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Travel - 11/03/2020

Brasile, viaggio nella storia di un paese plurale

Continua la nostra esplorazione in partnership col Consolato Brasiliano a Milano. Questa settimana scopriamo 12 aspetti culturali antitetici che convivono nello straordinario, sconfinato paese.

La diversità in musica, gastronomia, paesaggio: con le popolazioni che l’hanno abitato storicamente e tutti quelli che sono arrivati poi, il Brasile è la terra degli incontri con influenze di tutti i generi. Sopravvivono le culture indigene, si notano le architetture e le usanze portoghesi che qui fondarono una gloriosa colonia, si percepiscono gli innesti culturali africani, che arrivarono qui nel 1500.

In una popolazione di 210 milioni di brasiliani, sono circa 22 milioni le persone con ascendenze italiane. Con un territorio di 8,5 milioni di kmq (pari al 47,8% del Sudamerica), il Brasile è più grande degli Stati Uniti, ed è più piccolo solo rispetto alla Cina, alla Russia e al Canada.

Vi raccontiamo 12 micro-universi completamente diversi che sono nello stesso paese, compatibili l’un l’altro e incredibilmente coesistenti.

INCROCI CULINARI – Ancora oggi, gustando la feijoada si sentono sapori d’Africa, eredità di un’immigrazione drammaticamente forzata nei secoli scorsi, che poi ha dato affascinanti esiti di incroci culturali in questo paese. Il termine deriva da feijão che in lingua portoghese sta per fagiolo, l’ingediente principale per questo stufato, che si gust con riso in bianco e vari tipi di carne da accompagnamento.

La Tacacà è invece un saporito brodo che si prepara nel nord del Brasile con la manioca (una sorta di patata lunga) e i gamberi. Tipicamente è servito in una ciotola (cuias) che sono ricavate dal guscio della “cuieira”, una tipica pianta della regione.

La ricchezza gastronomica della regione amazzonica può essere vista ovunque. A Manaus, si trova sulle spiagge del fiume, con molti pesci che puoi mangiare bevendo una deliziosa birra ghiacciata, così come nelle strade del centro, dove i venditori ambulanti vendono snack esotici e un’ampia varietà di succo di frutta, trovato solo nella regione settentrionale del paese.

È anche presente in piazze, come quelle di São Sebastião, che sono piene di angoli segreti con prelibatezze tipiche, come l’açaí e le noci brasiliane; è presente nei caffè locali, che servono una colazione ampia e diversificata e che puoi goderti durante la tua visita; e anche, nelle gite in barca, che ti fanno notare come i piatti locali sono influenzati dalla cultura indigena.

Foto da visitbrasil.com Flavors of the Amazon.

I pesci amazzonici sono il cibo regionale di base. Diversi e preparati in molti modi diversi, tendono a soddisfare tutti i gusti.

Il più famoso – e anche uno dei più costosi – è il pirarucu, il cosiddetto pesce di merluzzo amazzonico. Uno dei più grandi pesci d’acqua dolce del mondo, il pirarucu raggiunge i 3 metri e può essere grigliato, servito come focaccine, con latte di cocco e persino bacche di açaí (frutto il cui succo è anche abbastanza comune a Manaus).

Altri pesci comunemente serviti sono il tucunaré, il tambaqui, il matrinchã (o matrinxã), il piranha e il jaraqui

PARALBA – La festa di Festa São João de Campina Grande, è una festa famosa di giugno che attrae 60mila turisti al giorno .Attiva da 30 ani ha il cuore nella danza festaiola che si propaga in diversi spettacoli artistici. L’arraial do Sitio Festa São Joãoripropomne l’atmosfera e le dimensioni reali di un villaggio rurale autoctono del 1800.

São Luís è una città del Brasile, capitale dello Stato del Maranhão. Alla modernità si contrappone i resti di un passato seicentesco.

PATRIMONIO CULTURALE MONDIALE – São Luis è un città fondata dai francesi nel 1700 con oltre 1100 costruzioni storiche. Tutta fatta di pietre e vicoli, conserva le sue tradizioni culturali ed è al centro del distretto Maranhao ed è patrimonio culturale mondiale.

GOIAS – Ai piedi della Serra Dourada in una valle con colline e tanti fiumi, un altro patrimonio dell’umanità è questa città di Goiàs che risale al 1700. Conserva oltr eil 90% del barocco originale coloniale, oltre a essere la patria della Casa di Cora Corallina, famosa poetessa locale.

