Magazine - Fine Living People
Travel

Travel - 02/03/2020

Benevento e il Sannio, la zona dei vini alla riscossa turistica

Il territorio incontaminato, la Tenuta delle Vignole, la Falanghina e il turismo enologico. Ecco cosa non perdere nell'angolo più inesplorato della Campania.

Una prozione della Campania, in provincia di Benevento, è alla ribalta delle cronache eno-turistiche mondiali perché il vino che lì si produce, sta creando indotto economico ed interesse sociale. Il Sannio, oltre ai tanti vini bianchi premiati nel mondo, a base falanghina, insieme ai rossi a base di aglianico, sta dando successo anche alla camaiola, vitigno a bacca rossa autoctono, conosciuto come barbera del Sannio, che sta sempre più acquisendo importanza. Lo testimoniano le 2 Medaglie d’Oro assegnate alla camaiola 2017 dell’Azienda Agricola Simone Giacomo e alla barbera del Sannio DOP 2017 dell’Azienda Agricola Castelle di Maria Pina Sagnella, entrambe di Castelvenere.

Guardia Sanframondi in provincia di Benevento. Qui hanno sede molte cantine del Sannio.

Falanghina significa vino ma ogni goccia parla al mondo anche di Sannio, turismo, tradizione, cultura e sviluppo sostenibile. Lo Statuto del Paesaggio Rurale può rappresentare il primo passo verso un dossier di candidatura per diventare patrimonio UNESCO, sulla scia di quanto già accaduto per le colline del Prosecco.

Il distretto del vino sannita comprende 27 territori in provincia di Benevento e rappresenta la locomotiva del vino campano: i 6 Comuni che hanno sostenuto la candidatura (Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant’Agata de’ Goti, Solopaca, Torrecuso e Benevento) ed i 21 Comuni che hanno deciso di aderire all’associazione Città del Vino (Telese Terme, Montesarchio, Dugenta, Durazzano, Amorosi, Apice, Apollosa, Bonea, Campoli del Monte Taburno, San Lorenzo Maggiore, Melizzano, San Lorenzello, Faicchio, San Lupo, Cerreto Sannita, Vitulano, Frasso Telesino, Paupisi, Foglianise, Paduli, Ponte), oltre alla Provincia.

Il manifesto “Sannio Falanghina Città Europea del vino” disegnato da Mimmo Paladino, grande artista della Transavanguardia italiana, nato a Paduli, provincia di Benevento.

Per capire ancora meglio le ricadute economiche sul territorio, basta vedere i numeri di Sannio Falanghina: 12.000 ettari di vigneto, la più estesa area vitivinicola in Campania; 3 denominazioni di origine ed 1 indicazione geografica per più di 60 tipologie di vini; il 50% dell’intera produzione vitivinicola regionale, con oltre la metà del vino campano tutelato da denominazioni di origine; 900 ettari di vigne specializzate solo a Castelvenere (il 60% della superficie totale), il territorio più vitato della Campania e tra i più vitati d’Italia; 10.000 aziende impegnate nella produzione di uva; oltre 100 aziende che vinificano ed etichettano; 160 cantine con circa 2.500 lavoratori, senza considerare l’indotto; 120 eventi in programma in 365 giorni; 1 sfilata dei carri realizzati ogni anno a Solopaca con i primi chicchi d’uva della stagione; 120 abitazioni già acquistate da turisti stranieri nel borgo di Guardia Sanframondi (provenienti da Scozia, Stati Uniti e Canada); la più importante realtà cooperativa della Campania ed una delle principali del Mezzogiorno, la Guardiense, con 1.000 soci, circa 140.000 ettolitri di vino prodotti annualmente, 5 milioni di bottiglie vendute in Italia e nei principali mercati internazionali.

“La Regione Campania si impegnerà a garantire la tappa del Giro d’Italia 2021 nei Comuni sanniti della Valle del Vino”. Il governatore Vincenzo De Luca ha annunciato il supporto della Regione Campania, destinato a valorizzare e promuovere ulteriormente il distretto beneventano, nel corso della cerimonia di chiusura di Sannio Falanghina European Wine City 2019, il titolo assegnato dalla rete Recevin delle 800 Città del Vino presenti in 11 Paesi europei.

