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Society - 14/11/2016

La Quadriennale di Roma incorona l’arte che sposa il sociale. Vince il Viaggio di Rossella Biscotti

La stampa fotografica e il testo a parete saranno esposti nella Stazione Termini. Adelita Husni-Bey ha vinto il Premio Illy caffè under 35.

La 16a Quadriennale di Roma, in programma al palazzo delle esposizioni (fino all’8 gennaio 2017, ne abbiamo già parlato qui) ha incoronato le opere ispirate a temi sociali.

Il Premio Quadriennale 16 è andato a Il Viaggio di Rossella Biscotti, che avrà anche una importante vetrina espositiva nella Stazione Termini  grazie alla collaborazione con Grandi Stazioni Retai, mentre il Premio Illy Under 35 è stato assegnato a Adelita Husni-Bey per AGENCY – Giochi di potere.

Premiazione Q16_Biscotti, Bernabè, Husni-Bey_foto OKNOstudio (12)

Il Presidente della Quadriennale di Roma Franco Bernabè e le vincitrici dei premi Rossella Biscotti e Adelita Husni-Bey.

I due riconoscimenti sono stati assegnati da una giuria internazionale composta da: Ferran Barenblit, direttore del MACBA – Museo di Arte Contemporanea di Barcellona, Volker W. Feierabend, patron della Fondazione VAF di Francoforte e Susanne Pfeffer, direttore del Museo Fridericianum di Kassel e prossimo curatore del Padiglione Germania alla Biennale di Venezia del 2017, Carlo Bach, direttore artistico di illy caffè per il Premio illy under 35.

Il presidente della Fondazione la Quadriennale di Roma, Franco Bernabè ha annunciato i vincitori dei due premi dichiarando:  “La Giuria ha deciso di assegnare il Premio Quadriennale 16 a Rossella Biscotti per “Il viaggio” (2016), un’opera che, attraverso diversi livelli di significato, dà visibilità al dramma umano che si consuma ogni giorno nel Mar Mediterraneo. A partire da un precedente premio vinto alla Biennale di Carrara, la Biscotti genera un processo vicino alla realtà e attento a come l’arte opera. Il lavoro rovescia e ripoliticizza le pratiche artistiche che discendono dal minimalismo e dall’arte concettuale degli anni Sessanta, rivelandone tutto il potenziale e la complessità”. E ancora: “La Giuria ha deciso di assegnare il Premio illy under 35 a Adelita Husni-Bey per “AGENCY-Giochi di potere” (2014), un video che propone forme alternative di rappresentazione della vita politica e sottolinea il ruolo fondamentale dell’istruzione come base di fratellanza. Attraverso un intenso lavoro con un gruppo di adolescenti, l’opera propone una simulazione che segue le pieghe della realtà ed esamina come le decisioni sono prese nella società. Il risultato è un lavoro pieno di ottimismo che si giova della complicità dei protagonisti e del pubblico”.

“Il viaggio” di Rossella Biscotti, è un’opera realizzata appositamente per la 16a Quadriennale esposizione nella sezione De Rerum Rurale” a cura di Matteo Lucchetti. L’opera consiste in una stampa fotografica e un testo a parete, che descrive due viaggi.

 

a.Rossella Biscotti _Il viaggio_, 2016, stampa fotografica e testo a parete

Rossella Biscotti – Il viaggio, stampa fotografica e testo a parete.

Il primo, evocato attraverso lo stralcio di leggi, è quello di un blocco di marmo e del suo ipotetico affondamento nel Mediterraneo. Il secondo, rappresentato da una carta nautica, è un tragitto dalla costa libica a quella siciliana.

I due viaggi sembrano non avere alcun legame, ma in realtà si incrociano in modo immaginario richiamandosi fortemente.

Quello del corpo solido inerte è un viaggio concettuale. Nel 2010 Rossella Biscotti vince come premio alla Biennale di Carrara un marmo di grandi dimensioni. L’artista decide di utilizzarlo in modo artistico progettandone un’azione di affondamento nel Canale di Sicilia, come simbolico omaggio alle vittime del traffico di migranti. Ma il suo intendimento si scontra con diverse difficoltà, prima fra tutte quella di individuare il corretto smaltimento in base alla legislazione vigente.

La mappa si riferisce invece a un viaggio drammaticamente reale di esseri umani. Si tratta della riproduzione di un reperto che l’artista ha trovato nelle sue ricerche negli archivi della marina militare. È una carta nautica sui resti di una imbarcazione di legno distrutta dalle acque, disegnata a mano dagli scafisti per segnalare ostacoli e pericoli che avrebbero dovuto evitare per non essere intercettati.

b.Adelita Husni-Bey, _AGENCY- Giochi di potere_, 201, video HD, 40'

Adelita Husni-Bey – AGENCY, Giochi di potere, video HD.

“AGENCY – Giochi di potere” di Adelita Husni-Bey, è un video HD esposto nella sezione “La democrazia in America” a cura di Luigi Fassi. L’opera è l’esito di un workshop realizzato dall’artista con gli studenti di un liceo romano, invitati a dividersi in cinque categorie professionali (giornalisti, politici, lavoratori, attivisti e banchieri) per analizzare, nel corso di tre giorni di simulazione sociale durante un’ipotetica campagna elettorale, le relazioni di potere che caratterizzano la società capitalistica. All’interno di uno spazio di libera sperimentazione creativa, l’opera ha offerto ai giovani partecipanti la possibilità di assumersi delle responsabilità, facendoli confrontare con le dinamiche della democrazia contemporanea, dove gruppi di cittadini tra loro eterogenei operano con fini e obiettivi diversi, dando luogo a mediazioni, conflitti, convergenze.

Oltre a questi due premi, due menzioni speciali sono state fatte a Alek. O e Quayola.

Alek. O, artista under 35, ha ricevuto una menzione speciale dalla Giuria per l’opera “È già mattino” (2016), esposta nella sezione “La seconda volta” a cura di Cristiana Perrella. Un collage di manifesti per affissione stradale, ai quali, attraverso un processo di decostruzione e successiva rimessa in forma, l’artista dà una nuova vita che trattiene la memoria di quella precedente. Sul fondo azzurro, che ricopre l’intera parete di una sala, dato dalla giustapposizione dei vari toni di blue-black del retro dei manifesti, si stagliano forme irregolari dai colori brillanti, che ricordano la felicità dei papiers découpés matissiani.

Quayola, artista under 35, ha ricevuto una menzione speciale tra gli under 35 per l’opera “Lacoon #D20-Q1” (2016). L’artista, che partecipa alla 16a Quadriennale nella sezione “Cyphoria” a cura di Domenico Quaranta, parte da un clone 3D della scultura del Laocoonte per sviluppare le conseguenze estetiche della sua digitalizzazione, che da solido artefatto e da capolavoro immutabile, ne fa ne un oggetto liquido che può essere sottoposto alle più audaci variazioni.

Informazioni sul sito ufficiale della mostra.



Francesco D'Agostino
Figlio degli anni 90, spinta digital-social di The Way, si è fatto le ossa nel patinato mondo di To Be Magazine. Per scoprire che il dandy elegant che stava impersonando necessitava di una vetrina all’altezza anche sul web. Senza cercare altrove, se l’è creata da solo. Mette passione solo in quello che gli interessa veramente. Al resto nemmeno ci pensa. Grafica, biz obsession e una giusta dose di involontaria leadership lo proiettano sempre al minuto dopo.
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