9 Dicembre 2021
OLTRE LA CLASSICA

Emanuele Pedrani, una Ninna Nanna sinfonica

9 Dicembre 2021
OLTRE LA CLASSICA

Emanuele Pedrani, una Ninna Nanna sinfonica

9 Dicembre 2021
OLTRE LA CLASSICA

Emanuele Pedrani, una Ninna Nanna sinfonica

Del suo strumento dice: “Il pianoforte mi ha sempre accompagnato nella mia vita e tutt’ora è il compagno più intimo e vicino alle mie “felici inquietudini”; mi ha portato ad esibirmi persino sul palco scenico della Scala”. Emanuele Pedrani, dal 1994 è componente dell’Orchestra del Teatro alla Scala e dell’omonima Filarmonica, come contrabbassista. Oltre all’attività orchestrale, ha svolto attività da solista ed è stato più volte premiato in vari concorsi di musica da camera e internazionali.

Ninna Nanna è il titolo della nuova composizione artistica, scritta ed eseguita da Emanuele Pedrani, contrabbassista e pianista del Teatro Alla Scala di Milano, che anticipa l’uscita del suo nuovo progetto discografico “Walking on the air”.

‘’Ninna Nanna’’ (disponibile in digital download e sulle piattaforme streaming) è una poesia che sfiora il cuore. Poche note, essenziali dice l’artista, “che ricordano la classicità, i carillon con cui noi ci addormentavamo, un richiamo ad un’ingenuità perduta ma ancora condivisibile ed anelata. Un anticipo di quello che sarà il mio prossimo disco’’.

Emanuele e il mondo della musica. Tutto nasce da quando era studente del Conservatorio di Milano; giovane, l’incubo delle bidelle, perchè dopo le regolari e consuete lezioni, ricorda oggi, “io ed alcuni miei compagni rimanevamo fino a tardi a suonare jazz insieme, e loro non riuscivano a chiudere il conservatorio ad un orario accettabile. Ricordo che una volta, una mia insegnate, sfogò la sua rabbia ed indignazione alla mia insegnante di pianoforte: ‘’Quello lì è un disgraziato, ieri sera era in classe con una ragazza a facevano jazz: una vergona’’.

La sua insegnante al momento finse di dare seguito alle lamentele ma poi ricorda il musicista, “ancora le sue sagaci risate per l’accaduto, anzi colse l’occasione per manifestarmi la sua ammirazione per queste mie qualità. Nel frattempo i miei studi accademici di contrabbasso, pianoforte e composizione proseguivano brillantemente: parallelamente anche se sempre un po’ di nascosto coltivavo queste strade alternative, ritenendo l’improvvisazione e non solo quella strettamente jazzistica, un canale di grande importanza espressiva”.

In ogni caso gli studi musicali classici portarono Emanuele a risultati importanti: “Mi diplomai brillantemente e presto come contrabbassista cominciai a vincere concorsi importanti in varie orchestre ed istituzioni, fino a giungere all’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano di cui tutt’ora faccio parte. Suonare in questo teatro non è solo un vanto e motivazione di orgoglio fine a se stesso, ma rappresenta il privilegio di vivere esperienze musicali ai massimi livelli. Suonare e collaborare con i più grandi direttori, il grande repertorio, i grandi solisti e migliori cantanti al mondo è cosa estremamente arricchente, ma la voglia e l’esigenza mia di percorrere strade alternative, non mi ha mai abbandonato’’.

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