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Society

Society - 09/03/2018

Simone Scipioni vince Masterchef 2018: “Prometto di uscire dal paese”

Lo chef di 20 anni si aggiudica 100mila euro e lancia un libro che si chiamerà "Al mio paese - la mia cucina tra terra e mare".

Simone Scipioni, il vincitore della settima stagione di MasterChef Italia, ha 20 anni e promette già di essere più internazionale: “Per fare questo mestiere al meglio prometto di uscire di più dal mio paese”.

Un buon proposito per il 20enne studente marchigiano che ha conquistato i giudici Antonia Klugmann, Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Antonino Cannavacciuolo.

simone scipioni masterchef

In realtà sospettiamo che sia stata proprio la sua dimensione “local” ad aver conquistato pubblico e giuria, perché di autentici come lui se ne vedono sempre meno in tv. “Con il montepremi – ci ha detto all’indomani della finalissima – vorrei arrivare ad aprire il mio ristorante, ma ovviamente tra 10 anni, s’intende. Prima voglio farmi le ossa. Dove lo aprirò? A Londra. Ah, no, scherzo, a casa”.

E casa è Montecosaro, in provicia di Macerata, dove ormai lo trattano come un divo: “Il sindaco ha detto che per il momento intitolarmi una strada è lunga come ipotesi, mi hanno fatto una targa. L’effetto ora è strano, le persone ci stanno riempendo d’affetto e ci seguono sui social, vediamo quanto dura”.

masterchef vincitore 2018

Il vincitore di Masterchef Italia Simone Scipioni.

Il plurale è anche per i compagni che sono stati con lui sul podio nello spettacolo di Sky Uno. Kateryna Gryniukh, la giovane 23enne di origine ucraine e Alberto Menino, il 23enne micologo di Tortona.

Lei dice: “Mi sono riconosciuta al 100% nelle puntate che ho visto ma l’unica cosa che cambierei è l’emozione che prende il sopravvento. In cucina non va bene“. Se le si chiede della pressione, è convinta dei suoi punti deboli e forti: “Sto ancora sognando l’errore in tv con la rana pescatrice, devo confessare. Però credo anche che il mio punto di forza sia stato l’incontro tra le cucine dei due Paesi che convivono in me. Ancora non ho deciso quale è il mio!”.

Alberto sembra davvero quello più determinato: “Magari ci voglio mettere meno ad aprire un ristorante tutto mio. Un unico appunto mi faccio: avrei dovuto ridere di più durante le prove, a me piace divertirmi ma il programma e le sfide impongono una concentrazione massima”.

masterchef 2018 finalisti

Alberto Menino e Kateryna Gryniukh a Masterchef 2018.

Simone Scipioni è nato nel 1996 a Civitanova Marche, e all’interno della Masterclass ha scoperto lati di sé che non conosceva, è cresciuto, ha cambiato le proprie abitudini potenziando la propria grinta.

Ha conquistato i giudici con l’entreè Quello che non strozza ingrassa: delle olive all’ascolana ripiene di ciauscolo e pollo con concassé di pomodori, vaniglia e aneto; per antipasto ha presentato Guarda come vongolo: un gazpacho di sedano, mela e peperone verde con tzatziki e vongole affumicate. Come primo ha preparato Il cappellaccio matto: dei cappellacci ripieni di melanzane perline con fonduta leggera di parmigiano, olio al basilico e polvere di pomodoro. Per secondo ha realizzato Voulez vous Quaglier avec moi?: un piatto fatto con petto di quaglia cotto nel burro chiarificato con foie gras, spinacino e timo su salsa olandese. E infine, Dolce far niente: una pasta di meliga sbriciolata, mousse di ricotta e burrata e salsa di pesche cotte in vasocottura al rosmarino.

La sua passione per la cucina nasce sin da quando era piccolo e guardava la nonna tirare la pasta con il matterello. Nessuno gli ha insegnato a cucinare, Simone è un autodidatta. Non segue alcun ricettario perché ama sperimentare e inventare. Definisce la sua cucina: casereccia e grezza, da qui il desiderio di perfezionarla apprendendo tecniche e metodi professionali più moderni e innovativi.  Il suo sogno è aprire una sua attività nel mondo della gastronomia o della ristorazione.

Simone vince centomila euro in gettoni d’oro e la possibilità di pubblicare il suo primo libro di ricette (19 marzo) edito da Baldini&Castoldi. Si chiamerà: “Al mio paese – la mia cucina tra terra e mare”.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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