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Society - 22/04/2020

Vincenzo Falcone: “Juntos” è il mio progetto di celebrazione dell’amicizia tra Spagna e Italia

In diretta Instagram hanno parlato con l'architetto e modello: Jesus Cegarra Macia da Alicante, Julianna Ro da Siviglia, Aleix Martí Roura da Banyoles, Violeta Selfa Martinez da Valencia, Urtzi Sánchez da Bilbao, Pedro Morchon Camino da Oviedo, Pablo Martinez Rojas da Barcellona, Joaquín Morodo da Madrid.

Cibo, cultura, arte, personalità. La Spagna è stata sempre unita all’Italia da tanti legami anche impercettibili che però si evidenziano soprattutto in persone, affinità, idee, scambi. Vincenzo Falcone, classe 1986, architetto tra i protagonisti delle iniziative di The Way Magazine alla Tesla Design Lounge per il Fuorisalone 2019, nel periodo più buio del lockdown per l’emergenza sanitaria, in questo aprile 2020 ha avuto un’idea vincente. Ha costruito un “ponte” immaginario tra i due paesi dove ha vissuto con intensità la sua professione, prima da protagonista della moda e poi come architetto. Un progetto di interviste live dal suo seguitissimo profilo Instagram a personalità eccellenti spagnole nei campi più disparati. Così è nato “Juntos”, che ha nell’arco di due settimane fatto viaggiare i followers di Falcone da un capo all’altro della Spagna in un clima di condivisione e approfondimento. Il “tessitore di culture” supportato dal team Smartlab Studio ha fatto centro con un format spontaneo dove i personaggi coinvolti si sono messi a nudo per la prima volta davanti al loro pubblico dei social media.

Sebastian Cacciapuoti (Architetto / Co-founder Smartlab Studio, Communication Manager) con Vincenzo Falcone (Architetto e Manager) e la docente di Storia dell’Architettura e del Design Elena Manzo. I due professionisti sono business partner di SmartLab Studio. Foto tratta dall’incontro al Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale DADI_ (Universitá degli Studi della Campania, Luigi Vanvitelli, 2019).

Vincenzo, sei napoletano con il cuore a Milano. Che legame hai con la Spagna?

Dal 2007 al 2018 ho frequentato la Spagna partendo da Milano. Ho vissuto a Madrid, tra il 2009 e 2010 studiando all’università CEU San Pablo, Escuela Politécnica Superior. Dal 2008 al 2011 sono stato rappresentato da una delle più importanti agenzie di moda “GROUP MODEL” sia a Madrid che a Barcellona. Lì a novembre 2009 mi confermarono un ruolo nel film “Sex and The City 2”, che girai in 4 giorni a Marrakech con la produzione Hollywoodiana di Avery Pix, Inc. Nel 2011 conseguì la laurea triennale alla Luigi Vanvitelli, Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, con una tesi in collaborazione con l’università CEU San Pablo dove l’anno precedente avevo terminato il progetto Erasmus. Successivamente ho frequentato spesso la “Comunidad Valenciana” per motivi personali. Trasferitomi a Barcellona nel 2017 dopo essermi laureato alla specialistica, lì ho conosciuto l’architetto indiano Saket Sethi, del quale ho sostenuto lo sbarco in Italia, avviando varie partnership.

 

Come hai scelto i partecipanti del progetto “Juntos”?

Molti di loro hanno percorso il “Camino de Santiago” e anche io l’ho fatto, due volte: nel 2016 il “Camino Francés” e nel 2018 il “Camino del Norte”. Sarà stata una coincidenza, ma non penso. Le anime simili si riconoscono. Pensa che gli italiani sono il popolo al mondo che percorre di più il cammino di Santiago, secondo solo a quello spagnolo. Un’esperienza che ci lega anche a questa terra, un percorso intimo oltre che geografico. Tanto che tutti i cammini all’interno della penisola iberica sono conosciuti sotto il nome “Camino de Santiago” ma in realtà ognuno ha un nome diverso.

Vincenzo Falcone è architetto e modello. Con Joaquin Morodo ha aperto e chiuso un viaggio virtuale tra Italia e Spagna in questo difficile e memorabile mese di lockdown per i due Paesi. Dal suo profilo Instagram ha intervistato in diretta amici e personalità spagnole per il progetto “Juntos” che presentiamo in esclusiva su The Way Magazine in questo articolo.

