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Society

Society - 22/03/2019

Trasformare un tunnel degli orrori in galleria di street art? A Milano si può

E precisamente a via Padova, NoLo, con l'impegno e la progettualità di B-Cam, Comin, T12 Lab e il curatore Christian Gangitano.

Nell’immagine di apertura è come dovrebbe essere. Sotto, ahinoi, non possiamo risparmiarvi il reality check, è come è ridotto in questo momento. A Milano, il tunnel del ponte ferroviario di Via Padova da luogo di degrado e abbandono può cambiare faccia e utilizzo grazie alla street art.

Lo hanno pensato da tempo alcuni cittadini e alcune energie positive che abitano a NoLo, la porzione di città a nord di Piazzale Loreto che proprio con la street art si è identificato in un primo momento di riqualificazione. “Il tunnel cambia faccia attivando i cittadini e  si trasforma in uno spazio di bellezza, una galleria d’arte a cielo aperto fruibile a tutti, una porta d’entrata alla città di Milano, un simbolo identitario del quartiere”, dice Luca Rossetti di B-CAM cooperativa sociale ONLUS, tra i promotori del progetto.

 

Il tunnel di via Padova com’è ora. In realtà già gli street artist hanno adottato porzioni dell’edificato, visto che è la prosecuzione della celebre via Pontano, in città denominata la galleria d’arte street più grande a cielo aperto.

L’idea progettuale è promossa da B-CAM Cooperativa Sociale, Comin Cooperativa Sociale di Solidarietà, T12 Lab e Christian Gangitano, critico e curatore d’arte di ComunicareArte Atelier Spazio Xpò.

Gangitano spiega: “Oltre il tunnel degli orrori vedrà sicuramente una selezione, anzi una Seleção come nella nazionale brasiliana che chiamava solo i top, gli artisti importanti per il territorio che già dal 2013 si sono adoperati per la riqualificazione di questa zona, prima che venisse usato l’acronimo NoLo”.

L’intervento sul tunnel punta a promuovere la collaborazione tra organizzazioni, competenze e talenti del sociale, dell’arte e delle professioni creative; sinergie con le realtà del mondo profit (imprese, organizzazioni di categorie, realtà commerciali), istituzionali e filantropiche.

Il coinvolgimento dei soggetti locali è un percorso a tappe che ha raccolto idee in occasioni di ascolto svolte nell’ambito di due progetti comunali (Laboratorio di Via Padova e Via Padova Coesione sociale 3.0). Si aspetta di passare al raccordo con competenze locali nei settori artistici e dell’urban design;
e soprattutto il contatto e soluzione (parziale) dei problemi connessi alle autorizzazioni necessarie alla realizzazione dell’opera.

I promotori del progetto vogliono che si evidenzi via Padova come crocevia di culture, colori e provenienze diverse. Quindi un legame con artisti che hanno operato o vissuto il territorio ci sarà, visto che anche grazie all’azione di Gangitano, hanno dato la loro adesione illustri personaggi del mondo street art come Tomoko Nagao, Pablo Pinxit, Pao, alcuni  dei quali protagonisti degli incontri aperti alla cittadinanza organizzati da The Way Magazine nel 2017 (info qui).

Altra azione da mettere in campo per aderire alla comunità locale, la realizzazione di workshop, condotti dagli artisti e dal loro curatore coinvolgendo un gruppo di giovani per raccontare la passione per la street art le fasi che riguardano la messa in atto di un intervento di questo tipo con focus dedicati all’ideazione, iter amministrativo, materiali necessari, bozzetti, implementazione sul campo delle opere pittoriche, connessione tra intervento ed elementi di arrendo urbano preesistenti;

Sono poi previsti momenti animativi, azioni di comunicazione, micro eventi in loco destinati a mostrare il work in progress dell’intervento fino alla sua inaugurazione e fruizione pubblica.

Via Padova Mondo è la scritta immaginata sul fronte del ponte della street art. Un omaggio alla multiculturalità del quartiere e anche all’arte povera di Germano Celant che usava parole in neon negli anni 60.

“Per la realizzazione del progetto è necessaria una straordinaria mobilitazione di risorse pubbliche e private, un cambiamento dal basso accompagnato dall’alto. Una scommessa per questa parte di città che cambiare è possbile raccogliendo la sfida di trasformare uno spazio degradato, un non luogo, in un luogo che viva di bellezza, incontri, socialità per le persone del quartiere. Siamo in pista per facilitare e accompagnare questo percorso di riqualificazione corale” dice Luca Rossetti.

In un recente aperitivo al nuovo cocktail bar di NoLo, The Rabbit, è stato illustrato il progetto di riqualificazione del tunnel di via Padova a Milano.

