27 Giugno 2021

Sergio Buttigè: “La mia poesia è nella strada”

Dalla provincia di Caltanissetta a NoLo a Milano. La sua raccolta “A domani…” descrive momenti semplici e lo stupore della vita quotidiana,

27 Giugno 2021

Sergio Buttigè: “La mia poesia è nella strada”

Dalla provincia di Caltanissetta a NoLo a Milano. La sua raccolta “A domani…” descrive momenti semplici e lo stupore della vita quotidiana,

27 Giugno 2021

Sergio Buttigè: “La mia poesia è nella strada”

Dalla provincia di Caltanissetta a NoLo a Milano. La sua raccolta “A domani…” descrive momenti semplici e lo stupore della vita quotidiana,

Lo stupore e l’osservazione, l’assoluta meraviglia per le piccole epifanie ricorrenti nella vita quotidiana. Proprio vero che i poeti come Sergio Buttigè, ci fanno vedere e sentire cose che a uno sguardo distratto ci sfuggono. Per questo la sua poesia è avvincente quanto sorprendente. L’autore quarantenne ci mette dentro la sua Sicilia, per quante e varie volte la intende diversamente, raccontando al tempo stesso anche un pezzo di noi che leggiamo. A tratti riflessivo, con guizzo stralunato, il suo stile è di facile e sicura presa su chi ama la parola e la sua forza.

“Sono cresciuto a Riesi in provincia Caltanissetta – ci racconta a un bar del quartiere milanese NoLo, dove ha deciso di stabilirsi da qualche anno – e sono a Milano da cinque anni. Qui ho pubblicato la mia prima raccolta di poesie , ‘A domani’“.

Leggendo le tue composizioni, si percepisce che la miccia di partenza è sempre l’osservazione. Cosa osservi, cosa ti ispira?
“Tutte le cose sotto il sole sono rette da una piena armonia ma a volte il sole è ecclissato dalla luna”. Per me sono rispettose le due dimensioni, luna e sole, anche se credo che il mio carattere sia più lunare, benché non creda di essere creatura lunare. Quindi quello che leggete è frutto di queste due origini. Prima viene l’immagine, la mia testa è fatta di quello che cerco di metabolizzare, successivamente queste immagini sono usate nel testo come simboli.

Per questo usi dei video per veicolare la tua poesia sui social media?

Sono attaccato al concetto di simbolismo, l’intento di quello che scrivo è regalare delle immagini. Mi interessa capire se un lettore riesce a vedere ciò che scrivo, mi interessa accompagnarlo in un viaggio fatto di immagini che potrà usare nella sua vita. I video che giro con Simone Lo Presti, sono un esperimento per trasformare in scene quelle che sono le scene della scrittura.

Ti senti a tuo agio nella città?

Il girato per il video muove necessariamente dall’ambiente che vivo. Conservo la meraviglia, mi affascina scoprire come un uomo primitivo una dimensione della natura sempre sconosciuta e sorprendente. Contemporaneamente c’è anche il contesto metropolitano, che è quello che ci permette la condivisione con le altre persone.

“A domani…” è una raccolta di poesie dell’autore siciliano Sergio Buttigè, pubblicata dalla casa editrice Onereed Edizioni di Milano, nel marzo 2018. La raccolta è divisa in varie sezioni e descrive momenti semplici, seppur decisivi, della vita di ogni essere umano: lo stupore della vita quotidiana, il concetto del “nuovo inizio”, il tema della disabilità, l’idea della madre, i legami che uniscono gli esseri umani attraverso l’amore per l’altro e il fondamentale legame con la propria terra di origine.
Sergio Buttigè nasce il 2 ottobre del 1980, a Caltanissetta, in Sicilia. Cresce a Riesi,  un piccolo paese dell’entroterra e dopo il Liceo Classico si iscrive alla facoltà di Lettere di Catania, dove vivrà per una decina d’anni, tra il percorso universitario e prime esperienze lavorative. A Milano Sergio si trasferisce nel 2016 e con la Onereededizioni di Milano partecipa alla Fiera Internazionale dell’Editoria di Milano. Attualmente Buttigè insegna Italiano e Storia alle scuole superiori e sta curando due nuovi lavori: un racconto e una nuova raccolta di versi.

Cosa rappresenta per te la Sicilia?

Da cinque anni non ci vivo, la Sicilia me la porto in giro ogni giorno. Non nascondo mai nessun tipo di sfumatura della Sicilia che possa essere riconoscibile. Sono siciliano da come mi siedo, come parlo, come mi approccio. Tutta la mia vita trascorsa, le mie esperienze di vita, della strada, gli esempi, in letteratura come nella vita, i vecchi, le persone, la piazza, sono riconducibili alla Sicilia. La bellezza e la sua forza, lo scontro in ogni secondo tra le sue due parallele, la calma, il silenzio, la folla, l’energia indomabile.

