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Targets - 03/12/2019
DA MOSCA

Paul Gauguin alle Gallerie d’Italia a Vicenza

Il ciclo di iniziative espositive realizzate per festeggiare i vent’anni dall’apertura delle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, si conclude con la presentazione, dal 30 novembre 2019 al 8 marzo 2020, dell’opera di Paul Gauguin Eiaha ohipa (Non fanno nulla. Tahitiani in una stanza), proveniente dal Museo Statale di Belle Arti Puškin di Mosca.

L’arrivo del capolavoro di Gauguin da Mosca segna l’undicesima edizione della rassegna L’Ospite illustre che propone, presso le Gallerie d’Italia a Vicenza, Milano e Napoli e al 36° piano del grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino, un’opera di rilievo in prestito temporaneo da prestigiosi musei italiani e stranieri.

Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, afferma: «Il compleanno delle Gallerie d’Italia di Vicenza si arricchisce di un ospite eccezionale, che testimonia l’amicizia e il legame tra Palazzo Leoni Montanari e i principali musei del mondo. I risultati ottenuti nel 2019 sono il migliore stimolo per continuare il lavoro di valorizzazione delle nostre collezioni e di promozione dell’arte e della cultura, proprio nel palazzo che vent’anni fa è diventato la prima sede museale di Intesa Sanpaolo».

 

L’opera è stata eseguita da Gauguin nel 1896, quando, rientrato da poco dalla Francia a Tahiti, si trova a fronteggiare uno stato di indigenza economica, gravi problemi di salute, e un conseguente sconforto psichico.

Il titolo usuale, Tahitiani in una stanza, non restituisce il senso dell’iscrizione Eiaha ohipa in lingua maori che compare nel dipinto e che allude piuttosto all’indolenza o libertà dal lavoro delle due figure ritratte. La coppia incarna la condizione utopica di un armonico stato di natura, di una libertà di essere e agire secondo le proprie inclinazioni. Sullo sfondo si staglia la figurina di un osservatore, sostanzialmente estraneo alla scena: è presumibile che si tratti dell’artista stesso, preceduto, sulla soglia della stanza, dal suo cane, una comparsa ricorrente di tanti altri dipinti di quegli anni.

 

Nel 1891 Gauguin era salpato per la prima volta per la Polinesia, da una parte attratto dall’alterità di scenari esotici, dall’altro, interessato a rigenerare i linguaggi pittorici tradizionali grazie al contatto con una cultura ritenuta ‘primitiva’, vergine e autentica. Il pressoché unanime rigetto incontrato a Parigi dalle opere eseguite nel primo soggiorno, fra 1891 e 1893, lo induce ora a un distacco radicale dalla madrepatria. Tahiti acquisisce definitivamente una dimensione immaginaria, si configura come l’altrove di un paradiso immune dalle costrizioni della civiltà occidentale, con le sue logiche di falso progresso, dominio e sfruttamento.

L’esposizione dell’opera è accompagnata da un ricco programma di attività collaterali con itinerari didattici gratuiti per le scuole, passeggiate d’arte multisensoriali, atelier per bambini, laboratori di floral design, un appuntamento con arte e cinema e molte iniziative volte a immergere il visitatore in un viaggio fra colori, profumi e sapori della Polinesia.

Il catalogo della mostra, di Edizioni Gallerie d’Italia | Skira, contiene saggi di Maria Grazia Messina e Alexey Petukhov.

Durante il 2019, in occasione delle celebrazioni per il ventennale della sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, sono state presentate con grande successo di pubblico anche le mostre Mito. Dei ed Eroi, Illustrissima: Malika Favre, L’Ospite Illustre – Jean Michel Basquiat e l’esposizione in corso fino al 26 gennaio 2020 Kandinskij, Goncˇarova, Chagall. Sacro e bellezza nell’arte russa.



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