Chi sono stati i protagonisti del tuo format?

Jesus Cegarra Macia da Alicante, Julianna Ro da Siviglia, Aleix Martí Roura da Banyoles, Violeta Selfa Martinez da Valencia, Urtzi Sánchez da Bilbao, Pedro Morchon Camino da Oviedo, Pablo Martinez Rojas da Barcellona, Joaquín Morodo da Madrid. In un viaggio virtuale di due settimane ho messo in connessione loro con alcuni connazionali che nemmeno conoscevano e ho fatto conoscere ai miei amici e conoscenti italiani queste grandi personalità. Si sono messi tutti a nudo volentieri, il clima di questa pandemia evidentemente favoriva le confidenze. E mi rende orgoglioso aver evidenziato alcuni sentimenti che per la prima volta venivano esplicitati davanti a una platea.

 

A te come è venuto in mente? Cosa ti muoveva?

Semplicemente mi mancava la mia seconda casa, in questo momento difficile, che si è rivelato essere duro per entrambi i paesi. Ho scelto delle personalità che si sono trovate bene anche tra di loro e tramite loro ho rivissuto “l’ibericità”. Sono cresciuto personalmente e professionalmente lì, e vedere la Spagna che io ho lasciato attraverso i loro occhi di oggi è stato un grande dono.

 

 

 

Cosa ti hanno raccontato in particolare?

Jesus, un medico nucleare ad Alicante, che sta lavorando per sconfiggere il Covid-19, mi ha dato la sua testimonianza preziosa dalla prima linea. Con Julianna Ro, modella e cantante, abbiamo parlato di musica, di Siviglia e della “Feria de Abril” che è un evento molto importante per loro con la “Semana Santa”. Aleix, atleta di canottaggio, mi ha raccontato come si stanno allenando gli sportivi spagnoli. Con Violeta, modella internazionale, abbiamo parlato di come cambia anche la moda, la campagna selfie per Zara, per esempio. Ma ci ha fatto entrare anche nella vita di una mamma. Urtzi, un “globe trotter” seguitissimo, mi ha raccontato di come cambieranno i viaggi, visto che i voli saranno bloccati e abbiamo raggiunto una conclusione: noi italiani e spagnoli siamo fortunati ad avere terre così belle da esplorare. Abbiamo arte e architetture con paesaggi magnifici che verranno rivalutate con viaggi interni.

 

Hai avuto un parterre molto variegato…

Sì, sono tutte personalità nei loro campi che però fanno tanto anche per altri scopi. Pedro vive in una terra fatta di cibo e vegetazione, lui è un manager di cliniche dentali, ha condiviso le strategie di marketing che cambiano. Pablo, Interior Designer, ha svelato quanto influisce la reclusione sulle nostre vite. Un appartamento, un giardino, un terrazzo ha molta influenza. L’artista Joaquin è l’unico “madrileño” da me interpellato che vive in Italia e per questo, oltre alla sua profondità come persona, l’ho scelto per aprire e chiudere il ciclo di dirette.

 

Qualcuno che non sei riuscito ad avere?

Tanti amici che vivevano nelle stesse città e devo dire che me ne dolgo, ma non volevo ripetizioni, volevo un modo per toccare tante realtà di un grande paese. E poi la triste notizia della mia amica Olivia Cobo, una food blogger di origini londinesi che vive a Barcellona, che mi ha mandato un audio perché aveva avuto un lutto legato al Coronavirus e non se la sentiva di partecipare.

 

Cosa succederà adesso?

Le dirette erano indirizzate a un pubblico spagnolo e agli italiani che sentono la Spagna vicina quanto me. Mi hanno scritto molti ragazzi che hanno vissuto l’esperienza dell’Erasmus in Spagna, molti di noi hanno fatto il “Camino de Santiago” che è memorabile. È un qualcosa di unico questo nostro sharing culturale e vedo che ha generato interesse e identificazione. Abbiamo questa sinergia come popolo, con gli spagnoli, un’esperienza che non vorrei disperdere. Ho avuto anche l’interesse da parte della stampa internazionale ed è molto gratificante perché sono risvolti che non avevo calcolato. Volevo lasciare il segno evidenziando i simboli dei due paesi.

