20 Maggio 2022

Delfino all’Isola Bella, riapre un luogo storico d’incanto

Nel comune di Stresa (VB) il ristorante di proprietà dell'antica famiglia nobiliare Borromeo accoglie turisti e appassionati di stile da tutto il mondo. Cucina gourmet e tanta privacy.

20 Maggio 2022

Delfino all’Isola Bella, riapre un luogo storico d’incanto

Nel comune di Stresa (VB) il ristorante di proprietà dell'antica famiglia nobiliare Borromeo accoglie turisti e appassionati di stile da tutto il mondo. Cucina gourmet e tanta privacy.

20 Maggio 2022

Delfino all’Isola Bella, riapre un luogo storico d’incanto

Nel comune di Stresa (VB) il ristorante di proprietà dell'antica famiglia nobiliare Borromeo accoglie turisti e appassionati di stile da tutto il mondo. Cucina gourmet e tanta privacy.

La proposta del circuito turistico Terre Borromeo sul Lago Maggiore si amplia con la riapertura sia dell’albergo che del ristorante Delfino. La denominazione della prestigiosa location al centro dell’Isola Bella (un’oasi privata che appartiene alla nobile famiglia Borromeo) è la stessa dell’insegna storica che i locali conoscono bene. Abbiamo ammirato il complesso e delicato intervento di recupero dell’edificio della seconda metà del Settecento che ospita un ristorante da 150 posti, guidato dallo chef campano appena trentenne Luca Vietti, e due suites. Ogni dettaglio è stato curato con l’obiettivo di conservare il fascino vintage degli elementi architettonici e d’arredo. L’interior decor è stato curato dalla principessa Marina Borromeo.

Già nella seconda metà del Settecento l’edificio è stato oggetto di un importante rinnovamento del nucleo originario. Le prime notizie rinvenute ad oggi risalgono al 1785. Nell’archivio storico della famiglia Borromeo è custodito un documento con cui il signor Molinari, droghiere in Milano, offre in affitto la “grande abitazione adattabile ad osteria, con orto, cantina, torchio e tinaia…..” di sua proprietà sull’Isola Bella, riferendosi al Delfino. Nel documento si legge anche che gli aspiranti locatari possono presentare la loro candidatura anche al “sig. Fedele Lamberti assistente dell’eccellentissima casa Borromeo in quest’Isola Bella…”.

L’edificio, che risale alla seconda metà del Settecento, è stato sottoposto a un ambizioso progetto di conservazione e riqualificazione funzionale voluto dalla famiglia Borromeo. La struttura torna al suo antico splendore entrando nell’orbita dei servizi delle destinazioni Terre Borromeo sul Lago Maggiore che comprendono Isole Borromee, Rocca di Angera, Parco Pallavicino, Parco del Mottarone e di prossima apertura Castelli di Cannero.

La principessa Marina Borromeo commenta: “L’edificio è stato oggetto di un complesso intervento di recupero con la supervisione della Soprintendenza dei beni culturali, finalizzato a conservare il fascino storico della struttura, privilegiando l’impiego di materiali originali e il restauro di dettagli antichi. Con grande cura si è voluto preservare un equilibrio ottimale fra innovazione tecnologica, patrimonio storico artistico e valorizzazione del contesto paesaggistico dell’Isola Bella”.
Oggi, dunque rivive una struttura di cui si ritrovano citazioni e tracce anche nella letteratura: tra le opere di grandi autori dell’epoca, il celebre romanzo “Piccolo mondo antico” di Antonio Fogazzaro e la “Guida ad uso di chi viaggia in Italia” di Stendhal raccontano episodi che hanno il Delfino come cornice.

Impreziosito da materiali originali e dettagli antichi restaurati che ne conferiscono l’allure vintage, il nuovo Delfino dispone anche di due esclusive suites, che si aggiungono agli Isola Bella Apartments.


All’interno, il recupero è ben visibile in una serie di elementi architettonici e d’arredo, come i pavimenti in piastrelle di cemento rosse e nere e in terrazzo veneziano, le travature lignee, i soffitti a cassettoni su cui è stato riportato il colore originale, le ringhiere in ferro battuto dei balconi, i lampadari in ferro degli anni Trenta in stile neogotico e quelli in ceramica bianca decorati con putti. Per mantenere l’allure vintage degli arredi, sono stati conservati i mobili originari come i cassettoni nelle camere e i mobili degli anni Trenta del bar e del ristorante. Per i complementi sono state scelte aziende italiane quali Flos, Rubinetterie Cristina e Dedar che hanno fornito luci, rubinetterie e tessili. Ginori 1735 ha prodotto i piatti su disegno. Altri arredi e oggetti d’epoca sono stati ricercati con pazienza tra brocante e antiquari per dare vita ad un ambiente cozy, intimo e ‘vissuto’. All’esterno sono state restaurate tracce di cornici dipinte intorno alle finestre sulla parte più antica della facciata, risalente probabilmente al 1791.

