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Travel - 30/10/2020

Al Post Hotel di San Candido in Alto Adige: cucina d’amore

Cesare Airaldi racconta come arriva alla materia al piatto: un viaggio tra i sapori genuini delle Alpi.

Originario di Como e altoatesino di adozione dal 2008, lo chef Cesare Airaldi ha portato nel Ristorante del Post Hotel di San Candido, provincia di Bolzano, in Trentino Alto Adige, una cucina gourmet che affonda le sue radici nella semplicità e genuinità. Una proposta gastronomia in linea con l’ospitalità ricercata della struttura, capace di trasmettere ai suoi ospiti un connubio di bontà e raffinatezza che nella modernità dei piatti racconta anche il territorio e la passione custodita in ognuno dei suoi prodotti.

La tendenza ad acquistare dai piccoli produttori locali è sempre più diffusa tra i ristoratori che ricercano qualità, genuinità e trasparenza come Cesare Airaldi che Post Hotel – Tradition & Lifestyle di San Candido prepara una cucina semplice ma ricercata che unisce creatività, eleganza e particolare cura per la materia prima. “Prediligo una cucina contemporanea, in armonia con lo stile lifestyle del Post Hotel – racconta – ma profondamente legata al territorio altoatesino: nei miei piatti preferisco inserire pochi elementi ma valorizzati al meglio, perché il cliente possa gustare al 100% il sapore dell’ingrediente, la sua testura, le sue consistenze. Per questo motivo, quando possibile, scelgo la filiera corta e il rapporto con i piccoli produttori locali, soprattutto per l’acquisto di carni, farine e verdure stagionali: con loro ho costruito un rapporto di fiducia e collaborazione che costituisce un valore aggiunto per la mia proposta culinaria, garanzia di una qualità elevata e controllata che deriva anche dall’amore e dalla fatica con cui i prodotti vengono coltivati”.

Nel centro di San Candido (Bolzano) si trova il Post Hotel 4 Stelle, un albergo adults only con centro benessere nella regione delle Tre Cime di Lavaredo nelle Dolomiti.

Lo chef non rinuncia ad aspetti più creativi della sua mission: Amo trasformare il prodotto con tecniche e approcci innovativi, giocando anche con abbinamenti insoliti, ma sempre avendo cura di non stravolgere gli ingredienti che utilizzo. Un pensiero che nasce dalla volontà di insegnare al cliente ad apprezzare la materia prima in tutte le sue forme. Ogni mio piatto nasce infatti da ricette d’ispirazione tradizionale declinate in modo contemporaneo: anche di una piccola rapa, ad esempio, è possibile presentare una variazione insolita, lavorando su consistenze e fermentazioni che consentono di esaltarne il gusto e la qualità al massimo delle sue potenzialità”.  
 
Per gli ingredienti lo chef Airaldi dice che “acquistare gli ingredienti dalla filiera corta significa poter contare su freschezza, qualità e gusto che custodiscono la fatica e il lavoro di una volta, senza l’impiego di grandi macchinari e additivi chimici. Il grande vantaggio è quello di lavorare un prodotto fresco qualitativamente al top che può essere sfruttato anche in altri momenti dell’anno. Quando possibile, specialmente a fine stagione, mi piace infatti preparare delle conserve e marmellate attraverso particolari tecniche di fermentazione, perfette in abbinamento a carni, selvaggine e dolci: in questo modo posso sfruttare il prodotto anche oltre la sua stagionalità, 365 giorni all’anno”.
 



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