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Society

Society - 29/05/2020

Ristoranti gourmet, la ripartenza da Milano a Napoli

Acquerello a Ercolano, Berton a Milano, Golocious a Napoli.

Da Milano a Napoli è un rifiorire, non uno tsunami, s’intende, di attività. In questo ultimo scorcio di maggio di questo sofferente 2020, la ristorazione si riprende timidamente lo scettro di faro della socialità italiana. Diciamocelo: le nostre città sono state davvero più brutte senza ristoranti aperti. Ma per tanti che hanno chiuso per non si sa quanto, molti tentano di risalire e in tutta sicurezza, pensiamo, meritino la ribalta. Sono ristoranti gourmet e attività più popolari che però fanno la felicità di molti in tutte le fasce di clientela.
Il ristorante “Acquerello” apre le sue porte sabato 30 maggio all’ultimo piano della galleria “Le Pendici” ubicata a Ercolano (in privincia di Napoli). Una location con vista sulla skyline vesuviana e un menù creato per sublimare attraverso l’alta cucina prodotti e produttori locali.
A dirigere la brigata c’è lo chef Antonio Borrelli, che rende omaggio agli ingredienti italiani, soprattutto campani, declinandoli in decine di modi diversi e creando così piatti stagionali che sorprendono per la particolarità dell’estetica e del gusto. Al bando il menù cartaceo, le carte del ristorante – aperto a cena tutti i giorni tranne il lunedi, giorno di chiusura -, sono rigorosamente digitali. Le portate possono essere degustate singolarmente oppure attraverso un menù degustazione, accostate a cocktail appositamente studiati oppure a ottimi vini.

Le specialità dello chef a Ercolano, provincia di Napoli: uovo cotto su crema di piselli e tagliatella di seppia.

La famiglia Irollo ha pensato ad “Acquerello” come un polo animato da una grande comunità unita dalla cultura e dalla volontà di valorizzare la ricchezza delle eccellenze artigiane campane e italiane. Stefano, Luigi e il loro papà, soci nell’impresa, hanno voluto trasferire la ricchezza della cultura artigianale campana e italiana sia nel décor, sia nella proposta gastronomica di fascia alta. “La cucina e l’ospitalità hanno il ruolo fondamentale di promotrici del buon vivere e della coesione sociale, temi più che mai attuali per la ripresa del nostro Paese – spiegano i fratelli Irollo -. Ci auguriamo che tra gli insegnamenti che possiamo trarre da questa delicata esperienza che stiamo vivendo ci sia anche un nuovo approccio all’alimentazione, più consapevole e rispettoso del territorio ed, in generale, della natura“. “Non dobbiamo pensare a quello che non si può fare e a quello che si è perso: dobbiamo concentrarci su quello che si può fare. Vogliamo restituire a chi si vorrà concedere una fuga culinaria in città il gusto e la gioia di vivere“, questa la loro mission per il futuro prossimo.
Nei piatti si avverte una commistione tra materie prime più ataviche risvegliate da cotture innovative dalle quali vengono fuori combinazioni extra-ordinarie. “Rinascere attraverso la cucina e recuperare l’heritage del territorio sono gli spunti dai quali sono partito per creare il menù di Acquerello – spiega lo chef Antonio Borrelli -. Esso varierà in base ai prodotti locali disponibili. Collaboriamo con i produttori della zona per dare massimo sostegno alla filiera ed abbattere gli sprechi. In quest’ottica alcune portate saranno arricchite da un pairing speciale: non solo vini, ma anche soft e long drink prodotti con materie prime locali creati dal bar manager Elpidio Dell’Aversano“.

Lo stile del locale è contemporaneo, reso unico da elementi d’impatto, pezzi d’arredo caratteristici e materie prime singolari: legni, cristalli, tessuti, quadri provenienti da tutta Italia. In ottemperanza ai protocolli vigenti, per consentire la massima distanza tra i tavoli è stato creato anche un pop-up restaurant all’aperto con tavoli spaziosi, tutti rigorosamente “vista Vesuvio”.
Per l’opening di “Acquerello” l’azienda adotterà tutte le misure anti – Covid 19 indicate nei protocolli nazionali e regionali, al fine di garantire la massima sicurezza dei clienti e del personale.

