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Society

Society - 30/11/2017

Tributo alle mamme boliviane sul murales di Giò Manzoni a Bergamo

Il murales che unisce due mondi, voluto come punto di incontro. L'arte pubblica crea integrazione.

Vi abbiamo parlato della straordinaria arte di Gio Manzoni (qui), protagonista anche di uno dei nostri incontri con gli artisti organizzati a Milano (OI DIALOGOI). In questi giorni a Bergamo, sede della più folta comunità boliviana, l’artista italiano di crescita, boliviano di origine, si è reso protagonista di un progetto di coesione sociale e di integrazione fuori dal comune.

L’assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, Nadia Ghisalberti, la console generale della Bolivia a Milano, Eva Chuquimia Mamani, e il direttore del progetto Pigmento del Patronato San Vincenzo, Davide Pansera hanno infatti svelato qualche giorno fa il murales che Manzoni ha realizzato all’ingresso nel parco Codussi di via Giovanni da Campione a Bergamo. L’opera è promossa dal Consolato Generale di Bolivia e dal Comune di Bergamo. Durante la sua realizzazione , tutt’ora in corso, sono stati coinvolti i bambini e ragazzi bergamaschi, italiani e boliviani.

gio manzoni the way magazine (1)

L’opera ha quindi il duplice valore di riqualificazione urbana e integrazione multiculturale, attraverso l’attività artistica. E’ realizzato con la tecnica dell’affiche, quindi sperimentale per la street art, ed è inserito nel programma del comune “Street Art Bergamo”.
murales gio manzoni

All’inaugurazione, grande festa a Bergamo. Foto di Sofia Obracaj.

Nato a Cochabamba, Bolivia nel 1979, Gio Manzoni Piazzalunga (questo il suo nome per esteso) cresce in Italia dove arriva all’età di un anno e mezzo. Si diploma al Liceo Artistico di bergamo e poi studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera dove esce con il massimo dei voti. Lavora in Italia e all’estero per gallerie, aziende, privati e  partner istituzionali. Ha esposto  alla Biennale d’Arte di Venezia nel 2011. Tra i suoi mecenati: Berlucchi, Brazzale, Zucchi, Unicredit. L’anno scorso ha collaborato con il mercante d’arte Sung An Yang in Corea del Sud e nell’isola di Jeju.

gio manzoni
IL CONCEPT – L’incontro tra l’artista e il consolato di Bolivia a Milano, e l’apertura del comune di Bergamo alla street art è stato fatale per la realizzazione di quest’opera pubblica. Le energie tra le due patrie di Gio Manzoni arrivano a sintetizzarsi nell’opera che consiste di “quinte” mirarie in omaggio al monumento della Coronilla presente nella città natale dell’artista, Cochabamba, il luogo dove è stato trovato da bambino prima di essere adottato. Disegnare la Coronilla qindi è come disegnare “il proprio sangue“, dice la curatrice dell’artista (e collaboratrice di The Way Magazine) Michela Ongaretti. “La scultura – dice Ongaretti – non era conosciuta dall’artista, ma rappresenta proprio la madre e quindi l’origine della vita”. La storia raffigurata nel monumento boliviano tributa un omaggio all’eroismo delle madri del luogo che combattono in difesa della città e degli affetti.
A Bergamo il murales di Gio Manzoni (foto: Christian D'Antonio per The Way Magazine).

A Bergamo il murales di Gio Manzoni (foto: Christian D’Antonio per The Way Magazine).

Nei dipinti su carta attaccati al muro, costumi sudamericani adornano madri che rivelano dettagli pop da supereroi, con una poetica che stratifica significati e si presta a grandi suggestioni.
Manzoni riprendendo questo soggetto nell’opera a Bergamo rappresenta così il passaggio tra la sua madre boliviana e il ritrovamento di quella italiana, per ritrovarsi boliviano da adulto. Un destino circolare che è evocato dalla emozionante opera visibile a tutti a Bergamo.
Parco di Via Giovanni da Campione, 20 – Bergamo (BG).


Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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