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Society - 19/05/2020

The Way Magazine ricorda il primo anno da Biennolo con lo Ied

La grande esperienza artistica di cui siamo stati media partner è stata al centro della lezione che il direttore Christian D'Antonio ha tenuto con gli alunni del corso Progettazione eventi.

Come si progetta un evento d’arte e quali sono gli strumenti di marketing territoriale a disposizione dei privati cittadini e delle imprese che fanno cultura? Sono questi gli interrogativi su cui Christian D’Antonio, direttore di The Way Magazine, ha ragionato con gli studenti dello Ied di Firenze, in un collegamento a distanza questa mattina. Il corso di Progettazione eventi, tenuto dalla docente Camilla Di Biagio, firma di questa testata, ha avuto quindi con l’intervento di D’Antonio una finestra sulla modalità di organizzazione e partecipazione agli eventi a NoLo, il quartiere milanese sempre in fermento.

Il tutto si è svolto a un anno esatto dall’inaugurazione della BienNoLo, la biennale d’arte contemporanea ideata da Carlo Vanoni e portata nell’ex fabbrica di panettoni F.lli Cova nel cuore di NoLo nel 2019. The Way Magazine è stato media partner dell’evento che in due settimane, in uno scenario atipico per la fruizione dell’arte, ha portato visitatori a Milano da tutto il mondo. Si contarono 8mila ingressi gratuiti in quello che è stato un vero laboratorio culturale per la città.

Per gli studenti che arrivano da tutte le regioni d’Italia a imparare come si costruisce un evento legato al territorio, è stata una bella occasione di confronto. Lo Ied, Istituto Europeo di Design, con l’interessamento alla tematica di aggregazione sociale che The Way Magazine promulga a Milano si conferma una delle istituzioni più attente non solo all’emersione di tendenze in ambito artistico ma anche ai nuovi meccanismi di socialità.

Prima del lockdown – ha detto D’Antonio – questo quartiere ha sperimentato l’euforia del rilancio milanese che non ha coinvolto solo le aree industriali abbandonate e ora sede di progetti di archi-star. NoLo è stato fondato dai cittadini che si sono ritrovati e riconosciuti e assieme hanno avuto stimoli a creare il festival degli emergenti, SanNoLo, la Biennale d’arte e il NoLo Fringe Festival”. Una questione di incontri e riconoscimenti di talenti e professionalità che per caso si son trovati a vivere l’uno al fianco dell’altro e hanno preso a organizzare occasioni di rilevanza culturale. Petra Loreggian, famosa speaker radiofonica, ha usato le sue conoscenze nel mondo degli street artist per riqualificare l’ambiente metropolitano con ZuArt, Carlo Vanoni, famoso divulgatore d’arte e autore, ha ideato BienNoLo, il regista teatrale Davide Verazzani ha portato a NoLo il Fringe Festival, Davide Fassi, docente al Politecnico di Milano, ha ideato i percorsi di design.

Un processo dal basso e naturale che ha portato poi tante persone da altre parti della città (e d’Italia) a essere molto interessate a quello che qui succedeva e a volerne approfondire i meccanismi di cittadinanza attiva e coesione sociale. “Una delle vittorie dell’esperienza di The Way Magazie a NoLo – ha detto Christian D’Antonio agli studenti – è stata quella di aver portato interesse per eventi culturali in posti non deputati necessariamente a quella fruizione. Non ci sono musei o teatri ma qui si sono svolte tante attività che hanno legami con le arti e le performance. Con l’appoggio di imprenditori locali, negozionanti e baristi lungimiranti e aperti, per un lungo periodo ogni luogo è stato custode di un appuntamento di rilevanza culturale interessante. Raccontare e contribuire a questa rinascita è stata per noi un privilegio”.

Christian D’Antonio di The Way Magazine è intervenuto in collegamento al corso didattico “Progettazione eventi” dello Ied di Firenze tenuto da Camilla Di Biagio.

Il direttore ha ricordato la prima esperienza di aggregazione che si è fatta in quartiere intorno all’arte con il ciclo di incontri “Oi Dialogoi” organizzato da questa rivista, dell’impegno per l’appoggio ai nuovi talenti di SanNoLo (che in questi giorni è tornato in una veste online) e dei percorsi di arte e design che si sono organizzati in queste strade un tempo spente e in parte malfamate. “Come insegnano le esperienze di New York, Londra e Napoli, l’arte e soprattutto la street art sono delle componenti vincenti per abbattere il degrado e far tornare le persone a incontrarsi per strada. Speriamo sia possibile riprendere senza barriere al più presto”, ha concluso il responsabile di The Way Magazine.



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