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Targets - 13/10/2020
PARCO DELLO STIRONE

C’è un museo del mare al Podere Millepioppi di Parma

Il nuovo museo MuMAB sorge nell’area del Parco dello Stirone e Piacenziano, presso il Podere Millepioppi, ed è amministrato in collaborazione con l’Ente di gestione dei Parchi del Ducato con finalità sociali e culturali. Si trova in un’area compresa nel Polo Turistico Ambientale di San Nicomede e diventa quindi il più importante accesso al parco del torrente Stirone, ospitando e riunendo, in una forma moderna, tecnologicamente avanzata e accattivante, i contenuti di due precedenti musei: il museo “Mare Antico” allestito precedentemente al palazzo dei Congressi di Salsomaggiore, e il Museo Naturalistico del Parco dello Stirone prima presente a Scipione Ponte.

Il nuovo museo in provincia di Parma è composto di due sezioni:

  • La sezione “Geopaleontologica”, ospitata nel nuovo e moderno edificio realizzato dal Comune di Salsomaggiore, conserva uno dei più ricchi e scientificamente interessanti patrimoni paleontologici recuperati nel Bacino Padano. I reperti sono frutto di lunghe ricerche e scavi curati da Raffaele Quarantelli (1930 – 2004) e altri paleontofili salsesi, nell’alveo del torrente Stirone dalla seconda metà del 1960, allorquando l’intensa erosione di fondo operata dalle acque del torrente portò alla luce una serie di sedimenti così ricchi di reperti fossili da suscitare l’interesse della popolazione locale e del mondo scientifico internazionale. La ricchezza di questo patrimonio e l’unicità del torrente Stirone come vero e proprio “Museo all’aperto” sono stati hanno portato, nel 1988, all’istituzione del Parco Fluviale Regionale dello Stirone. La visita al Museo permette dunque di scoprire i processi evolutivi che hanno portato alla nascita del Bacino Padano e ne hanno governato l’evoluzione tra il Miocene Medio (circa 14 milioni di anni fa) e il Pleistocene Medio (500 mila anni fa), proiettando il visitatore in un mondo lontano, quando il “mare antico” copriva le nostre terre.

Una grafica accattivante, tutta tradotta anche in lingua inglese, illustra fasi e ritrovamenti, mentre una postazione video interattiva a parete consente di “viaggiare” nelle ere geologiche.

Il percorso prosegue con la sezione dedicata alla “biodiversità perduta, dove spicca, per completezza ed interesse scientifico, l’unico esemplare al mondo della balenottera “Plesiobalaenoptera quarantellii” recuperata nel 1985 quando l’erosione del torrente Stirone portò alla luce questo scheletro quasi integro risalente all’inizio del Tortoniano (10-11 milioni di anni fa).

Molto suggestiva la “sala immersiva” che proietta il visitatore nell’atmosfera silenziosa ed avvolgente del mondo sottomarino: in essa è conservato lo scheletro della balenottera “Matilde”, tra le cui vertebre sono stati ritrovati i denti di uno squalo. Tutto ciò fa supporre che la balenottera avesse subito l’aggressione di uno o più squali. Proprio la riproduzione di un grande esemplare di squalo ed una videoproiezione raccontano come la morte del cataceo riesca ad innescare meccanismi alimentari e a concretizzare la catena alimentare.

Un’altra postazione interattiva conduce ai tempi più recenti e racconta della “biodiversità marina di ieri e di oggi” grazie ad un monitor touchscreen l’utente può scegliere diversi approfondimenti, attivando l’illuminazione di un reperto in una teca ed un videoracconto a parete.

La storia delle terra continua nel percorso espositivo e dove il “ritiro” delle acque marine porta alla nascita della Pianura Padana e all’arrivo all’uomo: alcuni reperti della presenza dell’uomo in queste terre ci portano ai giorni nostri e ci raccontano come una delle più grandi ricchezze di Salsomaggiore, le acque saline termali, scaturiscano proprio da quel antico mare padano che oggi è sotto i nostri piedi.

  • Pochi metri dividono il nuovo edificio dalla “Sezione Biologica” del Museo, allestita dall’Ente Parchi nella ex stalla della casa colonica del podere. Una sezione dedicata al “tempo attuale” ci consente di capire ed apprezzare come la storia più remota di questi luoghi abbia plasmato anche l’ambiente di oggi, con i suoi delicati habitat fluviali, determinandone la grande ricchezza in termini di biodiversità. Diorami naturalistici, pannelli illustrati ed exhibit ci portano alla scoperta della ricchezza di varietà biologica che caratterizza oggi il Parco ed a capirne le esigenze di tutela e conservazione.

Il Museo è gestito dalla start-up Around Srls che ne cura le modalità di fruizione e accesso al pubblico e le attività didattiche.

Per il 2020 vige l’obbligo di prenotazione.
Form online: www.millepioppi.it – E-mail: mumab@millepioppi.it

Tariffe 2020:
MuMAB – biglietti



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