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Targets

Targets - 15/09/2020
DUO INEDITO

Al Festival della Bellezza Sgarbi ha recitato con Morgan

Morgan e Vittorio Sgarbi sulle note della poesia in una location d’eccezione. Queste perle regala il tempo che stiamo vivendo, fatto di appuntamenti pubblici necessariamente più intimi, riflessivi e per questo più profondi.

Morgan e Vittorio Sgarbi insieme qualche sera fa si sono visti sul palco di una meravigliosa Arena di Verona al Festival della Bellezza, per il progetto “Arena Agorà”: hanno incantato il pubblico. In un anfiteatro romano dalla configurazione inedita di moderna agorà, con il palco al centro e pubblico disposto intorno, due sguardi geniali si sono confrontati per indagare l’espressione artistica dell’amore nella poesia e nella musica, tra i versi di Jacques Prévert, Pedro Salinas, John Donne, Eugenio Montale, recitati da Vittorio Sgarbi con il contrappunto delle note di Morgan che ha cantato, tra gli altri, Luigi Tenco e Domenico Modugno.

Una serata di grande suggestione nell’anfiteatro più famoso al mondo, in cui non è mancato un ricordo particolare di Sgarbi per Philippe Daverio: «È l’unico con cui non sono riuscito a litigare, perché rendeva l’arte festosa. Il critico la fa diventare un funerale, mentre lui ne faceva una festa: l’arte deve essere bella, felice, leggera.»

Al festival si è visto quindi un momento di autentico incontro di mondi, annunciato come lezione concerto “Il vellutto sotterraneo dell’eros”.

La descrizione dell’evento prometteva quanto segue: “Credo nelle luci basse e negli specchi compiacenti”. Il ritmo martellante dell’apparenza s’insinua nella percezione. Contro la monotonia del bello, vendere atmosfera.
Lou Reed e Andy Warhol. La nonchalance aggressiva che spettina le regole della brillantina; la connessione ambigua del tratto plastico che si traveste in musica. Un’aura mossa e distesa. Il ruvido rock della metropolitana scivola su tapis roulant di raso rosso. Il pop diventa élite.

Ora c’è attesa per l’incontro tra Gianni Morandi e Michele Serra (19 settembre) e il racconto concerto incentrato su Beethoven il 18 settembre. Sul palco Alessandro Baricco, Gloria Campaner, Orchestra Canova.


Inizia a studiare pianoforte a 6 anni ed esordisce professionalmente a 15. Dopo il diploma di conservatorio conseguito a Firenze nel 1993 – e una breve esperienza come turnista nel mondo del pop con Raf e Jovanotti fra gli altri – si afferma nel jazz, suonando su palchi come la Town Hall di New York, la Scala di Milano e Umbria Jazz. (Foto di Valentina Cenni).

Stefano Bollani in concerto nello scenario mozzafiato dell’Arena di Verona invece si potrà vederlo mercoledì 16 settembre (ore 21.30) nell’evento Piano Solo – Eros e Bellezza. Si tratta di un evento speciale all’interno del progetto Arena Agorà del Festival della Bellezza, la manifestazione ispirata a Dante, Mozart e Shakespeare, tra le più prestigiose del panorama nazionale, dedicata quest’anno al tema “Eros e Bellezza”.

Piano Solo – Eros e Bellezza,più che un tradizionale concerto al pianoforte, è un omaggio all’arte dell’improvvisazione. Nel momento in cui Stefano Bollani sale sul palco per il suo one man show, tutto può accadere. Non esiste nessuna scaletta, nessun programma di sala a cui aggrapparsi per seguire il succedersi dei brani. Lo spettatore è trascinato in un viaggio a perdifiato attraverso orizzonti musicali solo apparentemente lontani.

Si può passare così da Bach ai Beatles, da Stravinskij ai ritmi brasiliani, con improvvise incursioni nel pop o nel repertorio italiano degli anni Quaranta. In questo vero e proprio flusso di coscienza musicale, il riso e l’emozione si mescolano.



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