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Targets

Targets - 02/05/2019
STONEHENGE

Sacrilege e gli altri, perché Stonehenge stimola l’arte contemporanea?

Ha inaugurato al Centro Pecci di Prato, il nuovo progetto Wiltshire Before Christ, una mostra multimediale dove la scultura incontra la fotografia e il video. Il tutto è ispirato al parco archeologico più famoso della Gran Bretagna, Stonehenge.
Il progetto è nato dalla collaborazione tra l’artista Jeremy Deller, il marchio di streetwear Aries e il fotografo di moda David Sims, che hanno lavorato alla realizzazione di una mostra, di una capsule collection di abiti e di un libro ispirati dalle suggestioni e dalle energie del sito preistorico più celebre e misterioso al mondo. Sofia Prantera, creativa del brand Aries, ha realizzato con l’artista oggetti e capi d’abbigliamento ispirati all’archeologia, presentati tra le opere come reperti di un tempo antico, creando un corto circuito tra epoche e linguaggi.
Non è la prima volta che l’arte contemporanea si ispira e trova suggestioni nelle pietre di Stonehenege, considerate “il profilo più famoso del Regno Unito”. Deller aveva già realizzato, anche per l’Italia (MiArt a Milano nel 2018) l’installazione Sacrilege (nelle foto di questo articolo), una delle più famose rappresentazioni artistiche fatte con un gonfiabile che ricostruisce in scala 1:1 il sito archeologico di Stonehenge.
Il sito dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1986, è uno dei simboli della cultura britannica mentre Jeremy Deller è una delle voci più anticonformiste del panorama artistico internazionale: ha esposto con mostre personali nei più importanti musei del mondo e ha preso parte alle maggiori kermesse internazionali, tra cui Skulptur Projekte di Münster, la Carnegie International di Pittsburg, Manifesta 5 a San Sebastian, la Biennale di Venezia, la Biennale del Whitney di New York e quelle di Berlino, Gwangju, Sydney, San Paolo, Lione, Mosca, Praga, Taipei. Nel 2013 ha rappresentato la Gran Bretagna alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.
Jeremy Deller è un “istigatore di interventi sociali“, come lui stesso si definisce, o, per dirla con le parole del critico Mark Brown, un “pifferaio magico della cultura popolare“. Le sue opere infatti sono spesso caratterizzate dalla partecipazione del pubblico: le sue sculture sono esperienze sociali nelle quali performance, video e installazioni sono utilizzate come luoghi di scambio e aggregazione. Alla base del suo lavoro c’è un fortissimo interesse per gli eventi storici, per la cultura popolare e le manifestazioni del folklore e della cultura di massa, ambiti che l’artista scandaglia con il rigore scientifico dell’antropologo e la febbrile passione del fan sfegatato di un gruppo rock. Con l’entusiasmo del bricoleur e la curiosità dell’autodidatta, Deller dà vita a progetti che mischiano oggetti ed eventi tra realtà e rappresentazione, storia e fiction, ricostruzione filologica e paradosso.
Deller trasforma il monumento di Stonehenge in un gigantesco gioco gonfiabile per bambini, riproducendolo in plastica e facendolo diventare un’attrazione da luna park di 35 metri di diametroil pubblico è chiamato a interagire con l’installazione, a salirci sopra, saltare e giocare al suo interno.

L’installazione Sacrilege è stata originariamente commissionata dal Sindaco di Londra e dal Glasgow International Festival of Visual Art per il London 2012 Festival. La presentazione a Milano, nell’ambito di miart 2018 fu fatta un anno fa al parco delle sculture di CityLife, in mezzo ai nuovi grattacieli della città.



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