“La Falanghina non è solo un vino – ha affermato il presidente De Luca – ma esprime i valori del Sannio. Stiamo lavorando per stimolare le attività di ricerca dell’Università, migliorare le infrastrutture, sviluppare l’alta velocità ed implementare i treni per Napoli e Salerno. Continueremo ad investire nel turismo religioso e nelle proposte culturali di qualità, dopo aver già rilanciato il Teatro Romano e annunciato la formazione di una orchestra giovanile regionale per offrire maggiori sbocchi occupazionali ai giovani dei Conservatori. Prospettive per il Sannio e per la Campania di grande interesse in un momento storico in cui assistiamo a nuove forme di violenza ed aggressività dovute anche alle innovazioni tecnologiche, strumenti di conoscenza ma a volte anche di alienazione.
Oggi – conclude – il Sannio lancia un bel messaggio all’Italia, in termini di cultura agricola e rispetto della natura, recuperando quei valori di famiglia che rappresentano un elemento di pace, serenità ed equilibrio. Valori antichi da trasmettere alle nuove generazioni”.

A Castelvenere c’è la Tenuta Le Vignole dove si mangia sano, ci si riposa e si entra in contatto col territorio. Nell’azienda è possibile partecipare, con visite guidate, alle varie fasi della coltivazione: dalla potatura alla legatura, dalla sfogliatura alla raccolta. Perdersi tra i filari per dedicarsi all’ascolto della musicalità della natura e coglierne i mutamenti, dona attimi di benessere psico-fisico e suggestioni che credevamo perdute. Partecipare alla vendemmia o a degustazioni in vigna, per poter assaporare il frutto di tanto lavoro è un’esperienza unica.

Gli assolati terroirs della tenuta Le Vignole forniscono le uve che vengono sapientemente trasformate in nobili vini. Il progetto imprenditoriale, concretizzatosi anche grazie all’incontro con giovani professionisti del settore, con i quali condividere gli obiettivi, mira alla conservazione di tecniche produttive rispettose della terra e consapevoli della responsabilità di salvaguardare l’ambiente per le generazioni future.

I vitigni si estendono su di un territorio di circa 25 ettari nel cuore del Sannio Beneventano, in una zona chiamata “Vignole” da cui prende il nome l’azienda. Le “piccole vigne”, come erano chiamati gli antichi ceppi, sono coltivati a falanghina, aglianico, coda di volpe, greco, barbera. I preziosi vitigni autoctoni che oggi sono impiantati a spalliera. La tecnica di coltivazione è quella classica del guyot.

A Guardia Sanframondi c’è la Casa di Bacco, una realtà imprenditoriale che ha messo a disposizione agli alunni degli istituti tecnici locali il Museo del Vino (MuBac) e una vigna, dove gli allievi potranno mettere in pratica le teorie e tecniche apprese in classe.

Il sindaco Floriano Panza di Guardia Sanframondi. Premio VitignoItalia 2019 a Floriano Panza, coordinatore della Capitale europea del Vino, “per aver trasformato la vocazione vinicola di un’area in un progetto di cooperazione territoriale capace di contaminare e coinvolgere imprese e operatori, istituzioni e cittadini, dando vita in Campania ad un vero e proprio distretto del vino, sostenibile e responsabile”.

In calce abbiamo raccolto tutte le diciture e le aziende agricole della zona del Sannio che si sono distinte l’anno scorso al Premio.

