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Targets - 29/04/2020
ARTE PERFORMATIVA

“My Name is Francesca” arriva al dunque: atto finale il primo maggio

La live streaming performance di “My Name is Francesca” ci sarà venerdì 1 maggio 2020, ore 17 in diretta sulla pagina Facebook ufficiale del progetto artistico.

La “virtual exhibition” targata MNIF, è stata una delle prime iniziative di questo lockdown di cui vi abbiamo dato notizia.

Si tratta di un ciclo di appuntamenti organizzati dal progetto italiano di video arte tutto al femminile composto dalle tre video artiste e filmaker italiane Francesca Fini, Francesca Leoni e Francesca Lolli, che in risposta attiva alla crisi del contatto e del contagio causata dall’emergenza Coronavirus SARS-CoV-2 ha visto il suo improvviso debutto in rete con la virtual exhibition mynameisfrancesca.com, curata da Francesca Interlenghi.

Venerdì 1 maggio 2020 alle ore 17 la live streaming performance dal titolo “RELEASE” che verrà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook ufficiale. Una proposta dal forte carattere sperimentale, strutturata come una sorta di video-gioco performatico, che vedrà la partecipazione oltre che delle artiste, impegnate in un’azione base legata al tema del rilascio e della liberazione dopo questo lungo periodo di lockdown, anche del pubblico che verrà invitato e sollecitato ad interferire creativamente, scegliendo un’artista e proponendole una nuova azione che contempli l’uso di un oggetto in sua dotazione o di più oggetti combinati.

Con l’obiettivo di generare un rapporto empatico e favorire un flusso costante di energia, i suggerimenti performatici, che dovranno essere pubblicati come messaggio nel post dello streaming della performance sulla pagina Facebook ufficiale, diventeranno elementi di una partitura volta a includere il pubblico nella perfomance, così da renderlo protagonista attivo e parte costitutiva di un’opera collettiva che negli intenti ambisce a scardinare il dualismo opera/spettatore, azione/contemplazione.

Come in un gioco di scatole cinesi, il progetto si compone di molteplici linguaggi: quello del pubblico che dialoga a distanza attraverso la tastiera, quello dell’intermediario (Francesca Interlenghi) che interpreta i codici e li trasforma in istruzioni, quello degli oggetti di cui riconosciamo le funzioni, quello delle artiste che producono immagini in movimento. Sottostante una lingua ancora diversa, la lingua dei programmi, quella dei software che permettono la rielaborazione di tutti i dati. My name is Francesca si conferma ancora una volta il luogo della coabitazione delle possibilità che nelle sue varie forme stimola l’espansione della creatività, l’organizzazione di comunità e l’esperienza diretta dell’arte performativa.

 



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