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Society

Society - 05/07/2021

Raffaella Carrà, uno stile di vita

Appena un anno fa il riconoscimento inaspettato dal Guardian inglese. Era l'unica italiana famosa davvero ovunque. Un pezzo di storia del Paese, che se ne va. Paolo Sorrentino scelse il suo "A far l’amore comincia tu", del 1977, per la scena clou della festa ne "La Grande Bellezza", film Oscar del 2014..

Raffaella Carrà non è una donna, è uno stile di vita. A dirlo è Pedro Almodovar in una delle sue più celebri testimonianze di amore incondizionato per la soubrette italiana, famosissima in Spagna e in tutto il Sud America. Lei stessa, invitata al David Letterman Show in America nel 1986, quando era all’apice della sua carriera internazionale, si raccontava così: “Non mi ispiro a nessuno, voglio essere solo Raffaella Carrà“.

Adesso che se ne è andata, tutto il mondo la piange e c’è già chi ha lanciato una petizione per commemorare la sua figura in avvio di partita agli Europei, Italia-Spagna. Il suo utlimo tweet in occasione del suo ultimo compleanno, 78 anni lo scorso 18 giugno: “Grazie a tutti! Mi avete sommersa di auguri, il vostro affetto mi commuove, vi abbraccio e vi auguro un’estate con ritorno alla normalità”.

Lunedì 5 luglio, in seconda serata, su Canale 5, l’approfondimento della testata diretta da Clemente Mimun celebra l’artista – amatissima in Italia e all’estero – scomparsa oggi a Roma, a 78 anni, dopo una breve malattia.

Showgirl, cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisiva e radiofonica, autrice e molto altro. Una leggenda. Una donna che ha precorso i tempi, lanciato mode, reso grande l’Italia nel mondo. Indimenticabili restano i suoi duetti con Mina a Milleluci, il Tuca Tuca con Alberto Sordi, la commossa partecipazione alle vicende dei protagonisti di Carràmba! Che sorpresa.

Una perdita che lascia il segno. Un pezzo di storia del Paese, che se ne va. Paolo Sorrentino sceglie il suo A far l’amore comincia tu, del 1977, per la scena clou della festa ne La Grande Bellezza. Nel 2020 il Guardian la definisce «l’icona culturale che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso».

Raffella Carrà, mito di sempre nel Novecento in tutto il mondo. Nel 1965, Il colonnello Von Ryan con Frank Sinatra. Negli anni Settanta il grande exploit nel mercato latino-americano. Negli anni Ottanta il mediaticissimo ritorno in Italia con programmi che hanno fatto la storia della tv italiana. Lei fu la prima a entrare nelle case degli italiani con un programma a Mezzogiorno, la prima che realizzò uno show trans-oceanico tra Italia e USA, il passaggio all’allora Fininvest. Negli anni Novanta ancora un primato di gradimento popolare col programma “Carramba”.

Lo speciale in onda sull’ammiraglia Mediaset ricorda l’incredibile storia di Raffaella Carrà, i suoi successi, dal cinema alla tv. Ma anche le sue canzoni e il suo stile, inconfondibile. Una protagonista dello spettacolo, amata dal pubblico, che la regina della televisione italiana amava e rispettava.

L’amore reverenziale delle sue colleghe è ben sintetizzato da questo messaggio pubblico della presentatrice Antonella Clerici: “Ineguagliabile, unica, una Stella vera, un talento da guardare con ammirazione e rispetto. Avrei voluto dirle tante cose ma non ho mai osato… buon viaggio Raffaella”.

Finanche un rocker duro come Vasco Rossi si è scomodato: “La più BELLA e la più brava di sempre !! ciao Raffaella”.

Dello strepitoso successo presso la comunità gay lei diceva: “Morirò senza saperlo. Sulla mia tomba lascerò scritto: “Perché sono piaciuta tanto ai gay?”. Vladimir Luxuria ha cercato di spiegare questo forse legame: “Per tutta la comunità Lgbtqi + la morte di #RaffaellaCarra è come la scomparsa di Judy Garland alla vigilia di Stonewall. Era favorevole all’amore incondizionato, alle famiglie arcobaleno, al rispetto. Ho pianto tutte le lacrime”.