Il lunchbox di Berton, celebre stellato a Milano. Costa 15 euro e arriva a casa con prenotazione.

BERTON – Inizia la fase 2 e Andrea Berton ha appena riaperto il suo premiatissimo ristorante a Milano, per il servizio della cena. Lo chef sta adottando tutte le misure igienico-sanitarie per garantire un servizio che continui a conciliare gli alti standard di qualità e sicurezza per gli ospiti del ristorante, in ottemperanza al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che prevede igienizzazione e distanziamento.
In particolare, in concomitanza con la ripartenza, ogni giorno ai primi 10 posti prenotati online sarà riservato uno sconto del 20% sul menù degustazione scelto. La prenotazione sarà usufruibile fino al 31 Luglio 2020.Con la riapertura arrivano anche le proposte per l’asporto e il delivery: quattro diversi menù a cui abbinare una bottiglia di vino per gustare anche in ufficio o a casa propria la cucina più “informale” dello Chef.

Saranno quattro i BOX lunch & dinner, ognuna a sua volta composta da quattro portate: antipasto, primo e secondo per concludere poi con un dessert.

Tra i piatti protagonisti dei menù figurano i gamberi scottati con lattuga e lampone, il vitello tonnato con sedano e rapanelli, l’orzotto al curry con pollo e gamberi, o il tiramisù cremoso.

I box potranno essere accompagnati da una selezione di vini: bollicine, bianchi e rossi.

I box avranno un costo di 40 € con ritiro presso il Ristorante Berton nelle seguenti fasce orarie: dalle 11.00 alle 14.00 e dalle 18.00 alle 21.00. La consegna a domicilio, disponibile nei medesimi orari e nelle zone Area C o limitrofe, avrà un costo aggiuntivo di 15 €.

Per prenotare il proprio box inviare una mail a  info@ristoranteberton.com.

Dal 27 maggio nella strada dell’innovazione a Milano, accanto al grattaielo Diamantone, La Ripartenza del Ristorante Berton Milano. Lo chef Andrea Berton annuncia la data della riapertura del suo ristorante e anticipa alcune novità.

LE START-UPSoul-K, la prima B2B “food as a service company” al mondo, da sempre al fianco dei professionisti della ristorazione, presenta Lombardia Re.Start: un piano di ripartenza che prevede un investimento fino ad un milione di euro dedicato a hotel, ristoranti, bar, bistrot e tutti coloro che operano in questo settore e che si trovano nei territori dove il Covid-19 ha colpito più duramente.
Non solo un supporto finanziario, ma anche strategico e formativo, per non lasciare soli i ristoratori, ma prepararli in vista della “Fase 2” affinché possano ripartire il 1° giugno con una strategia studiata ad hoc per ciascuno di loro.

“Concretezza – dichiara Andrea Cova, amministratore di Soul-K – è la parola che manca in questo momento: non basta parlare di aiuti, ma bisogna darli. Siamo una realtà ‘fortunata’ perché abbiamo sempre lavorato e siamo supportati da solide basi. Questo significa, però, che per mantenere in piedi il nostro successo dobbiamo fare qualcosa di forte per il settore in cui operiamo, ovvero supportare realmente i ristoratori sia condividendo con loro l’esperienza accumulata negli anni con centinaia di clienti che sostenendoli finanziariamente prima della
ripartenza”.

Nata con l’obiettivo di semplificare il processo di acquisto del vino da parte del ristoratore e, al tempo stesso, di migliorare l’esperienza d’acquisto del consumatore finale, The Winesider diventa ora più che mai strategica per aiutare una delle categorie che più delle altre è stata messa in ginocchio dall’emergenza Coronavirus. Tutto questo a partire da un aspetto fondamentale come appunto la riorganizzazione della cantina, operazione per la quale solitamente si spendono non meno di 20.000 €.

“Uno degli asset fondamentali dell’esclusivo sistema di servizi offerto da The Winesider – spiega Gianni
Miscioscia, in foto col figlio Giacomo – è proprio il conto vendita, per cui il ristoratore paga solo le bottiglie che vende. In tal modo si libera capitale che può essere reinvestito magari nella promozione del locale, non si immobilizzano risorse e, al tempo stesso, viene aggirata la problematica dell’invenduto”.

