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Travel - 12/08/2018

Appunti di viaggio dal Portogallo: “Un interessante scrigno di emozioni e suggestioni”

La nostra grafologa stavolta decodifica altri "segnali". Quelli di un Paese che custodisce storie antiche ed eredità affascinanti dal passato. E che sa guardare al futuro.

Un viaggio non finisce mai. La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro” scriveva Josè Saramago. La citazione è del premio Nobel che è nato in Portogallo e che ha contribuito ad arricchire la cultura e la letteratura di un Paese che mi è sembrato davvero molto interessante.

In effetti, quando si atterra nell’aeroporto di Lisbona e si va a prendere la metropolitana che in 15 minuti circa ti porta in centro città, ci si rende subito conto che si è giunti in un paese di grandi talenti.

Sui muri della metropolitana sono raffigurati i personaggi che hanno fatto grande il Portogallo nei vari settori: dalla letteratura, alla musica, all’architettura, allo sport e sono davvero tanti!

Il mio viaggio è cominciato proprio da Lisbona che è la seconda capitale più antica d’Europa, riemersa anche da uno dei terremoti più devastanti della storia. Ho visitato vari quartieri tra cui quello di Chiado, molto elegante con vari caffè “vecchio stile” e dove si può visitare l’Igreja do Carmo e il Museo Arqueologico.

La particolarità dell’Igreja è che non ha il tetto a causa del violento terremoto del 1755 e non è mai stata ricostruita. È un luogo suggestivo dove adesso organizzano rappresentazioni teatrali e alzando lo sguardo si vede il cielo azzurro, mentre ai lati si trovano capitelli e iscrizioni originali e si possono contemplare le arcate e l’architettura gotica. Un luogo davvero incredibile!

Igreja è rimasta in piedi senza tetto. Ma è affascinante e ricca di storia.

Nei pressi del Chiado si estende il Bairro Alto, un quartiere pieno di murales che di giorno è abbastanza tranquillo e al tramonto si anima con tutti i locali che offrono cibo e da bere. Ce ne sono tantissimi e si ha l’imbarazzo della scelta! Ecco proprio nel Bairro Alto ho ascoltato per la prima volta il Fado, a La Tasca do Chico.

Non sono io che canto il fado, è il fado che canta in me” diceva Amalia Rodrigues.

Il fado è il genere musicale più famoso del Portogallo, è struggente e tocca davvero le corde più sensibili. Racconta storie di separazioni, di amori impossibili, di nostalgia di casa…ascoltarlo fa capire cosa sia davvero la famosa saudade. Io mi sono emozionata tantissimo come mi capitò col tango un po’ di anni fa. Il fado è cantato da un’artista accompagnato da una chitarra classica e da una “portoghese” a 12 corde. Nei locali di fado si esibiscono artisti diversi e ognuno canta almeno tre canzoni. Il consiglio è di lasciarsi trasportare dalle note e dall’interpretazione del fadista….e poi ordinare una cerveza o una sangria per riprendersi dal turbinio delle emozioni!

Per vedere dove sono nati i fadisti più famosi si può fare una bella passeggiata nel quartiere della Mouraria, dove ci sono delle targhe in corrispondenza delle case dove hanno vissuto. Tra l’altro, la Mouraria è un dedalo di stradine e scalinate che sfociano in meravigliosi punti panoramici. E’ il quartiere multietnico della città, molto vivace e giovanile.

Un altro quartiere affascinante è quello dell’Alfama: pieno di vicoli tortuosi e piazze ombreggiate. Qui le donne siedono fuori dagli usci di casa e offrono al costo di 1 euro un bicchierino di Jinginha, un liquore buonissimo a base di ciliegia.

Dalle case si sentono le note del fado e si intuisce che la vita scorre lenta e in famiglia. Gli abitanti del quartiere sono gli alfacinhas, persone della classe operaia. Le vie sono strette e si sente l’odore del pesce che viene cucinato insieme alle chiacchiere della gente seduta a tavola.

