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Travel - 21/07/2019

“Percorsi” una app per i vini d’Abruzzo e i territori da scoprire

Dal Montepulciano al Trebbiano, la regione continua a stupire per capacità di esportazione. E panorami e tradizioni si intrecciano.

L’Abruzzo può essere suddiviso in due zone: quella interna montuosa, che si distingue per un clima continentale e costituisce oltre il 65% dell’intero territorio regionale, e quella litoranea con l’ampia fascia collinare e clima mite. In entrambe abbonda la notevole varietà di sapori e profumi, le produzioni delle incontaminate aree di montagna, la tradizione agricola e pastorale delle sue aree montane e collinari.

La pastorizia e la varietà di pescato del Mar Adriatico ne fanno una regione unica dal punto di vista culinario. Per scoprirla, il consorzio di tutela dei vini ha creato una app per telefonini, “Percorsi”, alla scoperta delle meraviglie d’Abruzzo: forte e gentile, terra del buon vino e dalle antiche tradizioni. Percorsi conduce attraverso un viaggio all’insegna dei paesaggi e della cultura, alla scoperta dei borghi più belli e della natura incontaminata, caratteristici degli incantevoli luoghi della regione.

Collocato com’è tra il mare Adriatico e i massicci del Gran Sasso d’Italia e della Majella, il territorio beneficia di forti escursioni termiche tra il giorno e la notte che, associate a una buona ventilazione, garantiscono alla vite un microclima ideale per vegetare e produrre uve di straordinaria qualità.

Come il Montepulciano, considerato ormai da diversi anni uno tra i grandi vitigni a bacca rossa d’Italia.

Immergiti in questa avventura alla scoperta delle meraviglie d’Abruzzo: forte e gentile, terra del buon vino e dalle antiche tradizioni. Percorsi ti condurrà attraverso un viaggio all’insegna dei paesaggi e della cultura, alla scoperta dei borghi più belli e della natura incontaminata, caratteristici degli incantevoli luoghi della nostra regione.

L’Abruzzo può essere suddiviso in due zone: quella interna montuosa, che si distingue per un clima continentale e costituisce oltre il 65% dell’intero territorio regionale, e quella litoranea con l’ampia fascia collinare e clima mite.

Da Ovidio a Polibio sono tante e autorevoli le testimonianze della presenza di una tradizione vitivinicola in Abruzzo già nell’antichità. Concentrata, fino al Rinascimento, prevalentemente nella Valle Peligna, in provincia de L’Aquila, la viticoltura abruzzese ha poi conosciuto una fase di rapida trasformazione, soprattutto nel periodo dell’unificazione. Ma è negli ultimi 40-50 anni che la viticoltura abruzzese si è specializzata e in modo molto razionale ha via via abbandonato le aree più difficili per ridistribuirsi in quelle più vocate della collina litoranea.

Il Montepulciano è tra i vitigni più diffusi e rappresenta più della metà della base ampelografica regionale, oltre a essere il vitigno di riferimento della DOC Montepulciano d’Abruzzo, che conta anche la tipologia Cerasuolo. Coltivato su circa 17 mila ettari, con un trend in continua crescita (negli ultimi anni oltre il 70% dei nuovi impianti sono stati realizzati con questo vitigno), si hanno notizie certe sulla sua presenza in Abruzzo sin dalla metà del ‘700.

Segue poi il vitigno bianco Trebbiano d’Abruzzo con circa 14 mila ettari, che dà origine all’omonima DOC, altra protagonista della storia vinicola abruzzese. Infine si annoverano una serie di vitigni tra autoctoni, nazionali e internazionali quali Passerina, Pecorino, Cococciola e poi Sangiovese, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot.

Lo dimostrano la crescita qualitativa, l’interesse della critica e del mercato e i successi riportati ogni anno nei concorsi nazionali e internazionali. Merito soprattutto di una forte valorizzazione del territorio e dei suoi vitigni autoctoni più importanti, e di una nuova generazione di enologi e di imprenditori vitivinicoli.

Con 36 mila ettari di superficie vitata e una produzione annua di 3,8 milioni di ettolitri, la vitivinicoltura oggi è senza dubbio il comparto più importante nell’ambito della produzione agricola regionale. I tre quarti della produzione complessiva di vino provengono da 40 cantine cooperative (32 attive in provincia di Chieti) che unitamente a quelle private compongono un quadro di 160 aziende di trasformazione, 120 delle quali imbottigliano con propria etichetta.

La produzione di vini a denominazione di origine raggiunge il milione di ettolitri, di cui:

oltre 800 mila di Montepulciano d’Abruzzo
192 mila di Trebbiano d’Abruzzo
4 mila per la DOC Controguerra
4 mila per il Montepulciano d’Abruzzo “Colline Teramane” che dalla vendemmia 2003 può fregiarsi della DOCG.
Le aree produttive si concentrano prevalentemente nella zona collinare, in particolar modo nel teatino dove insiste il 75% del territorio vitato; seguono Pescara e Teramo con circa il 10% ciascuna e infine L’Aquila con meno del 4%.



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