CAPITALE CULTURALE – Sao Paulo, 12 milioni di abitanti, è conosciuta come la capitale culturale dell’America Latina, con tanta architettura da ammirare, musei e gallerie da visitare, opere di vari movimenti artistici e tanta varietà culinaria a livelli delle più blasonate capitali mondiali. Da non perdere il l “Teatro Municipal de São Paulo”, ”Sala São Paulo” dell’Orchestra Sinfonica dello Stato di San Paolo, il museo Paulista in mezzo al Parco dell’Indipendenza.

LA VERA CAPITALE – Rio de Janeiro (che vuol dire “fiume di gennaio”), oltre 6 milioni di abitanti, è custode della storia di questo grande paese ed è anche la città a più alta concentrazione di palazzi storici. Dal Teatro Municipal all’eredità architettonica unica del grande Oscar Niemeyer con l’avveniristico hotel Nacional, si contraddistingue per un affollamento di stili e spunti culturali molto vivaci. Samba, Bossa Nova e sport guidano l’immaginario potentissimo di questa metropoli da La Cidade das Artes (“città delle arti”) è un centro culturale situato nel quartiere di Barra da Tijuca disegnato dall’architetto francese Christian Portzamparc.

PARINTIS – Nel cuore dell’Amazzonia, sull’isola del fiume delle Amazzoni, si svolge il festival folkloristico di PArintins nell’ultimo fine settimana di giugno al Bumbòdromo. In questa occasioni si tengono rappresentazioni allegorici e competizioni tra tifosi di diverse squadre e rituali indigeni ancora presenti. L’alloggio in case con barche è molto suggestivo.

ARCHEOLOGIA – Pur essendo un paese ultra-moderno, la storia traspare attraverso 700 siti archeologici del MINAS GERAIS – Qui ci sono delle ccapitali storichr hr sono riconosciute come patrimonuo intsto con stili barocco e rocorcoùò che fungono da museo a cielo aperto. Sono spprattutto gli edifici di arte savcra a togliere il fiato. Qui c’è anche molto dell’opera del fsmoso scultore bsrocco Akeijandrinho. Segnatei i nomi di queste città da non mancare: Ouro Preto, COngonhas.a foresta amazzonica. Qui nel nord-est del Brasile ci sono circa 30mila dipinti e raffigurazioni  catalogate fino a 12mila anni fa.

OLINDA – Il patrimonio mondiale dell’umanità Olinda, nel Pernambuco (foto d’apertura servizio), è simboleggiato dai mulini di canna da zucchero che erano attivi nell’economia coloniale. Sembra di essere in un paese iberico, con architettura bianca e palme esotiche. Si mangia il meglio della tradizione locale: frutta tropicale e pesce. La veduta sul mare è paradisiaca, specie dalla sua chiesa Nosso Senhor Salvador do Mundo.

CAPITALE AMMINSITRATIVA – Brasilia è stata voluta da Lucio Costa nel 1960 con un piano urbanistico voluto, premeditato e studiato apposta. La città dell’amministrazione pubblica ha visto il meglio dell’ingegno dell’architetto Oscar Niemeyer prender vita: qui si trovano i suoi edifici che interagiscono con la natura del luogo e che vengono ancora oggi studiati da tutto il mondo. La cosa bizzarra è che la città è ancora in costruzione, seguendo il progetto originario. Negli anni Ottanta Niemeyer realizzò il Panteão da Pátria e da Liberdade Tancredo Neves.

SALVADOR DE BAHIA – Per capire realmente la ricchezza della cultura autoctona bisogna immergersi nei vicoli di Salvador. Una festa di sapori e colori che difficilmente si dimentica. Il turismo balneare (affaccia sull’Atlantico) e culturale sono la maggiore risorsa. La città è anche quella dove avviene il contrasto maggiore tra evoluzione simil-scandinava e abbandono folkloristico stile africano nelle numerose favelas.

RIO GRANDE DO SUL – A sud del Brasile c’è un posto dove vengono conservate tutte le rovine del passaggio dei conquistadores. São Miguel das Missões nel Rio Grande, che ha ispirato anche il film degli anni 80 Mission con Robert De Niro, è stata al centro delle rotte missionarie religiose dei secoli passati. La missione, come edificio, venne creata nel 1632. Del villaggio non rimane alcun edificio, ad eccezione della grande chiesa ed alcune parti perimetrali dell’abitato.

 

Foto d’apertura: Olinda, nota per il Carnevale che attira migliaia di visitatori e i suoi splendidi edifici. Una volta era la città più ricca della colonia brasiliana e oggi è considerata una delle regioni meglio conservate di quei tempi (patrimonio mondiale dell’UNESCO). La chiesa Rosário dos Homens Pretos (costruita nel 17 ° secolo) e la chiesa Nosso Senhor Salvador do Mundo, la prima costruita in Brasile e protagonista della nostra foto d’apertura.



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