18 Novembre 2022
SPARTAN TECH IN KENYA

La blockchain in Africa: missione possibile

18 Novembre 2022
SPARTAN TECH IN KENYA

La blockchain in Africa: missione possibile

18 Novembre 2022
SPARTAN TECH IN KENYA

La blockchain in Africa: missione possibile

L’Africa che produce adesso può contare sul know-how italiano di aziende specializzate che traghettano i vari business sul fronte della blockchain. Spartan Tech è una realtà molto interessante perchè sta contribuendo a diffondere l’uso della blockchain in tutti i settori, dall’alimentare ai beni di consumo, dall’edilizia ai prodotti finanziari, dal fintech ed assicurativo, dall’energy alle infrastrutture e dall’edilizia all’agrifood e alla moda. Valorizzare e supportare nella crescita i piccoli produttori del caffè in Kenya e dare una maggior trasparenza per i consumatori: con questa visione Spartan tech si è aggiudicata il bando indetto da E4Impact, con il patrocinio dell’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo e il Ministero dell’Agricoltura del Kenya, per lo sviluppo di una piattaforma nativa blockchain per la tracciabilità della filiera del caffè Kenyano di qualità Arabica.

Il co-founder di Spartan Tech Pietro Gorgazzini, classe 1989, affermato imprenditore. In passato è stato giocatore professionista di basket.


Entra nel vivo così  Track4Trust il progetto lanciato da Spartan Tech (www.spartantech.it), start up milanese specializzata nello sviluppo di soluzioni blockchain ad alta efficienza e caratterizzate da un’importante attenzione alla sostenibilità. Spartan Tech si contraddistingue per un’attenzione particolare allo sviluppo di soluzioni ad alto impatto sociale ed ambientale che stanno riscuotendo grande successo, sia per la facilità d’uso che per l’accessibilità economica.
Il progetto sarà realizzato in sei mesi e prevede un supporto per l’anno successivo.
Assegnataria della gara con Spartan Tech è la Fondazione E4Impact: un’organizzazione italiana senza scopo di lucro che si propone di contribuire allo sviluppo sostenibile in Africa sostenendo l’avvio e la scalata di piccole e medie imprese ad alto impatto socio-ambientale.
Con questo accordo Spartan Tech si appresta a chiudere il 2022 con un fatturato di un milione e mezzo e circa 700 mila euro di ebitda.
La piattaforma andrà a monitorare le attività di oltre trentamila produttori di caffè e le attività di ventuno cooperative di trasformazione oltre che dei laboratori di analisi.

Un progetto ambizioso – dichiara il co-founder di Spartan Tech Pietro Gorgazzini – volto a sostenere a livello internazionale, grazie alla tecnologia, la competitività, lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle coltivazioni locali”.
Il progetto permetterà non solo di abilitare una profonda trasformazione nella filiera locale grazie a tecnologie come la blockchain, internet of things, big data e machine learning ma anche di efficientare i processi di produzione e compiere un profondo salto di qualità nel rapporto tra i diversi soggetti che compongono la catena del valore e nel rapporto con il consumatore, sempre più attento a tematiche di qualità, sicurezza, contraffazione e sostenibilità.
La complessa sfida tecnologica che Spartan andrà ad affrontare – spiega Gorgazzini- avrà tra gli obiettivi: la raccolta e mantenimento informazioni rilevanti riguardanti molteplici aspetti e caratteristiche dei coltivatori e delle cooperative keniote; l’aumento e la registrazione delle informazioni e il miglioramento delle relazioni commerciali con gli acquirenti esteri; il facilitare la creazione di una comunità online di produttori di caffè in Kenya; la creazione di opportunità di coinvolgimento di aziende straniere per esportare il caffè facendo leva sulle caratteristiche certificate; il creare un quadro coerente delle diverse realtà e dei miglioramenti per le comunità di coltivatori; la registrazione digitale e georeferenziazione su mappa (cartografica) del posizionamento degli appezzamenti di terreno coltivati a caffè; la registrazione digitale delle caratteristiche ambientali e climatiche dei diversi territori in cui viene prodotto il caffè, dei risultati delle analisi organolettiche (analisi sensoriali) effettuate nei vari laboratori di degustazione situati nelle contee e  di tutti i laboratori di degustazione delle contee.”

Il progetto prevede anche un supporto formativo finalizzato ad accrescere le competenze tecnologiche degli utilizzatori e offrire alle sette Regioni kenyote coinvolte nel progetto una base dati su cui costruire politiche e strategie per il futuro.

Il progetto, che coinvolge le massime istituzioni locali, punta – conclude Gorgazzini- alla valorizzazione internazionale del made in Kenya grazie alla garanzia della qualità della materia prima e di una produzione trasparente. In tal senso la blockchain permetterà di tracciare e registrare in modo incontrovertibile la storia del prodotto, dal campo alla tavola, e di offrire questa conoscenza di autenticità direttamente ai consumatori”.

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