 

 

—————————-VERSIONE SPAGNOLA———————————————————

“Juntos” de Vincenzo Falcone: “Un proyecto para celebrar la amistad entre España e Italia”

RESUMEN: El arquitecto e influencer ha emprendido un viaje virtual en la tierra ibérica durante dos semanas. Ha interesado a ocho personalidades famosas en sus ámbitos para realizar entrevistas en directo en Instagram. “El lockdown nos ha hecho más unidos”.

 

Comida, cultura, arte, personalidad. España siempre ha sido unida a Italia por muchos vínculos incluso imperceptibles que sin embargo se hacen evidentes en personas, afinidades, ideas, intercambios.

Vincenzo Falcone, nacido en 1986, arquitecto, entre los protagonistas de las iniciativas de The Way Magazine en el Tesla Design Lounge para el Fuorisalone 2019, en el período más oscuro del lockdown debido a la emergencia sanitaria, en este abril 2020 ha tenido una ocurrencia genial. Ha construido un “puente” ideal entre los dos países en donde ha vivido con pasión su profesión, primero como protagonista del mundo de la moda y luego como arquitecto. Un programa de entrevistas en directo desde su seguidísimo perfil en Instagram a exclusivas personalidades españolas en los más disparatados ámbitos.

De esta idea ha nacido “Juntos”, que durante dos semanas ha hecho que los seguidores de Falcone viajaran de una extremidad a otra de España en un ambiente de condivisión y profundización. El “tejedor de culturas” sostenido por el equipo Smartlab Studio ha dado en el blanco con un format voluntario en el que los personajes involucrados se han puesto al descubierto delante de su público de las redes sociales.

FOTO

Sebastian Cacciapuoti (Arquitecto y Designer) con Vincenzo Falcone (Arquitecto y Manager ) y la docente de Historia de la Arquitactura Elena Manzo. Los dos profesionales son business partner de SmartLab Studio (con sedes en Milán y Aversa). Foto sacada en un encuentro en el Departamento de Arquitectura y Diseño Industrial DADI (Universidad de Estudios de Campania, Luigi Vanvitelli, 2019).

 

Vincenzo, eres napolitano con el corazón en Milán. ¿Qué relación tienes con España?

Desde 2007 hasta 2018 me fui relacionando con España partiendo de Milán. Viví en Madrid, entre 2009 y 2010 cursando en la Universidad CEU San Pablo, Escuela Politécnica Superior. Desde 2008 hasta 2011 trabajé con una de las más relevantes agencias de moda “GROUP MODEL” en Madrid y en Barcelona. Allí en noviembre de 2009 me confirieron un papel en la película “Sex and the City 2”, que rodé en cuatro días en Marrakech con la producción hollywoodiense Avery Pix, Inc. En 2011 me licencié en la Universidad Luigi Vanvitelli, Departamento de Arquitectura y Diseño Industrial, con una tesina de licenciatura en colaboración con la Universidad CEU San Pablo donde el año anterior había terminado el proyecto Erasmus. Posteriormente fui muchas veces a la Comunidad Valenciana por motivos personales. Me trasladé a Barcelona en 2017, después de terminar la carrera, allí conocí al arquitecto indiano Saket Sethi, a quien he ayudado a “desembarcar” en Italia, emprendiendo con él diferentes proyectos como socios.

¿Cómo has elegido a los participantes en el proyecto “Juntos”?

Muchos de ellos emprendieron el Camino de Santiago, y yo también lo hice, dos veces: en 2016 el Camino Francés y en 2018 el Camino del Norte. Quizás fue una coincidencia, yo pero no me lo creo. Las almas parecidas se reconocen entre ellas. Piénsate que los italianos somos el pueblo en el mundo que más recorre el Camino de Santiago, segundo sólo al pueblo español. Es una experiencia que nos liga a esta tierra, un recorrido íntimo además que geográfico. Todo los caminos en la península ibérica se conocen bajo el nombre de “Camino de Santiago” pero en realidad cada uno tiene un nombre diferente.

¿Quiénes son los protagonistas de tu  format?

