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Travel - 15/07/2019

Ludovico Basso a Hong Kong per The Way Magazine: “Per conoscerla bisogna viverla”

La nightlife nel "central" è piena di analisti, gestori patrimoniali e membri dei board di tutte le banche si riversano nelle strade per festeggiare. O dimenticare.

Ludovico Basso, Instagrammer e imprenditore di successo di cui vi abbiamo parlato qui, ha fatto un giro per la città di Hong Kong per noi di The Way Magazine proprio in questo 2019 che ne sta segnando la storia. I recenti moti di ribellione alle limitazioni alle libertà garantite dalle leggi, fanno da contraltare all’innovazione sempre più avveniristica. Ecco il suo racconto:

 

 

Hong Kong, città-stato ex colonia britannica ad oggi è una regione amministrativa autonoma della Cina.

Morfologicamente parlando non credo esista un luogo simile al mondo, la concentrazione di grattacieli è impressionante e degna di New York City. Quello che differenzia Hong Kong da altre metropoli è però la presenza di colline che fanno da cornice al suo skyline.

La sensazione di essere atterrati in un posto magico è subito evidente appena si arriva qui. Lo sbaglio frequente di alcune persone è di pensare di trovare una città conservativa cinese, mentre in realtà Hong Kong, grazie al suo polo finanziario tra i più importanti al mondo e alla forte influenza inglese tutt’oggi presente, è più internazionale che mai.

Credo sia giusto definirla luogo in cui oriente incontra occidente. Una sera mentre sorseggiavo una Tiger Beer al Wooloomooloo Rooftop Bar, nel distretto di Wan Chai (andateci se siete di passaggio a Hong Kong) mi è capitato di parlare con persone provenienti da diverse parti del mondo, tutti in città per lavoro o svago.

Non è difficile incontrare europei o americani in giacca e cravatta, specie per la nightlife che è concentrata nel quartiere finanziario chiamato per comodità “Central” dove traders, analisti, gestori patrimoniali e membri dei board di tutte le banche si riversano nelle strade per festeggiare. O dimenticare.

Inutile dire che Hong Kong non si può girare in auto, in quanto a circolazione stradale per scomodità la comparerei a Monte Carlo.

Strade strette, pochi posteggi e aggiungeteci 8 milioni di abitanti, tuttavia gli asiatici sono avanti anni luce rispetto a noi europei per quanto riguarda i trasporti pubblici.

La metro chiamata “MTR” , in alcuni punti High-speed, permette di raggiungere qualsiasi parte della città in men che non si dica, da sottolineare puntualità, pulizia ed aria condizionata da broncopolmonite.

Ma non è finita, una volta lasciata la metro un sistema di passerelle sopraelevate consente di esplorare il centro città senza mai dover attraversare le strisce pedonali. Banche, Centri Commerciali e Fermate MTR sono sempre collegati tra loro, in alcuni casi è infatti mandatorio attraversare file infinite di negozi per giungere alla propria fermata MTR, senza dubbio una strategia geniale nell’epoca consumistica in cui viviamo. Già mi immagino le migliaia di innamorati (ignari di quello che gli spetta) che si fermano a prendere un pensiero prima di salire sulla metro che li porterà a cena dalla nuova fiamma.)

Come si sente spesso dire, “viaggiare apre la mente” oppure “viaggiare aiuta e vedere le cose da un’altra prospettiva”, frasi scontate ma in questo caso azzeccate. Nel caso di Hong Kong, niente rappresenta meglio queste citazioni di una macchina, la Tesla.

Data per spacciata da molti in Europa è presente ad ogni angolo o semaforo della città, ne avrò contate almeno 100 in 10 minuti. Chi compra un Tesla compra il concetto, una visione rivoluzionaria che influenzerà il nostro futuro, e questo rappresenta perfettamente la visione della città e dei suoi abitanti.

L’anno scorso ho participato ad un simposio a Monaco improntato sui mercato asiatici, dove diverse aziende hanno inviato i loro esperti nel settore per cercare di spiegare la cultura asiatica. Mi ricordo che uno di loro, alla domanda “Che consigli darebbe ad una start up che vuole approcciarsi al mercato asiatico, nello specifico quello cinese?”, rispose: “L’unico modo per capire la cultura asiatica è andare a vivere in Asia almeno sei mesi”. Vero, verissimo! La cultura è molto diversa, e non mi riferisco ai taxisti che ruttano liberamente.

Attenzione a non pensare che Hong Kong sia solo grattacieli, se l’isola in cui è presente il centro finanziario è super moderna, attraversato il ponte si arriva nella parte vecchia e decisamente più spensierata della città, capitanata dal quartiere di Mong Kok dove mercati notturni del fake (Temple Street, Ladies Market), street food e trasgressione imperano.

Per chi ordina da Wish sappiate che il 90% dei prodotti proviene da questa regione in cui si può di trovare qualsiasi cosa.

Culinariamente la scelta è vastissima, da ristoranti stellati ai Ramen e Dim Sum low cost delle due di notte. Personalmente sono sempre stato un amante della cucina asiatica, tuttavia non nego che dopo 8 giorni di Ramen, Dim Sum, Bao’s, per quanto fossero buoni, sentivo la necessità di una buona pizza.

 

 

Chi mi conosce sa che sono un amante delle città, in questa fase della mia vita preferirei esplorare solo città anziché rimanere spiaggiato su un lettino mentre bevo un Mojito, non perché non mi piaccia prendere il sole o farmi un bagno nelle acque cristalline ma semplicemente perché, a volte, sento il bisogno di scoprire cosa si provi a vivere in una città frenetica, con culture, costumi e pietanze diverse, essendo conscio che le emozioni suscitate potrebbero anche non essere sempre positive.

Se pure voi sentite questo bisogno, Hong Kong vi aspetta.

 

 



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