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Targets - 08/02/2018
ORTAGGI MITICI

Il reportage “Re Pomodoro” di Domenico Rea

Non c’era il marketing territoriale legato al food ma negli anni 50 il pomodoro sollevò un’intera provincia (Salerno) in pieno boom di ricostruzione post-bellica. Veniva chiamato l’oro rosso. Il pomodoro dell’agro nocerino-sarnese guidò una rivoluzione fatta di industrie e prelibatezze da gustare in tavola che cambiarono l’Italia e il modo di consumare cibi degli italiani. E un uomo di cultura attento al suo tempo come Domenico Rea non rimase indifferente a questa rivoluzione sociale.

Il libro “Re Pomodoro” a sua firma oggi è stato ristampato. Il volume fu pubblicato per la prima volta nel 1957 dalla rivista “Prospettive Meridionali”, e ha come tema il pomodoro e quella che era la fiorente industria conserviera dell’agro nocerino – sarnese, la leggendaria “Nofi” che tanto ha ispirato l’opera letteraria di Domenico Rea.

La locandina della presentazione di Re Pomodoro.

La locandina della presentazione di Re Pomodoro.

Il reportage su carta rieditato in una pregevole ristampa con le illustrazioni di Daniela Pergreffi,  e la prefazione di Vincenzo Salerno, curata da Raimondo Di Maio, libraio-editore della storica Dante&Descartes di Napoli, è stato presentato di recente a Sarno presso la Villa Lanzara del Balzo. Era presente anche Lucia Rea, figlia di Domenico Rea, e i due sponsor locali che hanno contribuito ai costi di pubblicazione, Eduardo Ruggiero (Gustarosso) Angelica e Marcello Saviano (Graziella spa) che rappresentano i nuovi testimoni di un’antica tradizione, quella delle conserve alimentari. Ha coordinato Nicla Iacovino (direttrice bibilioteca comunale di Nocera Inferiore).

Domenico Rea (1921 –1994), cresciuto a Nocera Inferiore, è tra i massimi scrittori del Novecento, vincitore del Premio Strega con “Ninfa plebea” (1992). Re pomodoro narra lo «straordinario nuovo» e lo «splendido antico» di quel “regno del pomodoro” in una maniera più duratura e più aderente di una datata inchiesta o una superata cronaca.

Di Maio non è al suo primo Rea come editore: ha cominciato nel 1995 con “Boccaccio a Napoli”, oramai un vero remainder-vintage ed ha proseguito nel 2006 con i meravigliosi “Spen ed altri racconti”. Altri ne seguiranno.



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