3 Ottobre 2022
VERNISSAGE IN COSTIERA

Vicente Hernández, un argonauta a Positano

3 Ottobre 2022
VERNISSAGE IN COSTIERA

Vicente Hernández, un argonauta a Positano

3 Ottobre 2022
VERNISSAGE IN COSTIERA

Vicente Hernández, un argonauta a Positano

Un Argonauta a Positano è il titolo della mostra aperta fino al 15 ottobre 2022 presso la sede dell’Ufficio Turismo di Positano, provincia di Salerno, di Vicente Hernández. Il corpus di opere è stato riunito sotto il titolo di VICENTE HERNANDEZ – ARGONAUT IN POSITANO, in omaggio ai lavori che l’artista cubano ha realizzato nel suo soggiorno a Positano nel settembre del 2019, ospite di Enzo Esposito, gallerista e art scouter.

Alla Pinacoteca Comunale, è stata inaugurata la mostra VICENTE HERNÁNDEZ. Argonaut in Positano. L’esposizione promossa dal Comune di Positano  e dall’Associazione Positano Arte e Cultura, in collaborazione con il Museo-FRaC Baronissi.
Curata da Massimo Bignardi, la mostra propone i dipinti, in gran parte olio su tela, realizzati dall’artista cubano Vicente Hernández in occasione dei soggiorni in Italia e in particolare a Positano, ove nel settembre del 2019, ospite di Enzo Esposito. 

La mostra si pone come occasione per presentare al turismo di fine estate un’esposizione di rilievo internazionale, considerato il valore e la qualità culturale del progetto di ricerca attento alle esperienze di artisti stranieri che soggiornano o hanno soggiornato in Campania, specie in Costiera.

L’artista, che vi avevamo presentato qui, ha un immaginario fantastico che prorompe nell’impianto compositivo, facendo largo nelle sue vedute oniriche a mongolfiere, a palloni areostatici ondeggianti come occhi sospesi su prospettive a volo d’uccello, a città tradotte in miniatura, come nella visione dei simbolisti di secondo Ottocento.

“Hernández – scrive Bignardi nel catalogo pubblicato da Gutenberg Editore ora anche in edizioni in inglese  –  è un giovane pittore cubano, originario di Batabanó, un ‘pueblo pequeño’ sulla costa meridionale dell’Avana. Un pittore nel vero senso della parola, aperto a linguaggi attuali; una pittura, la sua, che affonda le radici nella cultura artistica caraibica, nell’amalgama di una figurazione sorretta sia da una sorta di realismo – sarei propenso ad accogliere il termine iperrealista, tenendolo, però, a bada dalla pittura statunitense dei primi anni settanta -, reso dalla visione accorta a non tralasciare i dettagli anche i più ingenui della narrazione, che lo sguardo affida alla pittura, sia dal suo cedere ai voli della fantasia, immergendosi nel subconscio facendo spazio al simbolico, mantenendosi in quota con il reale della vita.”

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