muro interno della scuola e i bambini hanno visto come nasce un graffito. I pannelli che vengono realizzati qui andranno alle scuole del Municipio 2. Bello poter insegnare da piccoli cosa è bello e cosa è vandalismo.

Tu sei molto popolare, cosa ti senti di dire al tuo pubblico?

Bisogna rimboccarsi le maniche e partire da noi se vogliamo che le cose cambino. L’anno scorso eravamo soli ed è andata bene. Ho la faccia tosta e notorietà per poter chiamare un brand per poter avere sponsorizzazioni. Parte del materiale che utilizziamo questo weekend per il progetto Arnold ci è stato fornito da Leroy Merlin ed erano cose che loro avrebbero buttato. Sacchetti di terra rotti, cassoni di legno che non possono vendere, hanno anche un problema di smaltimento in meno. Ci vuole un gruppo di persone che ha voglia di fare.

La vedi questa voglia in giro?

Siamo a Milano, ma le cose sono uguali nel resto d’Italia. La burocrazia a volte spaventa, ne sono cosciente, anche io ho fatto le file in comune con i documenti e poi dovevo tornarci. C’è tanta rabbia, mi chiamano, mi scrivono ma credo ci sia abitudine a parlarli addosso e lamentarsi. Ci vuole un po’ di determinazione. Questo è un esempio che può essere seguito da tutti. Io non ho avuto sconti sulle trafile per realizzare i progetti, la mia differenza è che posso comunicarlo a una vasta platea.

A chi dici grazie?

Sono ipercinetica e queste iniziative mi fanno bene, mi danno la possibilità di muovermi, lavorare con le mani, cosa che adoro. Se ci si mette a lavorare dal basso, si trovano anche gli alleati. Senza la manovalanza non avrei potuto far niente, abbiamo ripulito il fondo del vicolo con i ragazzi della NoLo Social District, non mi hanno mandato gli operatori ecologici perché sono conosciuta. Faccio da capofila, lo so, ma sono grata a chi raccoglie il mio appello.

Siamo abituati a vederti in situazioni di spettacolo con i cantanti più famosi d’Italia e del mondo. Come si concilia questa tua passione per il “fare” con il lato glamour del tuo mestiere?

La musica è il lavoro, questo è quello che mi piace fare. Mi rilasso col martello in mano, facevo le scenografie della scuola, io sono un muratore mancato. Mio marito mi ha regalato a Natale la cassetta degli attrezzi. Tra un concerto e costruire il muro, scelgo il muro. Sono andata a vivere a Bali per due anni e mi sono costruita mezza casa dal nulla. Mi fa stare bene, mi piace vedere realizzata una cosa. Se fossi un uomo farei molto di più.

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
Fashion - 15/01/2017

Geometrie, dipinti e un tocco di Damien Hirst per Luca Larenza

Luca Larenza per l'autunno inverno 2017/2018 ha citazioni colte sulla sua maglieria, che è già il [...]

Fashion - 19/03/2017

Voglia d’estate con la collezione Eles Italia per la dea del mare

Un misterioso paesaggio da cartolina per la moderna Anfitrite di Eles Italia – Evening Collection [...]

Society - 16/02/2017

Francesca Romano l’arte di una scenografa che sposa il sociale

Francesca Romano artista ci ha colpito ad Affordable Art Fair perché ha portato alla fiera d'arte u [...]

Top