12 Maggio 2021
TENDENZA

Calvizie e comunicazione, come si rappresentano i vip

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Calvizie e comunicazione, come si rappresentano i vip

12 Maggio 2021
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Calvizie e comunicazione, come si rappresentano i vip

Calvizie, davvero una brutta bestia per calciatori, star del cinema e dello spettacolo. Il nemico che nessuno vorrebbe mai avere, pronto a nascondersi dietro l’angolo e a colpire quando meno te l’aspetti.

“L’unica cosa che ferma la caduta dei capelli è il pavimento”, direbbe il dottor Piero Rosati che ha avuto tra i pazienti vip personaggi come Silvio Berlusconi e Antonio Conte. Indossare un casco, effettuare frequenti lavaggi e l’uso di berretti o cuffie non provocano la calvizia, esistono altre motivazioni più precise come può essere a volte la gravidanza, come ha sempre specificato il dottor Rosati. Nell’era della rivoluzione digitale l’audience mediatica è sempre più impattante e inevitabilmente le grandi stelle devono ricorrere a qualche “ritocchino estetico” se vogliono presentarsi al grande pubblico in maniera impeccabile.

Il boom dei nuovi modelli di comunicazione online oggi più che mai va di pari passo con l’evolversi di modelli estetici di successo. I vip dal loro canto, per una serie di motivi, preferiscono spesso e volentieri non parlare della propria situazione di calvizie e del proprio look, più o meno stabile, più o meno rinnovato; nel contempo non mancano noti personaggi come Dj Francesco che hanno voluto esternare pubblicamente il proprio benessere “ritrovato” grazie anche ai nuovi impianti di capelli/patch cutanei.

Non soltanto trapianto quindi, non soltanto tecniche evolutive e medicina rigenerativa di grandi esperti del settore. L’immagine online e la cosiddetta web reputation rendono quasi obbligatorio il ricorso ad ambiziose strategie per avere una chioma folta e attraente. A sottolineare l’ampia gamma di trapianti e interventi ai capelli a cui frequentemente ricorrono personaggi conosciuti al grande pubblico è stato recentemente il dottor Mauro Conti, Presidente dell’Osservatorio Nazionale delle Calvizie (in foto) nonché direttore scientifico Hair Clinic. “Gli atleti professionisti contemporanei, anche fuori dal loro contesto sportivo, sono icone perennemente al centro dell’attenzione. Idolatrati dai giovanissimi, sono portati ad incarnare determinati standard fisici ed estetici per generare ulteriore appeal. La presenza di una chioma folta e curata, storicamente uno degli aspetti che più infondono sicurezza nell’uomo e nei suoi spettatori, diventa così un ingrediente del tutto primario nella costruzione dell’immagine pubblica”. Le calvizie stando ai numeri è un problema che “tormenta” quasi un uomo italiano su due (Italia tra le prime nazioni per diffusione malattia) ma fortunatamente gli sviluppi terapeutici offrono soluzioni alternative ed efficace, se non si vuole avere – per dirla in gergo – una testa calva (anche se ricordiamo che fu l’ex calciatore a testa rasata Fredrik  Ljungberg ad essere eletto qualche tempo fa uno degli sportivi più sexy di sempre).  “Oggi curare i follicoli capilliferi malati è l’obiettivo numero uno – prosegue Conti nella nota – e va fatto in maniera tempestiva al presentarsi del problema. Una straordinaria innovazione tecnologica in questo senso è certamente la medicina rigenerativa e inclusiva, una nuova disciplina medica che permette di aiutare i follicoli in difficoltà e favorire in maniera efficace la funzionalità follicolare, ovvero la capacità dei follicoli di far nascere e crescere i capelli. È quindi possibile far sì che i follicoli sani rimangano tali – conclude il direttore scientifico di HairClinic – riducendo al contempo l’evoluzione di una malattia come la calvizie che comporta conseguenze estetiche e psicologiche non indifferenti in chi ne soffre. Non è un caso, quindi, se sempre più stelle dello sport ricorrano alle nuove terapie cliniche per correre ai ripari. Grazie a questo approccio di medicina inclusiva, il trapianto di capelli si trasforma in un gesto medico di grande perfezionamento estetico, attuabile eventualmente a seguito di una reale risoluzione del problema della calvizie”.

Da sottolineare come e la propensione alla perdita di capelli si eredita da madre e padre e comincia a svilupparsi dopo la pubertà, mentre i capelli predisposti all’alopecia androgenetica cominciano a ridursi come diametro e il loro ciclo di vita pian piano tenderà a scomparire. Calvizie che possono far riferimento a cause fisiche, infettive, psicologiche ma non solo, anche da carenza di vitamine e da tanti altri aspetti che certamente non siamo noi a dover commentare (lasciamo giustamente il lavoro agli esperti del settore).

Di certo va affermato che i capelli posti nella parte laterale e posteriore vengono considerati dagli esperti come geneticamente permanenti. Quello che fa la differenza come sempre sarà il ‘cervello’, la personalità e la mentalità della persona ovvero dare il giusto taglio e il giusto look alla propria testa in relazione a quelle che sono le peculiarità fisiche del soggetto interessato.   

Testo a cura di Daniele Barrtocci

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