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Targets

Targets - 01/05/2020
CRITICA ALLA FRENESIA

Il tempo che non c’è nel partheno-rap di Bruto

Vi ha abbiamo raccontato tempo fa della nuova ondata di Partheno-pop che da Napoli arriva all’Italia. Ora, per confermare che NoLo a Milano è il quartiere degli uno, nessuno e centomila, una bella proposta di Partheno-rap arriva da un nuovo artista, Bruto. “Ho un carattere brutto, per il nome d’arte mi sono ispirato a me stesso”, ci dice Bruno Di Costanzo, 40 anni, fresco di pubblicazione di Nun Teng Tiemp, un bel groviglio di electro-urban con un testo che ai britannici farebbe piacere riassumere in “gimmeabreak”.

“Mi approccio ai miei terzi vent’anni – ci racconta l’artista – con questa pubblicazione che era in cantiere da un po’. Sono un creativo ma faccio altro nella vita. Non ho come priorità l’ambizione di volercela fare nella musica e non ci ho mai pensato. Anche se devo dire che oggi sono tanti i personaggi che fanno il pezzo giusto ed emergono. A me piace creare musica e questa canzone è l’unica che ascoltandola a ripetizione col tempo non mi ha stancato. Anzi, devo riconoscere che una volta finita mi sono anche emozionato. Non so nemmeno come ho fatta a farla, non mi stanca”.

Il testo è di Bruto, mentre Dario Amoroso è il sound designer che ha ripreso le basi con degli accordi dell’idea originaria, registrando tutti gli strumenti. Il video colorato è frutto di un’urgenza: Bruto voleva pubblicare il suo primo brano ufficiale con un video degno di un debuto in grande stile metropolitano, ma il Coronavirus ha dettato altri tempi. “Proprio adesso che abbiamo più tempo non possiamo fare il video come volevamo. Quindi mi sono dato da fare e ho ideato le grafiche che ho immaginato per questo testo. Nulla è casuale. Adesso avendola condivisa sui miei profili social, in molti mi hanno scritto che si identificano. A Napoli si dice ‘nun tengo tiemp’ quando rifuggi da qualcosa. Quindi per il video mi immaginavo qualcosa di frenetico, di corsa, fatto in metro. Invece l’ho fatto a casa mia”.

Ammettiamo che qualsiasi cosa di creativo abbia a che fare col tempo, di questi tempi, ci incuriosisce. Ma la storia di Bruto/Bruno è davvero interessante: “Io questa canzone me la vedo bene in una serie tipo Gomorra, questa sarebbe la massima ambizione – racconta dal suo eremo di viale Monza, dove vive col suo compagno artista, Roberto Amoroso – abbiamo marcato quello stile aggressive con i bassi tipici di quella narrazione. e mi sarebbe piaciuto inserirla in una serie. Siamo da soli con noi stessi in questo periodo di stop forzato e il tema del tempo tocca tutti. Anche pubblicare il pezzo il 25 aprile è sembrato simbolico di una liberazione, visto che era nato cinque mesi fa. In sostanza, oggi come allora, è un mio complain alla società”.

 

Bruto ora si immagina un futuro tra design e musica: “Ne ho scritte altre di canzoni, sono per me uno sfogo creativo. Continuo a essere un designer, ho una linea di accessori, ma mi piace sperimentare nuove cose, e quindi mi dedicherò a composizioni in inglese. Sono radicato a Milano, mi sento fuori dai giri napoletani della scena emergente, quindi mi sento libero di poter seguire strade mie, musicalmente parlando”.

Dalle parti di NoLo la canzone è entrata subito nelle playlist degli orfani dei bagni di folla di piazza Morbegno. Ironia della sorte, ora c’è tempo per assaporarla bene questa ‘Nun teng tiemp’ e c’è chi la vorrebbe sentir risuonare dalle casse dell’open party sperimentale di Terrazza Scagna. Si chiama JukeBox@TerrazzaScagna e una volta a settimana porta dalla terrazza di una traversa di viale Monza a Milano mezz’ora di musica in tutto il vicinato. Per chi non sente, c’è la diretta Facebook. Cosa si riesce a fare, a NoLo, ad avercene di tempo…



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