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Targets - 07/05/2020
CONVERSAZIONI AL FEMMINILE

Women of Change Italia: donne e gioco di squadra

Intelligenza artificiale (IA), robotica, Internet delle Cose (IoT), sharing economy, stampa 3D, ingegneria genetica, computer quantistici e altre tecnologie ci conducono verso quella che è stata definita da Klaus Schwab, fondatore e direttore esecutivo del World Economic Forum, la quarta rivoluzione industriale, altrimenti detta anche Economia 4.0. Tanti sono i cambiamenti attesi in tutti gli ambiti della vita e delle professioni, dalla medicina all’industria, dalla formazione alle arti, persino il rapporto tra i brand e la propria audience sta mutando in favore di esperienze di acquisto sempre più personalizzate.

In questo contesto, Anita Falcetta, co-founder della nota agenzia musicale Mokamusic, insieme al compositore e music supervisor Philip Abussi, ha deciso di avviare, parallelamente alla sua attività nella Industry Musicale, un progetto non profit dedicato alle donne. Dalla domanda: “quale sarà il ruolo delle donne nell’economia 4.0?” a ottobre 2019 nasce infatti Women Of Change Italia, progetto di cui l’imprenditrice creativa è fondatrice. Women of Change Italia noi pone l’obiettivo di avviare un confronto schietto sulla tematica del Women Empowerment, allo scopo di diffondere un messaggio forte e chiaro: “Le donne possono essere protagoniste del rinascimento sociale e professionale degli anni a venire, possono ottenere ottimi risultati in termini di Leadership, ma se si uniscono sono in grado di raggiungere più in fretta e in modo migliore questi goals, altrimenti lo faranno replicando lo schema del patriarcato e ciò le porterebbe ad affermarsi snaturandosi. L’obiettivo non deve essere quello di replicare il modello maschile ma di apportare valore in base al proprio linguaggio, sostenendosi l’un l’altra, lottando insieme senza ipocrisie.” – ci dice la stessa Anita Falcetta.

Sebbene molti passi in avanti siano stati compiuti in termini di Women Empowerment e parità di genere, riconoscendo alle donne ruoli importanti all’interno di aziende ed Istituzioni (più all’estero che in Italia ad onor del vero), tanto ancora c’è da fare su scala mondiale, per abbattere le barriere e i pregiudizi di matrice patriarcale.
Come dimostrano anche i dati sulla violenza sulle donne tristemente lievitati durante la pandemia, nonostante i proclami, la donna si trova ancora in un posizione delicata. Persistono dei paletti culturali in base ai quali la donna, per svolgere al meglio il “proprio mandato sociale” dovrebbe “limitarsi” all’interno di certi ruoli, essere una buona moglie, avere dei figli, soprattutto se sposata, assecondare la mentalità diffusa in base alla quale è bene accettare di star sempre un passo indietro rispetto al proprio marito o compagno perché è la società stessa che, con la differenza di inquadramento professionale ed economico, impone tale logica.
Per la fondatrice di Women of Change Italia è arrivato il momento di attivarsi per vincere la battaglia contro la discriminazione e la violenza di genere, per ottenere maggiore riconoscimento dei propri meriti.
Ma è anche arrivato il momento di farlo insieme, di fare rete e di sponsorizzarsi a vicenda, sia tra donne pari livello che tra professioniste con differenti inquadramenti. Purtroppo ad oggi, le statistiche dimostrano che, soprattutto nelle aziende, la competizione tra colleghe è molto accesa e che le dinamiche di mobbing al femminile esistono. In certi mercati più che in altri, le donne non sono in grado di fare rete, come invece alla fin fine fanno gli uomini, pur essendo fra loro competitivi.
Il gioco di squadra al femminile è possibile? Potrebbe aiutare nel processo di superamento del patriarcato stesso? Per Anita Falcetta “è possibile, basta volerlo!”. Nella sua visione: “la contrapposizione Donna-Donna, nella maggior parte dei casi è figlia della stessa mentalità di stampo patriarcale. Non essendo offerte alle donne le stesse opportunità riservate agli uomini è logico che, essendo piccola la fetta della torta professionale a loro riservata, si generi talvolta un’eccessiva competizione. L’atteggiamento di chiusura potrebbe anche essere scatenato dalle rinunce che le donne sono chiamate a fare nel processo di crescita professionale che, sovente, le vede penalizzate nella fase della loro vita in cui decidono di diventare madri. Allo stesso modo assumersi la responsabilità di riconoscere i propri limiti, quei limiti che talvolta portano le donne ad essere l’una contro l’altra, e ripartire dal superamento di alcune caratteristiche comportamentali tipiche del genere femminile, spesso usate in modo strumentale dal sistema patriarcale come leva per il “divide et impera”, potrebbe aiutare nel processo di costruzione di un nuovo modello sociale e professionale”.
Per dare concretezza a questo assunto, Women of Change Italia, aiuta le donne a fare sistema fra loro in ambito personale e professionale, a sviluppare connessioni attraverso attività di networking, incontri offline e online, in una logica cross-settore, senza limiti di territorio e know-how, altro punto differenziante del movimento rispetto ad altri.In pochi mesi, da settembre 2019 ad oggi, Women of Change Italia è diventato un vero e proprio movimento, attraverso attività di relazioni offline e sui social network; è nato un gruppo privato su Facebook dedicato alle sole donne e un gruppo su Linkedin aperto anche agli uomini, il cui supporto e il cui coinvolgimento è essenziale nella ridefinizione del paradigma.
È stato lanciato, in pieno lockdown, il format WOC / CONVERSAZIONI, per dare modo a tutte le partecipanti di presentarsi al network.
Perchè entrare a far parte di Women of Change Italia? Perchè sostenersi a vicenda è possibile, diffondere un modello collaborativo al femminile non è solo auspicabile è anche realizzabile. Per entrare a far parte del movimento ed avere maggiori informazioni basta visitare il sito www.womenofchange.it

 



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