Jesus Cegarra Macia de Alicante, Julianna Ro de Sevilla, Aleix Martí Roura de Banyoles, Violeta Selfa Martinez de Valencia, Urtzi Sánchez de Bilbao, Pedro Morchon Camino de Oviedo, Pablo Martinez Rojas de Barcellona, Joaquín Morodo de Madrid. Durante un viaje virtual de dos semanas los he puesto en contacto con unos connacionales suyos que ni siquiera conocían y he presentado estas grandes personalidades a mis amigos y conocidos italianos. Todos se han puesto al descubierto de buena gana, esta pandemia seguramente ha favorecido un clima confidencial. Y me da orgullo haber conseguido poner en evidencia algunos sentimientos que por primera vez se manifestaban delante de un público.

¿Cómo se te ha ocurrido? ¿Qué es lo que te ha impulsado?

Simplemente extrañaba a mi segundo hogar, en este momento difícil, que se ha revelado muy duro por ambos los países. He elegido a unas personalidades que se han encontrado bien entre ellas, a través de ellas he vuelto a vivir mi “sentimiento ibérico”. En España he crecido personal y profesionalmente, y ver la España que he dejado a través de sus ojos de hoy ha representado para mí un gran regalo.

¿Qué te han contado, en particular?

Jesús, un médico nuclear en Alicante, quien está trabajando para eliminar el Covid-19, me ha dado su precioso testimonio desde el pie del cañón. Con Julianna Ro, modelo y cantante, hemos hablado de música, de Sevilla y de la Feria de Abril que es una evento muy importante así como Semana Santa. Aleix en Banyoles, atleta de remo, me ha contado cómo se están entrenando los deportivos españoles. Con Violeta, modelo internacional, hemos hablado de cómo está cambiando también la moda, como por ejemplo la campaña selfie de Zara, y nos ha permitido entrar incluso en la vida de una madre… Urtzi, un globe trotter muy seguido, me ha hablado de cómo van a cambiar los viajes de ahora en adelante, ya que los vuelos quedarán “congelados” durante mucho tiempo… En fin, hemos llegado a una conclusión: los italianos y los españoles tenemos la suerte de pertenecer a tierras maravillosas para explorar. Tenemos arte y arquitectura con paisajes magníficos que se revalorizarán a través de viajes, cada pueblo viajando en su proprio país.

Has tenido un parterre muy variado…

Sí, todos son personalidades en sus ámbitos, que hacen mucho incluso en otros campos y para otras finalidades. Pedro vive en una tierra hecha de comida y vegetación, él es un manager de clínicas dentales, ha compartido estrategias de marketing que cambian. Pablo, Diseñador de interiores, ha revelado cuánto influye la reclusión en nuestras vidas. Un piso, un jardín, una terraza pueden hacer la diferencia… El artista Joaquín es el único madrileño a quien he interpelado, que vive en Italia y por eso, además de su profundidad como persona, lo he elegido para abrir y cerrar el ciclo de entrevistas.

¿Hay alguien que no has conseguido alcanzar?

A muchos amigos que vivían en las mismas ciudades y confieso que me ha dolido, pero no quería repeticiones, deseaba una manera de tocar muchas realidades de un gran país. Y me ha llegado la triste noticia de mi amiga Olivia Cobo, una food blogger de origen londinense que vive en Barcelona, la cual me ha mandado un vocal contándome de haber tenido un luto por Coronavirus y  no tenía el ánimo de participar.

¿Qué va a ocurrir ahora?

Las entrevistas se han dirigido al público español y a aquellos italianos que se sienten cercanos a España como yo. Me han escrito muchos chicos que han vivido la experiencia Erasmus en España, muchos de nosotros han emprendido el Camino de Santiago que es inolvidable. Es algo único esta mezcla cultural y me he dado cuenta de que ha engendrado interés e identificación. Hay sinergia entre el pueblo italiano y español, y esta es una experiencia que no quiero que desvanezca. También la prensa internacional se ha interesado en mi proyecto y esto me gratifica mucho porque no lo había presupuestado. Sólo quería dejar una huella evidenciando los símbolos de los dos países.

 

Tradotto da Cinzia Fabozzi, prof.ssa di lingua e letteratura spagnola.



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