Un’informazione utile da condividere è che nella Praca Dom Pedro IV (Rossio) durante la giornata (alle 10.30 – 12.00 e 15.00 circa) è possibile partecipare a delle visite guidate organizzate da ragazzi che accompagnano i gruppi alla scoperta della città. Sono bravissimi e i tour sono in lingua inglese e spagnola. Sono gratuiti e alla fine si può lasciare ciò che si vuole…una piccola mancia! Ne vale la pena perché spiegano la storia del Portogallo che è molto affascinante e poi ti portano alla scoperta dei vari quartieri. Un modo molto friendly per conoscere la città e anche nuovi amici provenienti da tutto il mondo.

Per quanto riguarda la cucina ci sono tantissime opportunità. Segnalo il Mercado do Ribeira che dal 2014 Time Out ha trasformato in un’area ristorazione con circa 35 chioschi: qui è possibile scegliere i piatti della cucina portoghese e spaziare dal pesce alla carne, ai dolci.

A Porto la suggestiva osteria Aldega San Nikolau.

Per i dolci non si può non assaggiare il Pastel de Nata: una pasta sfoglia ripiena di crema, servita calda con un po’ di cannella…una vera delizia.

Dopo aver noleggiato un’auto, siamo andati a nord verso Porto. Attualmente con i voli Ryan Air da Bergamo si può arrivare sia a Lisbona che a Porto. Sono molto funzionali a seconda delle esigenze.

Porto, uma cidade que se parece com o vinho que tem o seu nome, uma cidade sombria che em certos momentos e em certos lugares explode de luz e de cor”.

 

 

 

Vista dal Rio Douro al tramonto Porto sembra davvero magica. Mi permetto di segnalare l’Aldega San Nikolau per gustare un’ottima cena a base di bakalau e sardinas. E’ un’osteria molto spartana dove si mangia benissimo.

A Porto c’è la famosa Livraria Lello, un negozio neogotico del 1906…è meraviglioso dal punto di vista architettonico e vi consiglio di visitarlo. Sembra che la scrittrice J.  Rowling abbia trascorso un periodo a Porto come insegnante di inglese e proprio questa libreria le abbia ispirato l’ambientazione di uno dei libri del maghetto. C’è sempre molta coda e bisogna armarsi di pazienza però ne vale la pena.

A Lisbona, come in molte capitali del mondo, il mercato antico è diventato un punto di accurata selezione gastronomica. Il Mercado do Ribeira ospita 35 corner di ristorazione.

E poi è molto bello l’edificio storico neoclassico della Stazione Ferroviaria di Sao Bento. E’ stata completata nel 1903 e ci sono degli azulejos bellissimi che raffigurano scene di battaglie storiche.

Per chi desiderasse degustare il famoso Porto ci sono visite guidate alle varie cantine delle aziende Graham’s, Taylor’s e Sandeman tutte ubicate aldilà del Ponte Dom Luis I.

E poi, il Palacio da Bolsa, l’Igreja de Sao Francisco per arrivare alla Praca da Ribeira dove si può attraversare il Ponte de Dom Luis I, realizzato da un allievo di Gustave Eiffel.

Luoghi bellissimi da visitare a piedi lasciandosi incantare dall’atmosfera allegra e piena di colori che caratterizza la città di Porto.

Il nostro viaggio è poi proseguito verso Coimbra per visitare la splendida università che è costituita da palazzi risalenti al periodo tra il XVI e il XVIII secolo ed è disposta intorno al grande Patio das Escolas. Al centro della piazza si erge la statua di Joao III che fondò l’università nel 1537, invitando importanti studiosi dell’epoca a insegnare in quel luogo ricco di fascino e cultura. In passato gli studenti che si comportavano male venivano addirittura rinchiusi in una prigione che si trova nelle “segrete” dell’Università ….c’era anche il coprifuoco dalle 19…insomma non era facile la vita per gli universitari di Coimbra!

A Sintra abbiamo visitato il Palacio Nacional da Pena dove abbiamo fatto tantissime foto. Sintra merita qualche giorno per poter visitare bene anche le altre meraviglie (Palacio Nacional, il Castelo dos Mouros).

