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Travel - 17/11/2020

La città che sa stupire: il successo di Pretty Little London

Oltre mezzo milione di persone segue il profilo creato da Andrea Di Filippo e Sara Santini. Il bello della capitale inglese che promette sempre effetto sorpresa.

Proprio nell’anno di Brexit e di una pandemia che ha bloccato molte delle attività per cui Londra era famosa nel mondo, scopriamo una città diversa, bella, inaspettata, a tratti poetica. Merito del profilo Instagram “My Pretty Little London“, seguito da 580mila persone, creato da due italiani: Andrea Di Filippo, 30 anni, e la sua compagna, Sara Santini.

Il nostro account Instagram funge da guida visiva per chiunque venga a Londra e non voglia visitare le solite attrazioni turistiche” ci racconta Andrea, oggi un imprenditore digitale a tutti gli effetti che grazie al grande successo del profilo social, nato come diario privato, ha deciso di lanciare il sito web www.prettylittlelondon.com e il proprio account di viaggio Pretty Little Trips.”Lì io e Sara scriviamo della nostra esperienza e diamo il nostro punto di vista affinché altri possano fare riferimento”.

Da dove arrivi Andrea e da quanto sei a Londra?

Sono di Capaccio Paestum, in provincia di Salerno, mi sono trasferito a Londra nel 2013 per fare un master in traduzione medica. Il primo anno di permanenza è stato il più difficile perché non avevo soldi a sufficienza per vivere la città, studiavo, facevo il cameriere al weekend per mantenermi.

Quindi quando hai scoperto davvero Londra?

All’inizio della città vedevo poco, ero arrivato a Wood Green e poi mi sono trasferito a Stockwell. Ho fatto un internship e dopo aver capito che quella non era la mia strada, ho avviato Pretty Little London. Diciamo che ero alla ricerca di qualcosa che mi stimolasse la creatività.

Come hai iniziato a postare foto?

Tutto è nato dalle passeggiate con la mia ragazza dopo il lavoro, trovavamo sempre luoghi bellissimi, case colorate, parchi sterminati. Ci siamo detti: vogliamo far capire quanto è bella e nascosta questa città.

Pretty Little London è nata nel novembre 2015 con l’intenzione di mostrare le cose migliori ed esclusive da fare a Londra. A lavorare al sito e al profilo Instagram seguito quasi da 600mila persone, due italiani: Andrea Di Filippo e Sara Santini. I due lavorano come content creatori di hotel di lusso, ristoranti e marchi di moda, con foto scattate principalmente da loro stessi.

Che spirito vi animava?

Inizialmente volevamo solo mettere online qualcosa che ci ricordasse la nostra Londra, non ero nemmeno sicuro di rimanere a vivere qui, figurati. Quindi pensavo: non voglio finire come tutti gli italiani che lasciano Londra e si lamentano delle stesse cose, voglio che resti qualcosa di positivo.

E poi? Come avete realizzato di essere al centro dell’interesse di tante persone?

Devo confessarti che creare questa pagina web mi ha fatto cambiare idea, abbiamo avuto da subito tanto successo all’inizio perché c’era tanta gente che la pensava come noi. Erano gli anni di tanti giovani che venivano qui. E abbiamo notato che crescevamo a ritmo di circa 500 follower al giorno.

Oggi a che punto siete?

Siamo un punto di riferimento per i londoners, per chi ci vive e chi vuole visitare. Per questo creiamo contenuti per zone diverse di Londra. Qualsiasi tipo di brand lifestyle ha bisogno di un contenuto creativo e devo dire che l’approccio piace. Non facciamo solo product placement, ma comunichiamo cose belle. Siamo molto neutrali, zero political, il nostro scopo iniziale è ancora lo stesso: anche se stai avendo la bad day della settimana, la nostra foto ti strapperà il sorriso. L’immagine ispira molto.

Foto belle e didascalie corte. La brevità è voluta?

Sappiamo che l’utente passa poco tempo su Instagram, caption lunghe solitamente creano meno engagement. E poi abbiamo dalla nostra altre armi su cui puntare.

Quali sono?

Non so se influenza gli investitori il fatto che siamo italiani, certamente non lo diciamo a tutti perché non credo sia rilevante, non è una base necessaria. Però riconosco che essendo abituati a un certo stile, a un modo di stare in compagnia e godercela, ci riesce bene fare la parte degli esploratori entusiasti. Siamo bravi a capire.

E non c’è un qualcosa di simile sul mercato?

I blogger qui pubblicano recensioni di cibo discutibili, noi ad esempio siamo molto selettivi e ci sbilanciamo solo se c’è qualcosa per cui vale la pena entusiasmarsi. Tutti i post che facciamo devono aderire al nostro standard di bellezza. A differenza degli inglesi, siamo selettivi col tipo di cibo che presentiamo.

Come state vivendo questo 2020 che in Gran Bretagna è ancora più emblematico?

Pandemia e Brexit sono state due evenienze davvero epocali. Detto questo, chiudere un londinese in casa è impossibile, i flat sono tendenzialmente piccoli e non tutti sono dotati di giardini. C’è meno gente in giro, vero, meno turisti ma molte persone hanno perso lavoro e sono andati nel paese di provenienza e molti hanno riscoperto la country side. Ci siamo trovati a vivere anche questo momento di cambiamento.

La London festive season è partita, nonostante le restrizioni di questo autunno 2020. Le foto apprezzatissime sono sul profilo Instagram di Pretty Little London.

In cosa si riconosce il carattere vivo di una metropoli come Londra?

Il fatto che appena riaprono c’è subito il vibe di sempre. Questo mi lascia fiducioso, anche perché anche per noi la vita è cambiata. Viaggiavamo per creare contenuti almeno una volta a settimana, abbiamo avuto dei picchi con 30 campagne alla volta a pagamento. Siamo attivi sia su Londra che sulle destinazioni daytrip da Londra.

Londra è sempre la capitale del cibo?

Il cibo regna sovrano, indubbiamente, contrariamente allo stereotipo che piace raccontare agli italiani. La chef Hélène Darroze che ha un ristorante famoso a Mayfair dice: se cerchi il miglior ristorante francese lo trovi a Parigi. Se cerchi il miglior ristorante di una qualsiasi cucina al mondo lo trovi a Londra.

E tu sei d’accordo, visto che ne hai visti tanti?

Credo sia proprio vero. Si trova tutto. E poi gli inglesi sono fissati con la cucina italiana, ci sono dei ristoranti italiani davvero buoni anche qui. Spesso si mangia una pizza di qualità superiore a molti posti in Italia. Personalmente sono solo molto pignolo per la mozzarella di bufala. Quando è fresca, non va conservata in frigo. Ma è difficile spiegarlo a chi non è nato nella mia zona.



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