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Targets

Targets - 04/06/2017
MOSTRA

Vanessa’s Room di Giuditta R esalta la metamorfosi in arte

Si chiama “Vanessa’s Room” (La stanza di Vanessa), è la mostra personale di Giuditta R, curata da Milo Goj, in cartello presso la Società Umanitaria di Milano Chiostro della Memoria e sala Cinema dal 1 al 15 giugno.

Da una particolare specie di farfalle nasce il titolo, appunto Vanessa’s Room. La farfalla è espressione del movimento vitale. Il suo processo è legato alla continua rigenerazione. La metamorfosi naturale della farfalla è essenzialmente simbolo di rinascita e di trasformazione spirituale. Essa rappresenta l’anima che, lasciando il corpo, raggiunge un più alto stato di perfezione. Questo concetto colpisce profondamente gli esseri umani, i quali vengono incoraggiati a riflettere sulla propria trasformazione spirituale. Anche nell’uomo esiste un progetto evolutivo, una sorta di disposizione al miglioramento, una tensione all’elevazione e allo spirito. La farfalla ci insegna a trasformare la nostra vita consapevolmente, a realizzare i nostri desideri più profondi. È, infatti, rappresentazione della libertà a cui ogni essere umano aspira. Libertà che può essere conquistata solo con la profonda consapevolezza del proprio essere. La farfalla non vive per cibarsi e invecchiare, vive solamente per amare e concepire, e per questo è emblema sia dell’effimero, sia di ciò che dura in eterno, proprio come l’anima.

La “Stanza di Vanessa” rappresenta una dimensione all’interno della coscienza umana, lo spazio dove avviene la nostra trasformazione spirituale ed esplorazione interiore. Tutte le opere in mostra sono realizzate con matite e tecniche miste su carta.

Giuditta R è una giovane artista siciliana che vive fuori dall’Italia da diversi anni. Oggi risiede a Berlino dove lavora con l’attenzione della critica e dei collezionisti. Come scrive Mosé Previti, la sua lontananza dalla città è un valore, per certi versi una garanzia del suo talento, e, forse, anche uno sprone per chi si occupa di arte nel piccolo mondo messinese.

La  produzione di Giuditta  si articola intorno ad una ricerca ormai consolidata. Ricerca tematica intorno a uno specifico immaginario con una tecnica precisa. I suoi lavori potrebbero essere inseriti nella categoria del ritratto, ma non si tratta di effigi naturalistiche o leziose, e non sappiamo il nome delle persone che popolano le sue opere. L’umanità rappresentata è sottoposta a un principio di distorsione espressionista, quasi caricaturale, ma il presupposto di questo esito formale è una intensa volontà di interrogare la natura umana. Molti dei personaggi rappresentati sembrano dei bambini, o degli adulti divenuti inquietanti pupazzi.

In apertura, particolare di: Secret window, 2015, pencils and mixed on cardboard, 50 x 70 cm



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