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Targets - 03/09/2020
CULTURA IN MOTO

Circa 200 i festival italiani a settembre. Si riparte

Quest’anno, concluso il lockdown e ripresa l’attività culturale negli spazi pubblici, settembre è il mese dei festival: sono ben 195 i festival culturali che si svolgono a settembre.

Il dato è emerso dall’analisi realizzata da Trovafestival, portale online che mappa tutti i festival culturali in Italia. Dall’anno della sua fondazione, nell’inverno del 2017, Trovafestival ha mappato più di mille festival culturali (approfondimento culturale, arte, cinema, danza, musica e teatro) monitorando l’organizzazione e l’andamento festivaliero italiano, grazie a una comoda divisione in mesi e regioni che consente di constatare il fermento culturale a livello territoriale e a livello periodico annuale.

In quest’anno di crisi sanitaria, che è ben presto diventata crisi economica e sociale, i festival così come come molte attività culturali hanno dovuto sospendere i propri programmi. Fin dall’inizio della quarantena gli operatori culturali si sono trovati di fronte tre alternative: annullare l’edizione 2020, in attesa di tempi migliori; trasferire la programmazione streaming o digitale; o infine far slittare l’evento dalla primavera all’autunno.

Tra allarmismi e precauzioni, dopo la riapertura il 15 giugno, durante l’estate i festival si sono ridotti a un terzo rispetto al solito, e in genere con edizioni limitate. Ma in settembre la mappa di Trovafestival vede una fioritura di appuntamenti in tutta la penisola: 101 sono i festival culturali che hanno confermato l’edizione 2020 live, 4 festival settembrini si sono trasferiti online, ma ben 90 festival solitamente in agenda tra marzo e giugno hanno spostato l’edizione 2020 a settembre. Per un totale di 195 festival.

La ricerca condotta da Trovafestival ha evidenziato che 15 festival solitamente previsti a settembre hanno cancellato l’edizione 2020, mentre altri 35 non avevano al 31 agosto 2020 fornito informazioni né sulle proprie pagine social né sui rispettivi siti.

La sospensioni degli eventi culturali, prima nel nord Italia e poi in tutto il paese, ha avuto un immediato impatto negativo sul settore: non solo per il teatro e il cinema, con le sale chiuse, ma anche per l’editoria: già ai primi di marzo si registrava un calo del 23% sul mercato nazionale dei libri e addirittura del 55% su quello milanese.

Un mese così ricco di eventi (e spesso con gli stessi protagonisti e lo stesso pubblico) rischia di creare un effetto di saturazione, anche se è evidentemente molto forte la volontà degli operatori di mantenere vivo il rapporto con il pubblico: le normative continuano a cambiare e spesso sono diverse da regione a regione. Chi ha optato per l’opzione live ha dunque dovuto affrontare notevoli problemi organizzativi, con un aumento dei costi e una riduzione delle presenze (e degli incassi). Le manifestazioni che hanno deciso di trasferirsi online hanno avuto notevole successo durante il lockdown, tanto che molte manifestazioni hanno deciso di accoppiare all’evento dal vivo una diretta streaming.

Ci sarebbe stata anche una quarta opzione, quella di accorpare diverse manifestazioni, aumentandone il richiamo in un momento dove la concorrenza è molto forte: ma questa strada è stata scelta solo da “Insieme”, la manifestazione romana che unisce “Libri Come”, “Massenzio Letterature” e “Più libri più liberi”, in programma dal 1° al 4 ottobre 2020.

Il dato di settembre conferma in ogni caso la vitalità e l’importanza del settore, dal punto di vista del rapporto con il pubblico e della sperimentazione di nuove forme di socialità, ma anche dal punto di vista economico e del rapporto con il territorio, sul versante dell’identità, della reputazione e della riqualificazione.

Foto di apertura:

Festival internazionale Isole che Parlano , dal 7 al 13  settembre 2020 XXIV edizione che coinvolgerà, oltre a Palau in Sardegna, da sempre cuore della manifestazione, i comuni di Arzachena, Luogosanto e Santa Teresa Gallura.

Quest’anno più che mai il programma culturale, che si caratterizza da sempre per l’originale accostamento tra contemporaneo, avanguardia e tradizione, favorendo un confronto tra ciò che circuita nei network dei festival internazionali e le espressioni più originali della Sardegna, si coniugherà alla valorizzazione del prezioso patrimonio materiale e immateriale di queste terre e il Festival toccherà alcuni luoghi particolarmente suggestivi e significativi per la storia e la cultura del territorio. Un occhio di riguardo sarà dedicato alla scena avantgarde della Sardegna (nella declinazione post rock, gotico e pop sperimentale) e alle commistioni di linguaggi tra musica improvvisata e le tradizioni del Mediterraneo, dei Balcani e dell’Africa.



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