In assoluta controtendenza rispetto ai distributori di vino, che spesso hanno accordi di esclusiva con
determinate cantine del territorio, The Winesider si avvale della più grande selezione di etichette italiane
dedicate al settore Ho.Re.Ca., curata insieme al proprio team di esperti consulenti – tra cui anche il
sommelier Luca Gardini, Campione del Mondo nel 2010 – i quali mettono al servizio di ciascun ristoratore la loro competenza per creare una carta che si abbini perfettamente alla cucina del locale, spaziando dai vini più conosciuti e popolari, passando per i produttori di nicchia e arrivando fino alle grandi firme e ad alcuni champagne che non possono mancare.

Giovani, belli e di belle speranze: Vincenzo Falcone e Gian Andrea Squadrilli a Napoli aprono Golocious.

ARRIVA GOLOCIOUS – Vincenzo Falcone apre a Napoli, in controtendenza rispetto a tutti gli altri, una nuova insegna. Si chiama Golocious, format ideato con Gian Andrea Squadrilli che punta a far godere occhi, palato e stomaco con prodotti d’eccellenza. Rialzare la saracinesca dopo due mesi di lockdown sarà impossibile per molti ristoranti. In uno scenario incerto arriva il gesto di coraggio di un giovane imprenditore che ha aperto un nuovo locale a Napoli.

Si tratta di Vincenzo Falcone, classe ’87, primo in Italia ad aver importato il “food porn”, titolare della catena “Delicious” con 6 locali aperti in un’unica strada a Cava de’ Tirreni, e indicato da Bazzole nella top 5 dei food creator italiani, primo tra gli uomini per engagement. E in piazzetta Fuga sbarcherà col suo nuovo format: “Golocious”. «Apriamo per dare un segno di speranza a tutto il comparto food e a tutto il territorio. Come insegna ci sarà una bocca sorridente, un auspicio di una pronta ripartenza per la ristorazione».

Si tratta di una burgheria con carne e una cantina ben fornita, un locale di 150mq dallo stile “jungle” con dettagli che strizzano l’occhio agli Anni 70. All’ingresso un lungo bancone in marmo nero con alle spalle il dispensatore Wine Emotion per la spillatura di vino al calice. «Eravamo pronti per aprire, poi è arrivata l’emergenza sanitaria». Tra interno e spazio all’esterno 120 coperti a pieno regime. «Adeguandoci alle ordinanze regionali potremmo contare su 60 posti a sedere».

Una sfida alla crisi che partirà con l’asporto e il delivery (attraverso Uber Eats oppure telefonando allo 081 587 2195). «Abbiamo realizzato un menù ad hoc, stando attenti alle spese per evitare quanto più è possibile le perdite. Partiamo con 5 antipasti e 9 panini, seguendo rigorosamente la stagionalità dei prodotti, con ingredienti che mantengono la qualità anche portati a casa». 

Per iniziare pepite croccanti di pulled pork “artigianale” impanate nei corn flakes e fritte, accompagnate da salsa o le frittatine ai bucatini alla Nerano e alla carbonara. Tra i burger spicca il “Rotolo” (hamburger di macina golocious 200g, crocchè al cheddar, crema di noci, provola e bacon croccante), il “Suicide” (hamburger di macina golocious 200g, pulled pork “artigianale”, cheddar, bacon, insalata, pomodoro e salsa “crispy”) e il “Carbonara” (hamburger macina golocious 200g, guanciale croccante, “carbocrema” e provola). «Panini che nascono dalla mia esperienza in California, esattamente 10 anni fa lavoravo li. Ho scoperto che il segreto sta nel bun: soffice, dolce e tiepido, al morso diventa burro».

Il format è nato dall’incontro con Gian Andrea Squadrilli – classe ’94, tecnologo alimentare, influencer e fondatore della piattaforma italyfoodporn – e la mission è far godere occhi, palato e stomaco. È una evoluzione del food porn americano che si distacca dal junk food per evolversi in prodotto d’eccellenza, frutto di constante ricerca delle materie prime e di studi sull’estetica.

Dopo un primo locale aperto lo scorso dicembre a Sorrento e dedicato alla pizza in teglia, Golocious ora è a Napoli nel quartiere Vomero (via Cimarosa 30) e sbarcherà anche a Roma e Milano con altre formule.



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