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Targets

Targets - 27/02/2019
"GULLIVER"

Giò Sada torna con “100 vite” e il pubblico si risveglia

A giudicare dalle reazioni sul web per “100 vite” , il pubblico non ha dimenticato affatto Giò Sada, il trionfatore di X Factor Italia 2015. Si tratta del primo brano con cui Giò Sada presenta il suo progetto appena nato, GULLIVER, una nuova espressione artistica del cantautore, artista e attore pugliese più intima e ‘libera’. Come vedete dal video l’intro lunga, la canzone decostruita senza regole, molto strumentale e crescente in un ritornello sognante, cantato sia in italiano che in inglese, sembra voler rompere le regole del format radiofonico.

“Non so che cosa succede dopo la morte, non ho la presunzione di prendere una posizione definitiva su questo. Forse diventerò terra da ceci o forse finirò in un’altra dimensione, chi può dirlo?
Ma se guardo alle persone che amo e sono al mio fianco, e a quelle che purtroppo ho perso, mi piace pensare che la morte non sia un punto alla fine di tutto.
Voglio credere che abbiamo ancora tempo, che ci ritroveremo sempre – anzi, che ci ritroviamo già oggi, tutti i giorni, sotto altre forme magari, come figli dei nostri figli o alberi nel giardino di mia madre.
Questa è 100vite, ed è un pensiero molto riposante.
Mi ricorda di avvicinarmi alle altre forme di vita con gentilezza e cura,
perché c’è un pezzetto di noi in ogni cosa.

(Giò Sada)

Dopo la vittoria nel 2015 della nona edizione di X Factor, un disco d’oro per il singolo “Il rimpianto di te” e il debutto del suo primo album di inediti “Volando al Contrario” (2016, Sony) nella Top 10 della classifica di vendite in Italia, l’artista di Bari cede il passo a una nuova espressione di sé. Dopo il debutto in anteprima a Bologna nell’ambito della scorsa edizione di EuropaVox, GULLIVER si presenta al pubblico con “100 vite“, il cui video, disponibile a questo link e prodotto da Giuseppe Magrone, è un documentario, una live session, registrato in un’unica giornata.

Per Giò Sada, GULLIVER diventa una metafora del suo percorso artistico che nel corso di pochi anni ha attraversato mondi diversi e opposti.
È un nuovo inizio, in cui la regola è riportare la musica all’esperienza dell’ascolto, svincolandola dal legame con l’immagine, l’esteriorità, dal rapporto col pubblico attraverso il “personaggio” e non il contenuto, per ritornare a una dimensione più autentica, come esperienza di condivisione.
La musica è intensa, ad alto impatto emotivo, senza limiti di genere, che parte dalla semplicità di chitarra e voce per spingersi fino alla contaminazione con l’elettronica. I testi parlano di resilienza: la consapevolezza di non voler più rincorrere la realtà, rinunciando alla frenesia che la contemporaneità impone.



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