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Targets - 29/07/2021
DISTURBI DEL SONNO IN AUMENTO

Sonnolenza diurna, un sintomo da non sottovalutare

La sonnolenza diurna è una condizione per la quale una persona ha una difficoltà evidente a restare sveglio; ciò comporta un calo evidente del livello di attenzione e consapevolezza. Il soggetto colpito da sonnolenza diurna è portato a sbadigliare di frequente e percepisce una sensazione sgradevole di pesantezza delle palpebre; inoltre, si sfrega spesso gli occhi e non di rado manifesta una certa irritabilità. In alcuni casi il problema è correlato a una vera e propria patologia, ma non mancano le situazioni in cui alla base del disturbo c’è uno stile di vita poco equilibrato.

Lo stile di vita

Il termine medico usato per indicare tale condizione è quello di eccessiva sonnolenza diurna; nella maggior parte dei casi essa riguarda gli anziani o comunque gli adulti, fermo restando che possono esserne colpiti anche i più giovani: dipende tutto dalle cause. L’abuso di alcol è uno dei comportamenti che possono favorire la sonnolenza diurna, così come un regime alimentare non adeguato e il consumo di sostanze stupefacenti. È opportuno, inoltre, prestare attenzione al ritmo di vita e dedicare al riposo la giusta quantità di tempo. Quasi sempre la forte sonnolenza è abbinata alla mancanza di energia, anche quando sembra che il riposo notturno sia durato abbastanza.

I disturbi del sonno

In molte circostanze, però, la sonnolenza diurna non è che il risultato di un disturbo del sonno: per esempio le apnee notturne e la sindrome da stanchezza cronica, ma anche la sindrome delle gambe senza riposo e l’insonnia, senza dimenticare la sindrome di Gélinau e il disturbo del sonno dovuto ai turni di lavoro. L’insonnia è senza dubbio il disturbo più significativo, e denota un calo della qualità o della quantità del sonno.

I farmaci che causano sonnolenza

Tante le cause che possono esserne alla base. Non va sottovalutata, poi, la sonnolenza da farmaci, dal momento che esistono diversi principi attivi che possono far venire sonno, soprattutto se essi vengono assunti in modo non corretto o in quantità superiori al necessario. I FANS sono medicinali che possono causare sonnolenza diurna, ma lo stesso dicasi per gli antistaminici di prima generazione. Un effetto sedativo è stato riscontrato anche per i farmaci che vengono impiegati per la terapia del morbo di Parkinson. Per quel che riguarda gli psicofarmaci, poi, è necessario prestare attenzione agli ansiolitici, agli antidepressivi e agli antipsicotici: un esempio classico è quello delle benzodiazepine, che hanno un effetto sedativo, miorilassante e ipnotico.

La letargia negli anziani

Nei soggetti anziani la letargia è un problema piuttosto frequente, e a volte può costituire uno dei sintomi del morbo di Alzheimer, secondo quanto segnalato da una ricerca che è stata pubblicata sulla rivista Jama Neurology nel 2018. Per il momento non si è ancora capito con precisione come e perché la sonnolenza diurna e il morbo di Alzheimer siano correlati, ma si ipotizza che i disturbi del sonno favoriscano un accumulo della proteina beta amiloide, che viene prodotta dai neuroni nel cervello dei malati di Alzheimer. Ma non si può escludere nemmeno l’ipotesi contraria, e cioè che i disturbi del sonno siano una conseguenza dell’accumulo di beta amiloide.

Altre cause di sonnolenza

Che relazione c’è fra l’alcol e la sonnolenza diurna? Quel che è certo è che l’alcol ha degli effetti noti sul sistema nervoso centrale. Nel caso in cui venga assunto in dosi limitate può far scaturire effetti stimolanti, come per esempio rilassatezza, tendenza a ridere o sensazione di allegria. Tuttavia quando le dosi aumentano l’alcol è fonte di problemi di concentrazione e di torpore: esso, infatti, agisce come depressivo del sistema nervoso centrale, portando anche problemi di coordinazione motoria. Anche la sindrome da fuso orario – il famoso jet lag – può portare alla sonnolenza diurna: ma in questo caso si tratta di una mera questione di adattamento che tende a risolversi nel giro di poche ore.

Il ruolo della tiroide

Sono in tanti a ravvisare una certa sonnolenza disturba, magari abbinata a disturbi lievi, in occasione dei cambi di stagione: tuttavia è un falso problema. Diverso è il discorso, invece, per l’ipotiroidismo, che consiste in una diminuzione della funzionalità della tiroide. Questa è a tutti gli effetti una condizione patologica, da cui può scaturire sonnolenza diurna anche se si è dormito abbastanza di notte. Tra l’altro, il problema porta a un complessivo rallentamento del pensiero e delle azioni della persona.

Perché si ha sonno dopo pranzo?

La sonnolenza dopo pranzo è una circostanza piuttosto diffusa tra chi tende a mangiare molto e chi ha disturbi al fegato. In tali situazioni, infatti, l’apparato digerente richiama il sangue, e ciò determina un’anemia cerebrale. Per evitare la sonnolenza diurna, allora, non c’è altro da fare che intervenire sulle proprie abitudini in materia di alimentazione, tenendo conto del fatto che per una digestione ottimale non vanno bene né i pasti consumati troppo rapidamente né quelli troppo pesanti.



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