Per tre edizioni, fino al 2016, Raffaella Carrà ha militato nella squadra dei coach del programma tv Rai “The Voice of Italy”. In questa foto dagli archivi di The Way Magazine è nel 2014 accanto a Piero Pelù.

“Se ne va una grande artista internazionale e una straordinaria compagna di lavoro. Sono profondamente sconvolto per la scomparsa di Raffaella”. Così il manager televisivo Massimo Liofredi, già direttore di Rai 2 e Rai Ragazzi, commenta la scomparsa dell’amica Raffaella Carrà.

Raffaella è stata un personaggio unico nel panorama televisivo e dello spettacolo. Aveva ancora molto da dare al pubblico. Non posso dimenticare la sua disponibilità quando la chiamai nel 2011 per rilanciare il ritorno in Italia dell’Eurovision Song Contest. Lei, che conosceva molto bene questa manifestazione, aderì subito con entusiasmo”. Massimo Liofredi ricorda inoltre che, quando nel 2009 arrivò alla direzione di Rai 2 “la contattai subito per farle fare un nuovo programma per il day time, ma qualcuno al settimo piano bloccò questa proposta sostenendo che lei era “fuori target” per il canale. Ci rimasi molto male. Raffaella sarà sempre in target e resterà per sempre nel cuore di tutti. Mi unisco al dolore di Sergio Japino e dei suoi familiari”.

Su Rai1 la serata sarà tutta per Raffaella a partire dalle 20.30 con uno speciale “Techetechetè – Tutti pazzi per Raffaella” cui seguirà, alle 21.30, la primissima puntata di “Carramba che sorpresa”, messa in onda il 12 dicembre del 1995 e destinata a lanciare il perfetto incastro tra varietà, talkshow e real tv. In terza serata, all’1.25 dopo l’informazione di RaiNews24, andrà in onda “Testimoni e Protagonisti: Raffaella Carrà (in ricordo)”.
Su Rai2 sarà Tg2 Post a riservare tutto lo spazio, a partire dalle 21, per ripercorrere le fasi della strepitosa carriera della Raffa nazionale attraverso anche testimonianze di chi l’ha conosciuta.
Su Rai3 “Blob” alle 20 sarà interamente dedicato alla grande artista. A seguire, alle 23.55 in seconda serata, verrà riproposta la puntata di “A raccontare comincia tu” con Luciana Littizzetto che, nel 2019, segnò l’ultima conduzione di Raffaella Carrà.

Su Rai Storia (canale 54) l’omaggio a Raffaella Carrà di Rai Cultura offrirà la puntata di “Ieri e oggi” del 18 maggio 1976, in onda martedì 6 luglio alle 12. Nella puntata, Raffaella Carrà è ospite di Mike Bongiorno insieme a Paolo Villaggio. La showgirl bolognese, all’epoca all’apice del successo, ripercorre la propria carriera attraverso una puntata di “Ieri e oggi” del 1967, uno spezzone della commedia musicale “Scaramouche” del 1965, un brano da “Canzonissima” 1974 e, infine lo storico “Tuca Tuca” con Alberto Sordi nella “Canzonissima” 1971/72. L’omaggio a Raffaella Carrà si completerà con una puntata di “Buonasera Raffaella”, il programma da lei condotto nel 1985 su Rai1, in onda martedì 6 luglio alle 17 su Rai Storia.

Su Twitter il rapper J Ax ha scritto: “Ciao Raffaella, sei sempre stata una stella senza fare la diva. Quando poi ci siamo ritrovati molti anni dopo – addirittura da “colleghi” – a The Voice è stato subito un amore fortissimo. Ho capito perché sei stata una icona per così tante generazioni e perché con la tua forza e le tue parole hai ispirato e salvato tanta gente”.

J Ax ha scritto pubblicamente uno dei ricordi più acorati su Raffaella Carrà: “Purtroppo te ne sei andata Raffaella. Ti ho conosciuta in diversi momenti della mia carriera e mi sei sempre rimasta impressa perché anche quando non ero nessuno, hai rispettato chi ero e la cultura che amavo, una cosa che negli anni ’90 in Italia nessuno faceva”.

