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Society - 09/10/2017

Rod Dudley: “Dall’Australia all’Italia per fare l’arte che volevo”

Abbiamo incontrato l'artista allo Spazio Gerini, il nuovo studio espositivo nel cuore di Milano. E ci ha raccontato di anni mitici dei suoi inizi.

L’Australia era piena di Splash art americana e Rod Dudley voleva più sostanza. Era questo quello che spinse il grande artista di Melbourne negli anni 60 a trasferirsi nel nostro Paese e iniziare una storia di grandi contaminazioni ed effervescenti collaborazioni che lo hanno consegnato alla storia.

Incontrare l’australiano oggi è come fare i conti con una grande irripetibile stagione artistica che ha con Milano e i suoi dintorni il suo epicentro. L’ocasione è data dalla bella mostra Social Acrobatics Sculptures and Paintings by Rod Dudley nel bello spazio nuovo in via Sant’Andrea a Milano, nel cuore del Montenapoleone District.rod dudley the way magazine australia (9)

“Da australiano – ci ha detto l’artista – sono giunto in Italia negli anni Sessanta, quando a Melbourne da una famiglia di tradizioni anglosassoni, mi sono mosso per ottenere una borsa di studio all’Accademia di Brera, presso il corso di scultura di Marino Marini. Non potevo aderire a quello che andava per la maggiore in patria e sono stato fortunato ad aver conosciuto Lucio Fontana,  Enrico Baj e Valerio Adami. Lo scultore Sangregorio mi offrì il primo lavoro”.

Data la sua inclinazione alla figurazione, non gli è difficile appropriarsi di un linguaggio che occhieggia alla Pop Art. Dopo una parentesi londinese – si avvicina alla pittura di Francis Bacon, David Hockney, Allen Jones -, nel ‘67 Dudley prende dimora tra Varese e Milano.

Negli anni Settanta Renato Cardazzo della Galleria del Naviglio dedica varie mostre alle sue opere scultoree e pittoriche in stile Pop. Oggi quello che si vede allo Spazio Gerini è arte espressa in molte opere con il materiale per lui d’elezione, il cedro del Libano, le cui venature ricordano i totem del “bush” australiano. L’incontro con Sesto Calende e Besozzo è segnato da una figura fondamentale per la sua vita: la moglie Christina Connor.

Rod Dudley narra con le opere la gioia e la sorpresa della vita, in un contesto cromatico a volte esotico, spesso di toni accesi dal pop. Le opere che abbiamo visto riecheggiano l’effervescenza del boom economico milanese di allora come di oggi, con la moda che gli offre ispirazione, e gli oggetti di uso comune un mezzo per ironica creatività. Ammirerete personaggi in posa che parlano di una società in costante movimento “acrobatico”, alla ricerca di appartenenza.

L’artista, apprezzato da Krizia, Versace, Missoni, Armani e Valentino riportano alla nostra attenzione la liaison fra arte e moda in un temperamento acrobatico (giusto riferimento nel titolo della mostra), che ci consegna statue di donna e dipinti fantasiosi fuori dal comune.

LO SPAZIO – Daniela Gerini, stilista e designer milanese, da sempre coinvolta nel mondo dell’arte e del design, ospita la mostra nel suo Atelier di Via Sant’Andrea 8 che si apre a un nuovo progetto che accoglierà eventi, non solo nell’ambito della moda, ma  progetti di design e arti espressive.

foto d’apertura: Rod Dudley in posa per The Way Magazine all’apertura della sua mostra Social Acrobatics allo Spazio Gerini a Milano.



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