Noi abbiamo dedicato una giornata alla visita del Palacio Nacional da Pena e al suo “parque”. Il palazzo è un’opera bizzarra e romantica ed è considerata la più grande espressione del romanticismo portoghese del XIX secolo. È visitabile anche all’interno grazie a un percorso guidato che conduce nelle stanze di Dom Ferdinando II e della regina, negli spazi dove ricevevano gli ospiti fino alle cucine dove venivano preparati i sontuosi banchetti.

Il parco è enorme e bellissimo: ci sono piante tropicali, sequoie, camelie, rododendri e laghetti. Chiedete all’ingresso la cartina per poter partire con l’esplorazione di questo meraviglioso spazio verde da cui spicca il Palacio Nacional da Pena con i suoi bellissimi colori.

Il viaggio è proseguito verso Sud, verso la costa dell’Algarve ricca di scogliere mozzafiato, spiagge enormi e baie frastagliate. La spiaggia che mi è piaciuta di più è quella di Praia da Rocha a Portimao. Sabbia finissima e possibilità di fare lunghissime passeggiate e di giocare in riva al mare. Il vento è sempre stato piacevolissimo, un ristoro tenuto conto delle temperature calde. (Foto 09, 10, 11).

Per gli amanti del Surf e di luoghi più ventosi e selvaggi consiglio una bellissima escursione: un circuito di 09 km delle due spiagge di Carrapateira (Praia da Bordeira e Praia do Amado).

Praia do Amado, in particolare, è conosciuta per il surf. Ci sono onde fantastiche e strutture che consentono di noleggiare l’attrezzatura e seguire corsi di surf.

Un’altra città molto bella da visitare è Sagres dove si può esplorare la fortezza che offre una vista meravigliosa sopra le scogliere e lungo tutta la costa fino a Cabo de Sao Vicente. Quest’ultimo è un promontorio, l’ultimo lembo di terra che i marinai portoghesi vedevano salpando con le loro navi. Un faro rosso ospita il museu dos Farois che illustra il ruolo di Sagres nella storia marittima del Portogallo.

Un bellissimo viaggio di cui vi ho riportato brevi “appunti”, quelli presi rigorosamente a mano sul mio taccuino da viaggiatrice.

Concludo con Saramago: “Tutte le isole, anche quelle conosciute, sono sconosciute finchè non vi si sbarca”.

L’invito è quello di viaggiare con un atteggiamento di apertura, di curiosità nei confronti dei luoghi e delle persone che possono sempre stupirci e lasciarci una traccia indelebile nel cuore. Buon viaggio  e alla prossima “avventura”!

TESTO E FOTO per The Way Magazine a cura di Marianna Nobile – grafologia.nobile@gmail.com

 

Marianna Nobile ha una laurea in  Scienze e tecniche psicologiche e una lunga esperienza da consulente in human capital. La sua analisi grafologica può essere applicata in svariati campi, dal motivazionale al giuridico, ed è un valido mezzo di analisi per la formazione e l’orientamento.
Iscritta all’Associazione Grafologi professionisti con la certificazione come Grafologa Professionista nel settore Professionale, nel 2016 ha vinto il concorso grafologico “Un ritratto per te” indetto da AGIF-Roma, ed è risultata prima ex aequo all’esame finale per il titolo di Grafologa a Roma nel 2014. Ha frequentato la scuola ARIGRAFMILANO, importante associazione italo-francese di grafologia in Italia.
Del suo lavoro dice: “La scrittura che rivela incredibilmente aspetti del nostro carattere a volte sconosciuti anche a noi stessi. La scrittura si modifica nel corso degli anni, risente della scelta dello strumento grafico e del tipo di carta usata, così come della dimensione del foglio. È influenzata dalle tradizioni culturali e dalle aree geografiche di appartenenza. L’analisi della scrittura è uno strumento affidabile che offre informazioni attendibili sull’intelligenza, l’emotività, il modo di relazionarsi con le persone. Fornisce una fotografia delle caratteristiche fondamentali del soggetto e permette di valutare le capacità relazionali e le attitudini professionali”.


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