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Targets

Targets - 20/03/2021
"ANGELO E DIAVOLO"

Inkline: “Il mio punk che attinge dalla musica italiana”

Angelo e Diavolo” (MVP Music/The Orchard) è il nuovo singolo di Inkline, nome d’arte di Riccardo Luciani, classe ‘01 e originario di Venezia. Il brano racconta la storia di un amore tossico e di un ragazzo innamorato di una persona che in fondo non conosce così bene. Inkline sottolinea che questo è l’inizio di un percorso che ha sognato e concretizzato nell’ultimo anno. Gli fa eco Diuha, produttore musicale del pezzo: «”Angelo e Diavolo” nasce in studio grazie al cambiamento drastico che Inkline ha voluto dare alla sua musica e grazie alle chitarre di Alessandro Ragazzo, che ha gentilmente collaborato con noi per la riuscita del brano. Il pezzo si estende per tutta la sua durata con riferimenti punk e rock e credo siamo riusciti in pieno nel nostro intento».

“Angelo e Diavolo” esce per MVP Music (dove MVP sta per Music Vision Power), etichetta indipendente con base a Venezia nata per valorizzare i talenti della musica urban della zona mettendo a disposizione dei propri artisti una squadra creativa e professionale composto da producer, videomaker, fotografi, grafici e booking agent.

Inkline dove sei cresciuto in provincia di Venezia?

A Mestre, sono cresciuto con le passeggiate del sabato pomeriggio e adesso sto crescendo qui da un anno, diciamo da solo. Una condizione strana, ho il mio unico amico, Lorenzo mi aiuta nel rapporto dei social con la mia fan-base.

La tua musica riflette la tua vita?

Certo, a Lorenzo ho anche dedicato una canzone “Amico Mio”. Nella mia giovane carriera come nella vita voglio che le cose siano perfette e se qualcosa non si può fare al massimo delle potenzialità non si fa.

Come ti sei avvicinato alla musica?

Ho avuto un periodo difficile e volevo un modo per sfogarmi. Non sono un cantante o un artista, sono un ragazzo di 19 anni che ha trovato qualcosa nella musica ed è importante farlo con ispirazione.

I tuoi riferimenti in questo periodo?

Machine Gun Kelly, lui fa punk rock, e mi ispiro a lui anche come immagine. Voglio fare qualcosa a favore della musica italiana, ci sono dei personaggi che hanno quel qualcosa che non è mai stato capito fino in fondo, perché secondo me qui da noi abbiamo il condizionamento della copia. Bolliamo sempre gli emergenti come copie di cantanti esteri, invece c’è originalità anche nel panorama italiano.


Riccardo Luciani in arte Inkline è un artista veneziano classe 2001. A 9 anni comincia a suonare la batteria, scoprendo così il mondo della musica. All’età di 17 anni sente il bisogno di esprimere il suo essere scrivendo le sue prime canzoni. Fa uscire il primo singolo a maggio del 2019 con uno stile completamente diverso rispetto a quello di oggi. Influenzato da sonorità punk rock, si rimette in gioco adattando la musica degli anni ‘70 ai giorni nostri. Dal 12 marzo è in radio il nuovo singolo “Angelo e Diavolo”.

Hai dei riferimenti di altre generazioni musicali?

Io mi rapporto a cantanti come Tiziano Ferro, che magari non c’entra nulla col mio genere ma quando da piccolo andavo al mare con mia madre, lo ascoltavamo. Anche Raf. Tramite la musica che ascoltano gli altri capisci che ci sono tanti generi belli, varii. Io Non voglio definirmi, voglio essere libero di fare quello che mi piace. Se un giorno mi sento a mio agio con piano o chitarra acustica lo faccio.

Perché Inkline?

Inkline è linea d’inchiostro. Volevo fare lo scrittore e avevo anche iniziato a scrivere un libro su Jenny, una ragazza presa in giro e vittima di bullismo. Una persona con tante problematiche a casa e fuori casa. Volevo cercare di raccontare cosa c’è dietro le persone difficili. Infatti la mia canzone più bella che ancora deve essere pubblicata si chiama proprio Jenny ed è dedicata a lei.

