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Targets - 05/03/2020
ARTISTA CAMPANO

Paolo Bini, l’immutato appeal dell’arte tra Nord e Sud

In questo clima di rinnovata divisione tra Nord e Sud Italia, per gli incresciosi fatti sanitari che stiamo vivendo, vi proponiamo un ritratto di Paolo Bini, artista campano recentemente esposto alla galleria Nicola Pedana a Caserta e ammiratissimo all’ultima edizione di ArteFiera Bologna.

Nato nel 1984 a Battipaglia (Salerno), Paolo Bini si è diplomato all’Accademia di belle arti di Napoli nel 2007. Vive e lavora in Italia e in Sudafrica, dove ha tenuto mostre personali e collettive. Ha inoltre esposto in vari spazi pubblici tra cui il Museo MADRE di Napoli (2014), la Fabbrica del Vapore di Milano (2014), il Palazzo della Regione Liguria a Genova (2012) e il Museo San Francisco de Asís a L’Avana (2010).

Sempre nel 2010 ha partecipato al programma di residenza del Centro culturale di Belgrado, in Serbia, e nel 2013 a quello tenutosi a Cape Town in Sudafrica. I suoi lavori, realizzati con nastri di carta dipinti singolarmente e applicati su differenti supporti, sono superfici astratte e modulari, monocrome o multicolore, che assumono la tradizionale forma del quadro oppure quella dell’installazione ambientale.

L’ultima mostra, conclusasi da poco alla galelria casertana Nicola Pedana, “Luce”, è stata un progetto site-specific, realizzato appositamente per l’occasione. Le opere in mostra, sono state elaborate successivamente ad un progetto di ricerca che l’Artista ha svolto presso l’ ISCP – International Studio & Curatorial Program di New York, nella primavera del 2019. La Città americana, culla di idee e di novità sullo stato attuale dell’arte contemporanea, ha consentito all’Autore l’inserimento di un nuovo elemento grammaticale nel suo personale alfabeto pittorico. In contrasto alle sue più riconoscibili e precedenti produzioni, Bini ha lavorato su matrici monocromatiche tendenti a bianchi, grigi, neri e brevi accenni di colore, utilizzando il supporto olografico, scoperto a New York. Sono opere che vivono di luce, in grado di modificarsi a seconda della sua inclinazione e del punto di vista dell’osservatore, ed è la luce stessa a creare l’effetto policromo, non il colore.

Nel 2016 Paolo Bini ha vinto il 17° Premio Cairo con l’opera “LUOGHI DEL SÉ”. Qui è con il presidente del Gruppo RCS Urbano Cairo e il sindaco di Milano, Beppe Sala.

Una sua opera performativa ed appartenente al nuovo filone, dal titolo “Trovo luce”, è stata presentata a New York durante un live-performance proprio presso l’ISCP. A Caserta sono stati presentati dipinti realizzati con supporti olografici, un’opera ambiente tridimensionale ed un wall painting, che ripercorrono il contatto di Bini oltreoceano.

Questa mostra, e la recente presenza alla fiera bolognese, ha prolungato l’onda lunga del successo dell’artista. Iniziata nel 2016, con la grande affermazione al Premio Cairo a Milano. Fu incoronato artista dell’anno dalla giuria composta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini di Venezia, Luca Beatrice, critico d’arte, Gabriella Belli, direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia, Claudia Dwek, presidente di Sotheby’s Italia e vicepresidente di Sotheby’s Europa, Gianfranco Maraniello direttore del MART di Rovereto e Andrea Viliani, Direttore del MADRE di Napoli.


L’opera “LUOGHI DEL SÉ” (qui sopra) fu giudicata la migliore al concorso del 2016 con questa motivazione:
All’interno di una ricerca di un nuovo modo pittorico spicca la modalità del processo creativo, nella capacità di utilizzare gli elementi essenziali che compongono il linguaggio con cui è costruito il lavoro”.



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