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Targets

Targets - 14/03/2017
VISIONI

Colosseo icona, l’arte entra nell’anfiteatro

Dall’8 marzo 2017 al 7 gennaio 2018, il Colosseo racconta se stesso con una mostra che ne ripercorre la storia e le molte trasformazioni subite nei secoli, fino ad arrivare a essere quasi un’icona pop.

Nell’anfiteatro Flavio i visitatori potranno conoscere tutta la storia del monumento e le sue rappresentazioni nelle varie epoche, fino alla contemporaneità grazie alla rassegna Colosseo. Un’icona che ripercorre la lunga e intensa vita del sito storico nei secoli. Dalla vivace e poco nota attività commerciale, residenziale e religiosa che lo caratterizzò nel Medioevo, al fascino che esercitò su grandi architetti e pittori del Rinascimento. Dal suo trasformarsi in mitico luogo di martirio, poi, dal Cinquecento, in teatro del rito della via Crucis, al suo imporsi dal Settecento come meta privilegiata del Gran Tour di poeti, scrittori e vedutisti. Mutato in un luogo dell’immaginazione romantica, con sognatori al chiaro di luna e ardimentosi visitatori che morivano per la malaria presa dalle zanzare annidate un po’ ovunque. Dalla fine del Settecento, la riscoperta archeologica, gli scavi e i restauri portarono alla costruzione dei grandi speroni che ancora lo puntellano.

Con l’avvento del fascismo, il Colosseo divenne nuovamente, come in antico, proscenio ideologico del potere. Nel dopoguerra comincia a costruirsi un nuovo mito del Colosseo: l’Anfiteatro Flavio entra prepotentemente al cinema con i film peplum e nei capolavori del Neorealismo italiano, mentre la pop art romana lo consacra al ruolo di icona, che continuerà a rivestire senza soluzione di continuità fino ai giorni nostri. Anche l’arte contemporanea racconta il monumento, emblema della città e dell’Italia attraverso dipinti, installazioni, performance, video e scatti di artisti di fama internazionale.

La Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma, con Electa, promuove la rassegna sulla vita del monumento, arricchita dai risultati inediti dei recenti scavi e restauri, che hanno consentito di confermare quanto attestato da documenti d’archivio sul periodo medievale: il Colosseo pullulava di vita, cripte, chiese, botteghe, edifici residenziali di grandi famiglie aristocratiche e umili dimore avevano trovato o costruito nuovi spazi tra le frondose arcate e le alte volte.

La mostra è curata da Rossella Rea, Serena Romano e Riccardo Santangeli Valenzani. Progetto di allestimento di Francesco Cellini e Maria Margarita Segarra Lagunes.

In dodici sezioni ordinate cronologicamente, l’influenza storico-culturale dell’anfiteatro si riscontra negli ambiti più diversi: dalla pittura al restauro, dall’architettura all’urbanistica, dallo spettacolo alla letteratura, dalla sociologia alla politica. Nel tempo, il monumento diventa simbolo per eccellenza di eternità e potenza, di civiltà e cultura. Ancora oggi all’attenzione della cronaca internazionale, il Colosseo è presente nell’immaginario collettivo non solo degli italiani: il suo mito continua.

Un centinaio le opere esposte: reperti, disegni, dipinti, modelli ricostruttivi, fotografie e, proiettate sulle volte dell’ambulacro, si alternano le sequenze di capolavori del cinema mondiale con alcune immagini rare tratte dall’archivio dell’Istituto Luce – Cinecittà, a cura di Giorgio Gosetti e Lorenza Micarelli – Casa del Cinema.

Alla mostra si accompagna il volume The Colosseum book e seguirà il catalogo, editi da Electa. L’uno comprende un’ampia e originale raccolta di immagini e pagine letterarie ordinate in associazioni eloquenti, la presentazione di numerosi materiali poco noti o addirittura inediti letti in una continua e coerente relazione con il monumento. Il catalogo, dai numerosi contributi scientifici, ripercorre la lunga e articolata storia del monumento: dalla documentazione inedita dei recenti scavi, agli studi sul Colosseo cristiano e sul monumento icona del Gran Tour, fino a un focus, anche antropologico, sull’anfiteatro contemporaneo che ancora è la meta del primo viaggio in Italia per milioni di turisti. Dalle pagine del nutrito volume emerge come, nella città che cambia, il Colosseo sia sempre stato al centro del potere, in un contesto urbanistico segnato dai mutamenti della società.

Nel 523 d.C. hanno fine ufficialmente i giochi gladiatori: il monumento cade a poco a poco in rovina ma non viene abbandonato come dimostrano alcuni reperti di vita quotidiana risalenti al Basso Medioevo. Dipinti, acquerelli e disegni ritraggono invece il “paesaggio” con rovine che ha ispirato molti pittori dal Rinascimento in poi.

Ai tempi del Gran Tour poi il Colosseo era uno dei monumenti più visitati da coloro che intraprendevano il viaggio in Italia, di cui spesso si acquistava un souvenir che all’epoca erano riproduzioni in marmo o micromosaici che lo raffiguravano. Oggi il souvenir di massa è molto più pop e viene prodotto in paesi lontani, ma la fama del Colosseo è la stessa.

Restaurato, liberato da tutti gli interventi e le decorazioni che nei secoli si erano accumulate, il Colosseo prende nuova vita proiettandosi nell’immaginario collettivo e alimentando ancora il suo mito.

Colosseo Anfiteatro Flavio
Piazza del Colosseo
Sito web:
www.coopculture.it



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