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Targets - 27/04/2020
EMERGENTE

Mattia Massaro, la nuova voce tra Ultimo e i Killers

C’è una voce italiana a metà strada tra la melodia di Ultimo e il rock alternativo dei Killers. I due mondi apparentemente lontani si uniscono nel giovane percorso di Mattia Massaro, ventenne della provincia di Napoli di cui sicuramente sentirete parlare nei prossimi mesi. “Sto frequentando Economia e Management all’università – ci racconta da casa in pieno lockdown – ma nel tempo libero riesco a coltivare le mie passioni“. Mattia ha pubblicato proprio due cover di questi due riferimenti musicali di cui scrivevamo e ora è pronto a far sentire la sua voce autentica: “Il mio inedito è pronto e lo voglio portare ai provini dei programmi tv per il prossimo autunno. Sto definendo il titolo del pezzo, che non fa parte del testo. Mi piace che debba rappresentare tutta la durata della canzone e non solo un pezzo del brano su cui si concentra l’attenzione dell’ascoltatore”.

Sul suo Instagram Mattia sperimenta con suoni e visioni. “Canto anche in inglese, anche se riconosco che scrivere in un’altra lingua necessita di più attenzione. Suono la chitarra da autodidatta e pianoforte perché ho studiato. Ma non sapevo di saper cantare finché non ho fatto la mia prima lezione di canto con lo stesso professore che mi aveva iniziato alla musica. Quella è stata la prima volta che ho ricevuto fiducia sulla mia voce”.

Il padre di Mattia, che non c’è più, Domenico Massaro, era musicista e cantante e faceva parte di una dinastia di amanti e lavoratori nella musica. “Faceva un genere classico italiano, ho fatto in tempo ad assimilare da lui quella sensibilità, ascoltandolo. Mi è servito, infatti i miei professori di canto che sono stati lirici mi hanno fatto partire da lì”.

Già questo è abbastanza insolito e dice molto circa l’impostazione vocale di Mattia Massaro. Che poi i miti se li è scelti. “Mi piacciono i fratelli Gallagher – ci rivela – mi sono appassionato al Brit Pop pur non avendolo ascoltato per motivi di età al tempo in cui imperversava, negli anni Novanta. Alla prima lezione di canto per farmi conoscere ho cantato ‘Stand By Me’. So cosa è successo agli Oasis, delle loro diatribe e so che probabilmente la band era tenuta assieme dal genio di Noel. Solitamente il colpo di genio di questi grandi gruppi dura poco, ed è bello poterne raccogliere i frutti e ispirarsi con le loro canzoni”.

 

Anche nella musica, dice Mattia, “siamo quello che mangiamo, e io quando avevo 10 anni guardando una telenovela con la colonna sonora della canzone ‘Stop Crying Your Heart Out’ sono venuto a contatto con la musica degli Oasis. Mi è venuto un brivido, ho chiesto in giro il motivo e le parole che mi ricordavo, e con alcuni elementi del testo finalmente l’ho rintracciata. Mi faceva inmpazzire quel brano, e poi ho scoperto tutto il resto”.

Le sue cover finora  pubblicate sono di Ultimo “Rondine A Guinzaglio” e di The Killers “Mr Brightside”, realizzate con Frank Aiello che suona e arrangia, “un produttore umile che meriterebbe molto di più“, dice Mattia. Che ha la giusta curiosità di andare indietro nel tempo anche con le influenze musicali. “Abbiamo studiato gli anni Sessanta in terza superiore e ho cantato tre pezzi dei Beatles. Quattro miti che hanno un genere loro, il che li rende dei capostipiti, visto che quello che hanno fatto resta e non invecchia mai”.

Da un ventenne non ce lo aspettavamo. Dal rock inglese, i suoi ascolti hanno abbracciato l’alternative rock dei Red Hot Chili Peppers e Green Day e questo si sentirà nella produzione inedita a cui sta lavorando.

Elisa è tra le voci femminili che predilige: “Mi piacciano le voci limpide e sottili, non il graffiato. Non mi interessa la potenza della voce, mi piace l’inventiva nel canto, come nel caso di Elisa che si è inventata più volte, anche con la collaborazione con Rkomi. Per il resto della musica italiana, amo De Gregori come autore, Mogol come padre del pop attuale e Lucio Dalla come scoperta costante e intramontabile”.

Con questo bagaglio di ascolti, ora Mattia vuole tentare la televisione: “Mi sto allenando corpo e voce per entrare in una scuola televisiva. Amici per me è un obiettivo. X Factor non è una scuola e non voglio confrontarmi con un prodotto finito, mi piace crescere e imparare, ecco perché scelgo il talent di Canale 5. Ricordando che mio padre mi voleva far andare a Sanremo Giovani. La musica era una delle cose che ci univa e voglio mantenere questo filo con lui”.

Su come si immagina se stesso in versione pubblica, Mattia ha una visione interessante: “Al momento è come se avessi due personalità anche nel piano artistico, che vogliono emergere. L’attitudine pop e l’energia del rock alternativo che devo ancora collegare. Ho anche un lato oscuro che mi piace venga fuori, non sono solo di un colore. A me piace affinare eleganza e carisma, per questo in questo periodo di stop sto allenando anche il corpo, un’attività che aiuta la mente a essere sicuri di se stessi, oltre a favorire anche la corretta respirazione. Per essere un performer devi anche essere prestante, so bene che in televisione c’è bisogno di presenza scenica”.

L’autunno di Mattia sarà sicuramente decisivo.



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