Quando la sentiremo?

Credo proprio mai, almeno finché non me la sentirò, è molto importante per me. Quel testo è una parte di me che non sono pronto a mostrare alle persone.

Come cambia il rapporto con chi ti conosce dal momento in cui decidi di fare il performer?

Ho voglia di farmi sentire, la musica è un grido della mia anima. Non ho paura, capisco che è un passaggio necessario “rompere” con chi ti ha conosciuto sotto un determinato aspetto. Io per sempio a scuola non ho mai brillato e su questo un giorno riparerò. Ma oggi, avendo fatto uscire la prima canzone a 17 anni, voglio provare a fare questo. Mi dispiace anche che non sia stata capita perché io uso la musica per svelare una parte di me e nessuno si aspettava che fossi io il protagonista dei miei testi. Tramite la musica ho capito tanto, quanto le persone mi vogliono bene e chi è disposto a rimanermi affianco e aiutarmi a migliorare.

Quindi c’è molto di te nei tuoi testi?

Tutte le canzoni che scrivo sono o parte di me e cose che mi sono successe o cose che mi hanno toccato assieme ai miei amici. Il singolo è un mix di cose che ho visto, ho ripreso una mia vecchia relazione tossica e nella parte in cui dico “perché sei tornata a settembre” mi riferisco al desiderio di quella ragazza di trascorrere le vacanze estive da sola. Io sono l’angelo e tu sei il diavolo dico in quel brano… quando l’ho scritto mi sentivo angelo e non per forza deve essere una ragazza ma può essere anche altro. Così come il diavolo sono le tentazioni.

Hai colpito con amore ma anche con dolore?

Ho fatto star male abbastanza una persona, e mi sono riferito anche a questo nel testo. Se il dolore diventa un atteggiamento ricorrente e diventa normale, poi capisci che nessuno si meriterebbe di soffrire.

Come va in casa?

Sono supportato in famiglia mi vedo tanto diverso dagli altri, per me è difficile andare in un ambiente che mi capisce totalmente. Ecco perché non riesco a immaginarmi in un ambiente di lavoro convenzionale. Ad esempio, studierei per me ma non per un futuro lavorativo. Con la musica mi sono convinto che per una volta sto cercando di portare a termine qualcosa.

La musica è un sogno a 19 anni nel 2021?

Ti posso dire cos’è per me la musica: è qualcosa che mi dà tranquillità e il mio sogno è di vivere la vita come gli altri, l’inquietudine mi porta a essere creativo e molto incostante. Magari cambio umore e non porto a termine i miei progetti… qualcuno mi ha detto: “tu pensi di essere speciale e siamo tutti nella stessa barca, tutti abbiamo dei problemi”.

Quando trovi la ragione per scrivere?

A me piace conoscere persone che ti fanno star bene e male, dò meglio di me nella stesura dei testi. Se qualcosa di brutto succede, riesco a scrivere bene , se sono felice non scrivo.

Non ci siamo detti ancora niente sul momento di blocco che stiamo vivendo. Deve essere dura a 19 anni non avere vita sociale completa…

Questi periodi di stasi sono molto rischiosi per me che sono uno a cui non è mai piaciuto far festa. Sai che penso? Che volte sta bene non farsi domande. A volte penso che in una situazione così è difficile scrivere, perché io scrivo di quello che vivo e per far musica devi vivere. Mentre oggi io sto in casa, se non ho vissuto i miei anni è difficile raccontare in prima persona la vita . Secondo me ci deve essere un giusto equilibrio e mi manca. E molto dipende da con chi vado, chi frequento.

Cosa vorrai fare quando tornerà la vita normale?

Le persone che mi conoscevano, mi vedevano in un certo modo e non ho avuto carattere per dimostrare come ero realmente. Voglio prendermi questa rivincita.



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