Rai Digital mette a disposizione sulla piattaforma RaiPlay alcuni tra i più importanti programmi realizzati dalla RAI di cui Raffaella Carrà è stata assoluta protagonista: da “Canzonissima” a “Milleluci”, da “Ma che sera” a “Carramba che sorpresa” per finire con “A raccontare comincia tu”. Un lungo ed emozionante viaggio in cui Raffaella Carrà ha fatto la storia della nostra televisione con entusiasmo e leggerezza. Fino al riconoscimento inaspettato di due grandi nazioni negli ultimi anni: il Regno Unito, col titolo del Guardian nel 2020 “Ecco come Raffaella insegnò la gioia del sesso a tutta Europa”, e la Spagna, che nel 2016 la chiamò per condurre il gala dei 60 anni della tv pubblica TVE (Televisión Española). Il debutto colorato della Carrà sulla tv ispanica coincise con la morte nel 1975 del dittatore Francisco Franco. Una liberazione in pieno stile, quindi.

L’astro nascente del giornalismo televisivo Rai, Luca Forlani, ha sintetizzato cosa la star tv ha significato per chi intraprende la strada televisiva oggi: “Un mito irraggiungibile. Un’artista unica, irripetibile. L’emblema dell’eclettismo. Il vuoto che lascia Raffaella Carrà è incolmabile. Orgoglio italiano nel mondo, le sue canzoni sono state dei successi internazionali. Una donna libera. Nel 1970, ha sfidato ipocrisia e bigottismo con il suo ombelico scoperto. Straordinario il successo televisivo. Ha fatto la storia del piccolo schermo, entrando nelle nostre case con eleganza, professionalità, talento e rispetto. Protagonista dei grandi varietà di prima serata, nel 1983 ha inaugurato la fascia del mezzogiorno della Rai con “Pronto, Raffaella?”. Intervistatrice sensibile, le sue “carrambate” sono entrate persino nel dizionario della lingua italiana. È un giorno davvero triste. Penso con malinconia a quei tempi in cui si accendeva la tv e compariva “La Carrà” con il suo sorriso e la sua inconfondibile risata. Una carriera meravigliosa che l’ha consacrata come un’icona senza tempo. Una maestra, un modello di professionalità per chiunque lavori in televisione. Una leggenda dello spettacolo che mi ha insegnato ad amare questo mezzo di comunicazione incredibile”.
Sempre su RaiPlay è disponibile anche la playlist “Ciao Raffaella” con le sue più recenti interviste televisive e una collezione di momenti cult come il Tuca Tuca con Alberto Sordi o la versione di “Prisencolinensinainciusol” cantata con Adriano Celentano a Milleluci. Inoltre, alcuni dei film più significativi nella carriera cinematografica di Raffaella Carrà: “La lunga notte del ’43”, “La furia dei Barbari”, “L’ombra di Zorro” e “Il terrorista”, oltre alla fiction “Mamma per caso” realizzata nel 1997.

Negli ultimi anni della sua carriera, Raffaella Carrà avev il pallino di lanciare artisti emergenti. Qui a The Voice Of Italy 2016, nella foto d’archivio di The Way Magazine, è con Dolcenera e Max Pezzali.

Il suo ultimo programma televisivo è stato A raccontare comincia tu, una serie di interviste a grandi personaggi italiani registrate nelle loro case, andate in onda nel 2019 su Rai Tre. La rentrée era andata molto bene, tanto che ci fu una seconda serie e i progetti di prolungare la trasmissione si erano arenati per i motivi della pandemia.

Anche l’account Twitter del Quirinale lancia un messaggio, a firma del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, sulla morte della soubrette: ”profondamente colpito dalla scomparsa di #RaffaellaCarrà, artista popolare amata da generazioni di telespettatori in Italia e all’estero. Volto televisivo per eccellenza ha trasmesso con la sua bravura e simpatia un messaggio di eleganza, gentilezza e ottimismo”.

Su RaffaellaCarrà, il ministro della Cultura Dario Francescini ha rilasciato questa dichiarazione: «Con lei se ne va la Signora della televisione italiana. Una donna di grande talento, passione e umanità che ci ha accompagnato per tutta la vita. Addio Raffaella».

Un’altra superstar italiana famosa internazionalmente, ha scritto: “Ciao Raffaella, icon of freedom, talent and beauty. Lots of love Zucchero“. Laura Pausini, l’unica italiana che può avvicinarsi alla sua popolarità in Sud America, ha scritto: “Se stata, sei e sarai l’unica regina. Per me, per tutto il mondo”.



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