La serra interna dell’hotel Delfino custodisce varietà spumeggianti di flora locale. La glass-house è finemente arredata.

Il Delfino apre al pubblico tutto il giorno con un ristorante da circa 150 posti, dotato di quattro sale e una suggestiva terrazza affacciata sul Lago Maggiore. Il luogo ideale per fermarsi di prima mattina a bere un cappuccino, una spremuta di agrumi o una centrifuga di frutta; per sorseggiare un cocktail cui abbinare piattini sfiziosi, o per degustare portate gourmet a pranzo o a cena, dopo aver visitato i musei e i giardini botanici di Isola Bella e Isola Madre. In menu anche una selezione di proposte da gustare a ogni ora, dalle insalate ai taglieri, dai panini alle irresistibili pizze gourmet. Nella sala del camino, lo spazio lounge accoglie gli ospiti prima di accomodarsi al tavolo o dopo il pasto per conversare con una tazzina di caffè.

Lo chef campano Luca Vietti con la sua brigata all’hotel Delfino all’Isola Bella.
I piatti dello chef Luca Vietti serviti a The Way Magazine durante la visita per l’apertura del Delfino all’Isola Bella. Abbiamo assaggiato uovo cbt, crema di carote, funghi sjiitake e salsa al parmigiano, seguiti da fusillone con crema di piselli, guanciale croccante e ricotta di pecora salata. Per terminare lo chef ha preparato un bonet tipico della cucina piemontese.

Completano l’offerta le due suites “Ninfea” e “Ortensia” costituite da una zona living, un piccolo angolo cucina, due bagni ciascuna e caratterizzate da una vista spettacolare sul Golfo Borromeo. Una soluzione esclusiva per chi desidera fermarsi un weekend o qualche giorno, visitando anche i dintorni delle Isole Borromee.

Per le caratteristiche della struttura e lo scenario turistico ricco di attrazioni culturali e naturalistiche, il Delfino è anche una location perfetta per eventi aziendali e iniziative speciali.

Il recupero dell’Albergo Ristorante Delfino sull’isola Bella è avvenuto grazie ad un ambizioso progetto di conservazione e di riqualificazione funzionale che si è confrontato con la necessità di integrare le necessarie nuove componenti tecnologiche con il massimo rispetto dell’identità storico artistica dell’edifico e del contesto paesaggistico dell’arcipelago delle isole Borromee sul Lago Maggiore.
L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di riqualificazione del tessuto edilizio dell’Isola Bella che si sta attuando attraverso operazioni di recupero finalizzate alla valorizzazione dell’intero patrimonio architettonico esistente.

Il passaggio di proprietà dell’edificio alla famiglia Borromeo sia avvenuto tra il 1785 e prima del 1791, data impressa sulla balaustra lapidea dell’accesso principale dell’edificio verso il lungolago e che presuppone la data di apertura dell’osteria ad uso anche di foresteria del Palazzo Borromeo dell’Isola Bella. In un documento del 1808 relativo ad alcune opere di adattamento del lungolago dell’isola Bella l’edificio compare ancora con la denominazione “Osteria Molinari”, mentre si riscontra la prima testimonianza del nome “Delfino” nella “Guida ad uso di chi viaggia in Italia” del 1828 scritta da Stendhal il quale racconta di un recupero di valigie “andate a prendere con la barca” al Delfino mentre si appresta a raggiungere Baveno da Arona a piedi. Anche lo scrittore e poeta Antonio Fogazzaro ha citato il Delfino nella conclusione del suo celebre romanzo “Piccolo mondo antico”. La trasformazione dell’edificio in albergo ha luogo a cavallo dell’Ottocento per rispondere anche alle nuove esigenze determinate dallo sviluppo turistico dell’area nord occidentale del Lago Maggiore con l’apertura della Regia Strada del Sempione avvenuta nel 1805, voluta da Napoleone, quale collegamento tra Briga con Domodossola.
A inizi Novecento, durante la gestione Antonio Carati, l’albergo viene chiamato “Hotel du Dauphin”.
Lo stemma della famiglia Borromeo ritorna in alcuni dettagli d’arredo e in un prezioso soffitto a cassonetti finemente recuperato dal recente restauro. Il segno araldico mostra tre anelli indissolubili, che simboleggiano l’alleanza dei Borromeo con altre due nobili famiglie, gli Sforza e i Visconti.


