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Targets - 24/12/2017
BRAZILIAN QUARTET

C’è del buon Brasile negli Asuma

Si può fare musica brasiliana d’autore innovando. E soprattutto essendo italiani, perché come sappiamo la creatività di uno stile è sempre patrimonio di tutti, non soltanto di chi lo inventa. Questa è la filosofia che sta dietro il bel progetto Asuma Brazilian Quartet, nato a Torino e al momento esportato in tutta Italia con una serie di date live molto coinvolgenti.

La formazione musicale nasce nel 2006 dopo anni di percorsi musicali individuali: Fabio Gorlier al pianoforte, Enzo Antonicelli alla voce, Alessandro Fassi al basso, Max Simini alla batteria.

Si tratta di tutti musicisti di formazione jazzistica che porpongono musica brasiliana d’autore e per questa stagione autunnale/invernale hanno deciso di proporre il meglio degli autori a cui si ispirano.

asuma the way magazine

Dice Enzo Antonicelli, il cantante: “In questi 11 anni di concerti, abbiamo reso omaggio a miti come Jobim, Caetano Veloso, Ivan Lins, Elis Regina, Djavan con i generi Bossa, Samba, Funky, Tropicalismo, Sambaiao e Baiao senza trascurare le ballad tipiche del Brasile”.

In termini di esperienze la band ha all’attivo numerose date fatte tra jazz clubs, piazze, teatri, rassegne e locali vari d’Italia. Non lasciatevi ingannare dall’assonanza del nome “Asuma” con fumetti giapponesi. Ecco da dove deriva: “Ispirato ad un quadro di Michael Müller, indica “un rituale con piante e bevande a base di erbe, quando la luna mostra un grande cortile illuminato” ed è in lingua Zuruahà, una piccola tribù di indios che vive in una regione di montagna dello stato brasiliano dell’Amazonas, coperto in prevalenza dalla imponente foresta amazzonica”.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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