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Targets - 05/03/2020
MUSICA E FILOSOFIA

Richi Rossini canta “Gli amori del superuomo”

Ci vuole davvero la dote di un superuomo per attraversare con successo tutti gli amori che racconta Richi Rossini nelle sue canzoni. Il giovane cantautore parmigiano, dopo il singolo Cecilia“, dedicato all’amore per la musica (Santa Cecilia è la protettrice dei musicisti), con una nuova uscita parla dell’amore per altre persone. “MARIAGRAZIA“, con la sua atmosfera evocativa, fa entrare l’ascoltatore per qualche minuto nell’universo del cantautore: brevi accenni per raccontare una relazione poliamorosa, tanto intrigante quanto difficile da gestire.
La possibilità e capacità amore in maniera consensuale apre a un mondo di presa di coscienza e responsabilità che si allontana dal sesso, è una filosofia di vita. Un viaggio di crescita personale“, racconta il diretto interessato, visto che la canzone è di spunto autobiografico.
Richi ci ha detto: “All’interno dei tre brani c’è anche un riferimento alla psicologia del superuomo, un mio omaggio a Nietzsche. Anche se può sembrare un omaggio a donne, queste canzoni sono metafore. Dal punto di vista musicale, sono canzoni nate al piano e chitarra e prodotte con l’ettronica. Volevo trasmettere proprio un punto d’incontro tra acustico ed elettronico”.
 
Entrambi i singoli, con quello di prossima uscita “Lucia” , faranno parte della prima raccolta del cantautore “Gli Amori Del Superuomo“; anche le tre cover dei singoli, curate dalla grafica Microwaves, andranno a creare un unico concept finale.
«Conquesto brano racconto un universo che ho conosciuto ormai dieci anni fa, e cioè quello del poliamore. Ho voluto sottolineare la complessità nel riuscire a vivere le dinamiche quotidiane di questa filosofia di vita – spiega Richi Rossini – ma con la speranza di riuscire effettivamente a conviverci. Il concetto “poli” è rappresentato anche musicalmente nel brano, con l’integrazione di diversi strumenti sia acustici che elettronici come pianoforte, quartetti d’archi, campioni da scratch e sintetizzatori. »
MARIAGRAZIAè scritto e composto da Riccardo Rossini, mixato e masterizzato da Raffaele Giannuzzi e vede la partecipazione del quartetto d’archi Il Partimento, di Simone Iaquinta alle chitarre e di Andrea Di Stadio per i campioni da scratch.

Richi Rossini nelle foto di Anastasia Pavlova (sopra e in apertura)

 
Nato a Parma, si avvicina al mondo della musica fin da subito, grazie al padre ex cantante lirico, compositore e conduttore radiofonico. Frequenta già da bambino il corso di pianoforte del Conservatorio di Parma: incantato da Debussy e dal periodo impressionista, a 16 anni inizia a comporre le prime musiche per pianoforte. A 19 alcuni problemi familiari lo portano lontano da Parma: dopo una breve parentesi a Palermo, si trasferisce a Genovadove scopre la passione per il mondo della formazione e della psicologia. A 23 anni apre un centro di formazione a Napoli e inizia a tenere corsi per scuole e università. Nasce così il desiderio di unire le due passioni e di usare la musica come mezzo per trattare tematiche psicologiche. A 27 anni torna a Genova da dirigente: nonostante la sicurezza di un lavoro sicuro, decide di seguire con decisione la strada della musica. La sua vita riparte quindi da capo: inizia una collaborazione come tastierista in una tribute band di Rino Gaetano, poi in un duo di cabaret musicale, ma la voglia di tornare ad esprimere se stesso scrivendo musica e canzoni proprie si fa sentire presto. Comincia così un periodo bohemièn a Genova: tra i suoi vicoli intricati scopre, oltre all’elettronica, il poliamore. Anche su questo aspetto si concentrano le sue canzoni e i suoi studi fino al conseguimento della laurea in psicologia.

A questo punto della mia carriera – racconta – sono nella fase cruciale, puoi decidere tu cosa far capire al pubblico. I testi vanno oltre il pop per me, trasmetto messaggi molto profondi, poliamore e la musica è un mezzo. La fusione è parte delle cose che ascolto, la mescolanza è parte di me”.

Se gli si chiede i suoi riferimenti musicali, Richi non ne trova: “Nello specifico non esiste una persona che interpreti quello in cui credo io, io sono il frutto di quello che ascolto, ovvio ma non ho riferimenti fissi. Rino Gaetano sicuramente è un cantautore che apprezzo, mi ispiro sicuramente al periodo impressionista ma solo dal punto di vista musicale. Forse è John Lennon in assoluto la figura più d’ispirazione per me”.

Richi Rossini è anche un artista che vuole espandere la sua esperienza: con la filosofia del formatore musicale vuol trasformare le sue performance in momenti di arricchimento per il pubblico: “Sono 10 anni che ho in mente il ruolo del formautore, cioè un cantautore che possa infondere messaggi con crescita personale, lavoravo con le emozioni delle persone. In questa ottica mi piacerebbe che il live diventasse un momento di scambio”.

 



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