Gangitano ha annunciato, in pieno spirito street, che i lavori, per quanto ammirabili e belli, sono di loro stessa natura effimeri e quindi destinati a roteare. Non saranno permanenti, insomma, in modo da garantire anche un rinnovo costante anche nell’interesse del pubblico a passare sotto il tunnel. Il curatore sottolinea: “Pao, Bros, Christian Sonda, Tomoko Nagao hanno fatto dei murales meravigliosi in questa zona negli anni scorsi, ultimamente Pablo Pinxit è stato da noi coinvolto per abbellire le saracinesce dello Spazio Bell Net su via Venini, un bene confiscato alla malavita che è ora a disposizione della cittadinanza. Loro saranno presi in considerazione per il progetto. La selezione artistica vorrei fosse fatta comunque con una selezione partecipata, con una artist call, che generalmente si fa nei grandi concorsi internazionali. In base alle risposte e alle idee si farà una scelta. La terza linea curatoriale è quella di coinvolgere i giovani talenti, le nuove leve, rivolgendoci alla grande risorsa che è il Liceo Artistico Caravaggio, ma anche ai tanti artisti pop e street che sono attivi in questa zona che è multi-etnica, multi-linguaggio e multi-colore”.

Azioni di recupero: Pablo Pinxit, a sinistra, ha realizzato la sua nuova opera sulle saracinesche dei locali di Bell Net, uno spazio associativo a NoLo, Milano. A destra il curatore e critico d’arte Christian Gangitano di ComunicareArte Atelier Spazio Xpò.

“Inoltre – prosegue Gangitano- mi piacerebbe coinvolgere SoloMostry molto attivo in zona e anche Ozmo”.

CHI SONO GLI ARTISTI CHE HANNO ADERITO

Paolo Bordino in arte PAO

Pao si forma e cresce a teatro, prima come macchinista e tecnico di palcoscenico per la compagnia di Dario Fo e Franca Rame, poi lavorando presso i laboratori del Teatro alla Scala di Milano. Nato nel 1977, negli anni 2000 si avvicina alla streetart, per non allontanarsene più: gli interventi d’arte urbana, nati per curiosità, diventano sempre più frequenti, dando origine ai celebri “panettoni” (dissuasori stradali) raffiguranti pinguini, alieni e personaggi della cultura comune, da R2D2 diStar Wars al supereroe Iron Man. Le sue opere si inseriscono non solo nel contesto urbano, diventando parte integrante dell’ambiente cittadino, ma anche nella società di massa che in alcuni dei suoi lavori si rispecchia. Ad oggi i lavori di Pao sono stati esposti all’interno di varie rassegne d’arte, tra cui il Padiglione d’arte contemporanea di Milano, la Triennale di Milano, la Biennale di Venezia.

Tomoko Nagao

Nasce a Nagoya (Giappone) nel 1976 e risiede attualmente a Milano. Diplomatasi dapprima presso ilSAGA Art College, prosegue la sua formazione all’interno del prestigiosoChelsea College of Art and Designdi Londra. In Giappone, viene profondamente influenzata dalle figure stilizzate di Nara Yoshimoto e dal movimento artistico postmoderno del “superflat” definito daMurakami Takahashi. In effetti, all’interno delle opere di Tomoko Nagao i confini tra arte classica e nuovi valori della cultura pop contemporanea si assottigliano a tal punto da creare una profonda contaminazione. La più nota esponete della nuova pop arte giapponese in Europa.Ha esposto in diverse mostre in Italia, a Tokyo, al V&A di Londra, alla Gemalde galerie di Berlino, al Fringe festival di Edimburgo e realizzato diversi interventi di street art live painting con finalità charity, come ad esempio per la SanrioFoundation a favore dei bambini colpiti dallo Tsunami del 2011 in Giappone.

PABLO PINXIT(Pablo Compagnucci)

Nato a La Plata (Argentina) nel 1964. Uno dei maggiori esponenti della corrente artistica della neo-pop art argentina, vive e lavora a Milano. Ha esposto in Argentina, Stati Uniti, Svizzera, Germania Franci a e Itali. Le sue figure si caratterizzano conuna iconografia floreale molto colorata e di impatto, di ispirazione pop art. Realizza opere di streetart per la riqualificazione urbana. Ha realizzato il grande murales Street ort nell’ambito del PROGETTO MIX del Comune di Milano – Assessorato alla Sicurezza e Coesione SocialeCURATOR: Christian Gangitano| ComunicareArteDirezione artistica di eventi d’ arte, cultura, spettacolo. Realtà impegnata nella promozione, valorizzazione e diffusione dell’arte e della comunicazione contemporanee. Dal 2006 l’ Associazione culturale Atelier Spazio Xpò Milano realizza interventi di riqualificazione di territori urbani attraverso l’arte contemporanea (pop art, street art), concependo le arti come risorse attive, dando visibilità a nuovi artisti emergenti, attività di talent scouting e networking internazionale di artisti e opere d’arte accessibili.

 



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