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Targets - 30/04/2019
INNOVAZIONE

Scienza e divulgazione, l’Italia può fare di più

La foto che abbiamo scelto per questo servizio è emblematica: al Museo Bagatti Valsecchi di Milano si fa divulgazione e si invitano i bambini per raccontare i successi della mente umana attraverso la storia. L’innovazione, la scienza e la divulgazione in Italia hanno bisogno di molte, ulteriori spinte.

Secondo una ricerca prodotta da NOMISMA il posizionamento europeo dell’Italia per quel che riguarda la capacità di creare le condizioni per facilitare la creazione e diffusione di innovazione tra le imprese risulti essere in molti casi molto arretrato. Lo studio dei fattori abilitanti l’innovazione – risorse umane, sistema della ricerca, finanza e supporto, infrastrutture fisiche e digitali – evidenzia infatti come l’Italia sia il fanalino di coda nell’Unione europea per la percentuale di popolazione con un livello di istruzione terziario (25%) – alle spalle della Romania – e rispetto a un valore medio per l’UE di poco inferiore al 40%.

AL MUSEO – Il Museo Bagatti Valsecchi a Milano si è alleato con E.ON per promuovere la cultura dell’innovazione nelle nuove generazioni: l’azienda energetica offrirà infatti a 50 classi delle scuole primarie e secondarie una visita guidata nel Museo ospitato nella casa rinascimentale di via Gesù dove, oltre a scoprire le collezioni dei due fratelli, conosceranno l’evoluzione dell’illuminazione domestica nel tempo e l’importanza della sostenibilità e del risparmio energetico. Agli adulti sono dedicate invece due visite guidate a lume di candela, organizzate per M’illumino di meno, la giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili ideata nel 2005 da Caterpillar e Rai Radio2.

Museo e azienda sono due realtà molto diverse, ma entrambe sono consapevoli dell’importanza della divulgazione nei confronti delle giovani generazioni: da un lato all’amore per l’arte e dall’altra alla sostenibilità. È un lavoro comune di prospettiva che aiuterà a creare una società composta da adulti informati, consapevoli e responsabili (ci si può prenotare a didattica@museobagattivalsecchi.org).

Il Museo Bagatti Valsecchi è una casa museo frutto di una straordinaria vicenda collezionistica di fine Ottocento: i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchidecisero di ristrutturare in stile neo rinascimentale la dimora di famiglia nel cuore di Milano e di raccogliervi una collezioneeterogeneadi opere d’arte e arredi quattro -cinquecenteschi. Coniugarono da sempre la ricerca estetica con la funzionalità, dando vita ad una delle prime dimore private di Milano con la luce elettrica. Aperta al pubblico dal 1994, è oggi una casa museo ricca di grande fascino, animata da numerose iniziative culturali coinvolgenti

SISTEMA ITALIANO – Il sistema della ricerca italiano deve quindi fare passi in avanti: il numero di co-pubblicazioni scientifiche internazionali per milione di abitanti in Italia risulta essere di circa 552, in Danimarca i valori sono quattro volte superiori. Una delle cause di questo divario è il frutto di limitati investimenti pubblici in Ricerca e Sviluppo pari allo 0,54% del PIL – la media UE è superiore allo 0,7%. L’innovazione si sviluppa e diffonde più rapidamente se avviene all’interno di un sistema con infrastrutture avanzate e anche qui l’Italia è uno dei fanalini di coda dell’UE in termini di numero di imprese che accedono ad internet con velocità oltre i 30 Mb/s (16%) e in posizione intermedia per quanto riguarda il rapporto tra i km di strade e ferrovie e la superficie totale (in Germania i sistemi di viabilità sono più estesi di circa il 60% rispetto all’Italia).

 

AGRICOLTURA – Solo il 6% dei conduttori agricoli italiani ha una formazione agraria completa contro una media UE dell’8% e il 40% dei conduttori ha più di 65 anni di età e quindi un ridotto orizzonte di attività, le dimensioni fisiche ed economiche medie delle aziende (12 ettari e 43.000 euro di valore della produzione) non permettono margini di investimento rilevanti.

 

NOMISMA ha elaborato un indice originale e monitorabile nel tempo che, sulla base dei dati di performance produttiva e ambientale delle imprese agricole, permette di misurare il grado di innovazione del settore primario italiano in confronto agli altri Paesi Membri. L’indice mette a sistema indicatori di produttività delle colture, degli allevamenti, dei fattori di produzione e indicatori di sostenibilità ambientale. Il risultato – espresso con un indice da 0 a 100 – restituisce un quadro contraddistinto dalla leadership indiscussa dei Paesi Bassi (88), seguiti da Belgio (62), Germania (62) e Danimarca (56). L’Italia si colloca in perfetta media UE con un punteggio di 49. Lo studio affronta nel dettaglio anche la situazione del Mais e delle Pesche nettarine in Italia.

 



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