Come la si vede da Milano?

Guarda la terra ferma e resta immobile, penso che sia nuda e senza necessità. La Sicilia vive dentro di me ma la mia poesia non ha una fissa dimora. La mia strada, come ne “L’inizio”, un mio componimento, è l’inizio di un’avventura, un qualcosa di diverso che mi cresce dentro. Credo derivi dall’inimicizia verso altri ambienti che trovo sterili, ambienti accademici, quelli che si auto-proclamano per meriti di pubblicazioni. Sono lontano da chi si descrive detentore della poesia e della bellezza. E quindi scelgo la strada.

A chi è diretta la tua poesia?
La mia poesia viene compresa e sentita molto di più dalla gente comune, semplice, quella senza particolari titoli o percorsi di istruzione. In questo momento sento fortissimo comunicare verso le persone, dalle cose semplici riscopro il valore dell’umanità più semplice. Mi interessa tutto quello che è l’altruismo.

Ti interessano “gli altri”?
La ricerca è nella strada per me, il signore seduto al bar ogni giorno o la signora che fa la spesa con gli occhi bassi. Non potrei scrivere di me se non ci fosse l’altro. Di cosa parlerei se non avessi esperienze condivise con gli altri e della vita degli altri?

Ti piace la compagnia, allora.
Mi affido all’osservazione in luoghi densi. Mi piace ritrovarmi ad ascoltare le voci nei mercati, da buon siciliano di origine araba, mi attira la moltitudine così come mi piace ritrovarmi da solo alla Pinacoteca di Brera davanti ad Hayez. Ho bisogno di andare nell’uno e nell’altro posto, vedere le mani delle donne e degli uomini che si intrecciano nelle ceste dei panni usati e vedere arte, bellezza, nel senso più oggettivo.

Sei un isolano che abbraccia la folla?
Piuttosto, abbraccio la diversità dei luoghi, sono fedele alla storia della mia terra che è fatta di una genetica di diversità. A me serve per capire se sono pronto a comprenderne l’entità, quali sono i miei limiti, le chiusure o le aperture che vivo. Mi piace immaginare la coerenza del rapporto umano, ma anche scoprire i vari aspetti delle persone che non conoscevo. Questa è la fonte di ispirazione per quello che scrivo. Il mio cibo è la gente.

Come scrivi?

Ci sono tanti tipi di scrittura nella mia vita, c’è quella dello scarico che devo rielaborare o abbandonare. La scrittura funzionale, che devo proteggere e sistemare nel modo più professionale possibile. Sto pensando anche alla prosa ultimamente.

Il prossimo passo quale sarà?
Un titolo un po’ impegnativo, a orecchio può risultare troppo vicino a un altro titolo di storia della poesia. “I fiori del bene” è il mio prossimo libro. Il significato è nei fiori che si riferiscono al verso, poesia, ma anche intesi come creature che nascono per regalare bellezza e cercare l’armonia che in questi strani giorni sembra lontana e persa. La belleza sembra difficile da trovare soprattutto perché non la cerchiamo.

Che temi affronterai?

Lo ho concepito diviso in tre parti, la prima è un’introduzione in forma di prosa. La seconda sezione è corposa, dove affronto il tema del rapporto con gli altri, l’umanità, la necessità, la distanza, i sentimenti. Qui ho rielaborato il metro di distanza tra gli esseri umani che abbiamo adottato per la pandemia in una dimensione mentale. E la terza sezione sarà sui “sorrisi”, dove mi riferisco alla sfera sensuale e alle descrizioni delle intimità.

Per seguire l’autore:

www.facebook.com/sergio.buttige

www.instagram.com/sergiobuttige/

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Christian D'Antonio

Christian D’Antonio (Salerno,1974) è direttore responsabile della testata online di lifestyle thewaymagazine.it. Iscritto all’albo dei giornalisti professionisti dal 2004, ha scritto due libri sulla musica pop, partecipato come speaker a eventi e convegni su argomenti di tendenza e luxury. Ha creato con The Way Magazine e il supporto del team di FD Media Group format di incontri pubblici su innovazione e design per la Milano Digital Week e la Milano Design Week. Ha curato per diversi anni eventi pubblici durante la Milano Music Week. È attualmente ospite tv nei talk show di Damiano Gallo di Discovery Italia. Ha curato per il quartiere NoLo a Milano rassegne di moda, arte e spettacolo dal 2017. In qualità di giudice, ha presenziato alle manifestazioni Sannolo Milano, Positive Business Awards, Accademia pizza doc, Cooking is real, Positano fashion day, Milan Legal Week.
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