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Targets - 21/03/2021
CRISI COME CHANCE

Fabricio Lanfredi del Loolapaloosa: “Ecco come riparte la Milano by Night”

Fabricio Lanfredi è un unicum nello scenario della Milano by Night. Imprenditore che proviene da tutt’altro settore, ha rivoltato un’intera area della città con il suo locale. Siamo in tempi che ben conosciamo e la sua creatura, il Loolapaloosa, preso in gestione col fido socio Marcio Adami nel 2013, è al momento chiuso così come molti posti della bella rinascita milanese attorno a Corso Como. Ma Fabricio, tempra milanese e spirito brasiliano intatto, si prepara a quello che sarà un momento epocale. La riapertura dei locali pubblici a Milano, la città più colpita in Italia dalla pandemia dovuta al Covid, si prevede sarà densa di speranze e voglia di tornare alla spensieratezza. Il paragone più usato in queste prime settimane del 2021: sarà come il dopoguerra.

Fabricio Lanfredi che in foto di apertura vediamo col socio Marcio Adami all’inaugurazione del rilancio del Loolapaloosa nel 2013, crede anche nelle casualità: entrambi gli amici sono di San Paolo con origini mantovane. Entrambi si erano interessati al locale perché lo vedevano frequentato e festoso a ogni ora del giorno.

Fabricio come è cambiata la tua vita in questi mesi?

Faccio mental coach e lo faccio gratuitamente per chi ne ha bisogno. Mi rivolgo a imprenditori e lavoratori. Il mio settore e quello degli organizzatori degli eventi è stato colpito e ho pensato siccome il mondo mi aveva regalato tanto, a come restituire e quindi lo sto facendo.

Cosa state facendo al Loolapaloosa?

Lo stiamo rimodernando. Int empi di crisi pensiamo a rilanciarlo. E ci sarà più spazio e più attenzione alle sedute all’aperto.

Che tempi si prevedono per la graduale riapertura?

Essendoci il vaccino ora e basandoci su quello che è successo l’anno scorso, i bar presumibilmente potranno riaprire a giugno mentre per le discoteche io ipotizzo da gennaio 2022, anche se alcuni speranzosi pensano che in autunno si possa fare qualcosa. Le nostre aspettative sono come il dopoguerra e mi dispiace davvero per chi ha dovuto chiudere. Credo che chi rimarrà si lavorerà tantissimo.

Cosa ti ha spinto a investire nei locali della notte di Milano?

Sono arrivato a Milano alla fine 2004. A me piace stare sempre dove succedono le cose e ho preso una casa in via Pasubio non lontano dal Loolapaloosa e dai locali di Corso Como. Sono sempre stato estroverso e comunicativo e passavo sempre davanti a quel posto con ammirazione. Poi ho fondato il BaoBar e quando si sono liberate delle quote al Loolapaloosa che era in un momento di difficoltà nel 2013 lo abbiamo rilevato e riaperto a nostra gestione. Ed è stato un successo.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Quello che c’era era l’anima associata a una bella squadra. Nel nostro caso specifico è stato meraviglioso passare da essere frequentatori del locale a gestori. Volevamo fare colpo per farlo funzionare di nuovo, e portare una nuova generazione. Entrambi eravamo ex modelli abituati a lavorare e girare il mondo. Per questo l’abbiamo reso in stile americano 365 giorni all’anno, non l’abbiamo mai chiuso in estate. Ogni giorno per noi era come se fosse sabato.

Da dove prendi la forza per guardare avanti?

Scherziamo su questo punto per alleggerire un po’ la pressione: siamo brasiliani e abbiamo superato crisi peggiori, sono punti di vista diversi. Capisco che molti si sono abbattuti ma io per primo sono stato propenso a collegare in un sistema tutti i gestori dei locali di Milano che hanno chiuso all’improvviso per colpa della pandemia. Bisogna cercare di differenziare. Ho lanciato corsi online di bartender, si possono sfruttare le opportunità e possiamo fare qualcosa se ci mettiamo assieme. Non sono ipocrita, la fase è dura. Ma a volte per via delle difficoltà si può a pensare a fondare un altro business.

Come ne usciremo?

Non si riesce ad avere la creatività giusta se pensiamo a come fare per mangiare, questo è vero. Anche noi abbiamo necessità ma non ci dobbiamo focalizzare solo il business ma valorizzare anche le esperienze umane. Con la ripartenza impareremo a essere più aperti e farci venire idee. E molte partnership, perché si è capito che da soli non si lavorerà più.



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