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Targets - 27/10/2019
INCLUSIONE IN MUSEO

La “Crocifissione” di Carmine Di Ruggiero a Capodimonte

Carmine Di Ruggiero, uno dei maggiori esponenti della scena artistica napoletana, è stato allievo di Emilio Notte ed è tra i fondatori del gruppo Geometria e Ricerca con Barisani, De Tora, Piccini, Tatafiore, Testa e Trapani, movimento autonomo napoletano nato nel 1976, che basa la sua analisi della forma attraverso un linguaggio geometrico. L’artista ha esposto più volte alla Biennale di Venezia e in altre prestigiosi sedi italiane ed estere.

Il tema sacro si inserisce nella ricerca portata avanti negli anni Cinquanta, secondo la quale gli elementi figurativi sono ancora percepibili attraverso l’uso del colore e della luce vibrante. Una figura nuova, scomposta, che risponde all’impulso di gesti rapidi, in cui il corpo sulla croce è suggerito dalla materialità del colore, steso con veloci pennellate in grumose stratificazioni.

La Crocifissione (1957) di Carmine Di Ruggiero dono dell’artista sarà presentata al pubblico lunedì 28 ottobre 2019, alle ore 11.30 in occasione del suo compleanno a Napoli. La collezione di arte contemporanea del Museo e Real Bosco di Capodimonte al terzo piano, dedicata agli artisti napoletani si arricchisce così di una nuova opera.

Testimonianza del legame di Capodimonte con la città e gli artisti partenopei, la Crocifissione va ad aggiungersi a Resti di una città combusta del 1962, donata nel 2007 dallo stesso artista, e alle altre prestigiose opere di cui si compone la sezione di arte contemporanea del museo.

La sala dedicata ai Napoletani, infatti, illustra con alcuni selezionati esempi la vivacità del contesto artistico napoletano nel ventennio che segue il secondo dopoguerra. Nella città partenopea, in sintonia con quanto avviene negli altri grandi centri italiani come Roma, Torino e Milano, gli artisti più intraprendenti mirano allo svecchiamento della tradizione attraverso esposizioni, dibattiti, riviste, produzione artistica e critica. Essi propongono una ricerca in sintonia con i più moderni linguaggi internazionali, come l’Informale europeo e la Pop Art americana, spesso contaminandoli in modo originale con la cultura figurativa locale. Testimoniano questa vicenda le opere di Renato Barisani, Lucio Del Pezzo, Armando De Stefano, Carmine Di Ruggiero, Raffaele Lippi, Augusto Perez, Mario Persico, Gianni Pisani, Domenico Spinosa, Guido Tatafiore, pervenute al Museo di Capodimonte grazie alla generosità degli artisti in prima persona o dei loro eredi.

Con quest’opera l’artista va oltre la forma e l’immagine, verso una composizione libera, dolorosa ed emozionante.



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