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Targets - 14/08/2021
ILLUMINAZIONE

Lampada di emergenza in casa e sul lavoro: cosa bisogna sapere

Una luce di emergenza presuppone una fonte di alimentazione isolata e può pure venire collegata ai circuiti di alimentazione principali. È fondamentale se si verifica un’emergenza poiché l’illuminazione può accendersi o restare accesa in modo automatico. Il riferimento normativo principale è UNI EN 1838Applicazioni dell’illuminotecnica – illuminazione di emergenza. Inoltre, la CEI EN 60598 è sugli Apparecchi di illuminazione di emergenza e la EN 60598 sugli Apparecchi di illuminazione.

Lampade di emergenza: le tipologie principali

L’illuminazione di sicurezza permette alle persone di arrivare alle vie di esodo, agevola le operazioni di chi deve mettere al sicuro le apparecchiature e gli impianti, e agevola anche le operazioni dei soccorritori. In base alla normativa vigente, si distinguono tre tipologie principali, corrispondenti a tre ambiti operativi. Le luci di segnalazione delle uscite di emergenza mettono in evidenza le vie di evacuazione, segnalando l’uscita di emergenza più prossima e come raggiungerla. Devono essere individuabili e segnalare efficacemente allarmi e attrezzature antincendio. Devono presentare una luminosità di almeno 2 lux (5 nei pressi di scale o porte).

L’illuminazione antipanico permette ai lavoratori di arrivare a un punto da cui individuare le vie di esodo. Aiutano a scongiurare il panico che si manifesterebbe se si rimanesse al buio, rendendo l’emergenza ancora più grave. Tali luci vanno collocate nelle aree particolarmente grandi e nelle zone da percorrere per evacuare. La luminosità deve essere di almeno 2 lux. In ultimo, l’illuminazione in ambienti esposti ad alto rischio deve presentare una potenza di almeno il 10% quella “comune” o, comunque, di perlomeno 15 lux. Va ad agevolare le procedure negli ambienti che prevedono operazioni ad alto rischio. Per quanto riguarda l’offerta disponibile sul mercato, è possibile rivolgersi a portali specializzati che offrono un’ampia selezione di modelli. Ne è un esempio it.rs-online.comsito web dove trovare articoli e strumenti professionali di qualità a prezzi competitivi.

La messa in atto: singoli dispositivi e impianti 

Riguardo l’illuminazione di sicurezza, si possono avere singoli dispositivi o prevedere impianti centralizzati. In ogni caso, durante la progettazione andranno tenuti in considerazione determinati elementi, quali le tempistiche di attivazione dell’alimentazione di riserva e di ricarica degli accumulatori, l’autonomia, il grado minimo di illuminamento.

Gli impianti di alimentazione sono autonomi o centralizzati. Gli impianti autoalimentati standard, facili da istallare, presenteranno una o più lampade, batteria e circuito di ricarica. Agiscono in autonomia quando manca l’energia elettrica e se una lampada si guasta, le altre continuano a funzionare. Gli impianti autoalimentati con autodiagnosi hanno il led di segnalazione che rileva i guasti. Poi ci sono gli impianti alimentati da gruppi soccorritori o centralizzati, con riserva di energia. L’installazione in tal caso non è semplicissima. Infine, gli impianti con sistema di controllo centralizzato di emergenza sono connessi a centraline che fanno test di funzionamento automaticamente. Sono di solito impiegati in luoghi grandi che prevedono pubblico presente.

Manutenzione e verifiche

Qualsiasi tipo di impianto si preveda, deve essere effettuata una manutenzione periodica. La norma di riferimento è UNI CEI 11222:2013. Normalmente, si fanno dei controlli per comprendere se occorre fare la manutenzione: la verifica generale andrà a stimare l’efficienza generale dell’impianto e di ogni apparecchio; la verifica di funzionamento stabilisce se l’impianto si attiva correttamente e velocemente qualora si verifichi un’emergenza; la verifica di autonomia valuta il grado di autonomia delle luci di sicurezza.

Le verifiche, soprattutto quella dell’autonomia, vanno fatte ogni anno per ogni stanza o piano, anche nel caso che il costruttore fornisca scadenze diverse. Ci sono impianti con sistema ATS che fanno i controlli in automatico, allora basta vedere gli indicatori. Il responsabile del sistema di illuminazione di sicurezza indicherà attività e anomalie nel registro dei controlli periodici.



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