L’edificio presenta un impianto a corte aperta verso il lago. Il corpo principale del fabbricato è costituito da due maniche perpendicolari tra loro, alte tre piani fuori terra, sulle quali si attesta un corpo di fabbrica ad un piano, a formare una corte rivolta verso il lago. Tale corte, nella seconda metà del secolo scorso, è stata coperta e chiusa da una tettoia con vetrate, diventando a tutti gli effetti uno spazio interno dell’edificio. Tutto il piano era destinato a ristorante.
Il primo piano dell’edificio era destinato in parte a ristorante e in parte ad alcune camere dell’albergo con bagni e locali di servizio. Il secondo piano era totalmente destinato a camere d’albergo con servizi condivisi.
Nel corso dei secoli, pur mantenendo inalterata la sua destinazione d’uso, ha subito profondi mutamenti. L’impianto attuale è frutto di una totale ristrutturazione avvenuta all’inizio del secolo scorso.
Il progetto di riqualificazione funzionale ha adeguato gli spazi destinati agli utenti e quelli di servizio sia alle attuali normative igienico edilizie sia alle esigenze di gestione delle strutture ricettive. I piani terra e primo sono stati completamente destinati al ristorante e ai relativi locali di servizio con il potenziamento e la valorizzazione dei terrazzi fronte lago. Al piano secondo sono state recuperate due suite da destinare all’accoglienza e interamente affacciate verso il lago.
La riqualificazione funzionale ha reso necessario il rifacimento dell’intera rete degli impianti elettrici, meccanici e speciali. L’edifico è stato dotato di complessi e sofisticati apparati tecnologici controllati e gestiti da remoto (come gli intelligence touchscreen in reception e i sistemi di illuminazione domotica) anche in relazione all’ottimizzazione e al controllo delle varie attività svolte al suo interno.

L’intervento ha rappresentato una grande sfida soprattutto in relazione alle esigenze di conservazione delle testimonianze storiche e artistiche dell’edifico che sono state interamente preservate.
Tra i vari interventi attuati ne evidenziamo due che hanno permesso la completa valorizzazione dell’edifico. Il primo riguarda la sostituzione della tettoia al piano terra, costruita nello scorso secolo, che aveva permesso l’ampliamento dell’area destinata al ristorante utilizzando la corte interna dell’edifico in origine destinata a giardino. Il progetto ne ha previsto la totale sostituzione con la realizzazione di un nuovo volume completamente vetrato verso lago e arretrato rispetto all’esistente al fine di recuperare in parte, in termini visivi e spaziali, la presenza della corte a giardino originaria dell’albergo. La copertura di questo nuovo volume è stata realizzata piana permettendo l’ampliamento del sistema dei terrazzi esistenti al piano primo dell’edifico da destinare al ristorante.
Il secondo elemento di grande valorizzazione dell’intervento di recupero riguarda il ritrovamento e il successivo restauro delle decorazioni a “trompe l’oeil” della facciata dell’albergo. Durante i lavori sono state condotte alcune indagini stratigrafiche sugli intonaci che hanno riportato alla luce l’impianto decorativo architettonico originario della facciata. Attraverso un complesso e delicato lavoro di recupero da parte di restauratori specializzati, l’impianto decorativo è stato totalmente recuperato e, insieme agli altri elementi decorativi e architettonici presenti sui fronti, restituisce finalmente l’identità originaria dell’edifico.

L’ingresso privato delle Delfino Suites rivela l’antica struttura lignea del palazzo settecentesco. L’interno della suite beneficia di una vista lago impareggiabile, visibile anche dal letto. La serra interna alla struttura è un’oasi di relax e green design.

Terre Borromeo è il brand che identifica i siti culturali e naturali legati alla famiglia Borromeo. Oggi il circuito turistico comprende: Isola Bella e Isola Madre nell’arcipelago delle Isole Borromee; Parco Pallavicino a Stresa; Parco del Mottarone con i suoi 500 ettari di area boschiva lungo le pendici dell’omonima montagna; Rocca di Angera, sul versante lombardo in provincia di Varese, e Castelli di Cannero, situati nell’alto Verbano e oggi in fase di restauro con una previsione di apertura al pubblico entro i prossimi tre anni.

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