 

PREMIO SPECIALE “SANNIO FALANGHINA – CITTÀ EUROPEA DEL VINO 2019”

Gran Medaglia d’Oro 

Castelle Az. Agr. di Sagnella Maria Pina, Passito di Falanghina 2014 Beneventano IGP  Castelvenere

 

Medaglia d’Oro 

Azienda Il Poggio, Falanghina del Sannio 2018 Torrecuso

Castelle Az. Agr. di Sagnella Maria Pina:Falanghina del Sannio 2018 e Kydonia 2016 Falanghina del Sannio DOP Vendemmia Tardiva Castelvenere

Rossovermiglio Az. Agr. Verlingieri P., Centogiorni 2017 Falanghina del Sannio Passito Dop  Paduli 

Fattoria Ciabrelli, Alexia 2017 Falanghina del Sannio DOP – Castelvenere 

La GuardienseSenete 2018 Falanghina del Sannio Dop  Guardia Sanframondi 

Terre Stregate di Iacobucci CarloSvelato 2018 Falanghina del Sannio DOP  Guardia Sanframondi 

Masseria Vigne VecchieSecutor 2018 Falanghina del Sannio  Solopaca 

Azienda Agricola De Fortuna, 4 Moggi 2018 Falanghina del Sannio DOP – Frasso Telesino 

Az. Agr. Fontanavecchia di Libero Rillo, Taburno Falanghina del Sannio 2018  Torrecuso

 

Medaglia d’Argento 

Cantina di Solopaca Soc. Coop.Falanghina del Sannio VSQ Brut 2018  Solopaca 

Cantina del Taburno del C.A.P di Benevento,Falanghina del Sannio 2018 Taburno  Foglianise 

La Fortezza Soc. Agr., Taburno Falanghina del Sannio 2018  Torrecuso

Torre del Pagus di Rapuano Giovanni, Macére 2018 Taburno Falanghina del Sannio DOP  Paupisi

Azienda Agricola Meoli, Krai Falanghina del Sannio DOP 2018 – Dugenta 

Sebastianelli Silvio, Falanghina del Sannio 2018 Guardia Sanframondi

Cantine Fontana delle Selve, Falanghina del Sannio 2018  Castelvenere 

Bicu de Fremundi di Colangelo Alfonso, Limata Falanghina del Sannio DOP 2018 – Guardia Sanframondi Vinicola del Sannio, Natadivina Falanghina del Sannio DOP 2018  Benevento 

Terre d’Aglianico, Ebe Taburno Falanghina del Sannio DOP 2018 – Torrecuso 

Az. Agr. Osvaldo Petrucciano, Il Bianco della Badessa Falanghina del Sannio DOP 2017 – Benevento 

Cantine Iannella Antonio, Taburno Falanghina del Sannio 2018 Euforia Falanghina del Sannio Spumante Extra Dry DOP 2018 – Torrecuso 

Az. Agr. Pietrefitte, Taburno Falanghina del Sannio 2018  Torrecuso

Rossovermiglio dell’Az. Agricola Verlingieri PierantonioFrenesìa Falanghina del Sannio DOPSpumante Falanghina del Sannio DOP 2017 – Paduli

Az. Agricola Grillo Mariamichela, Falanghina del Sannio DOP 2017  Castelvenere 

Soc. Agricola Santimartini, Ciesco della Mirella Falanghina del Sannio DOP 2018 – Solopaca 

Az. Agr. Serra degli Ilici di Michele Sauchella,Falanghina del Sannio 2018 Taburno – Vitulano 

Azienda Agricola ScompiglioFalanghina del Sannio DOP 2017  Castelvenere



Society - 27/03/2018

Anche Casanova avrà un museo. A Venezia, ad aprile

Ci sono dei fenomeni culturali italiani più amati all'estero che in patria. Giacomo Girolamo Casano [...]

Uncategorized - 05/04/2019

Il Neoconcretismo brasiliano arriva in Italia con Lygia Pape

Fino al 21 luglio 2019 la Fondazione Carriero a Milanopresenta Lygia Pape, a cura di Francesco Stocc [...]

Society - 20/04/2020

Partono gli Horeca Digital Talks: confronti pratici sul futuro della ristorazione

Con il primo appuntamento “Ripartire? Si, ma come?” ha esordito il 16 aprile alle 17.00 il nuovo [...]

Top