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Travel - 30/12/2020

Quando al Sud c’era un’isola verde

L'isola del sole era un libro sulle architetture green del Meridione. Come la tradizione verde della Trinacria si è fusa con l'architettura nei secoli.

Gianni Pirrone negli anni 90 editò un libro rimasto celebre sulla base di una ricca documentazione sia letteraria che visiva, ricca di riferimenti mitologici. Si chiamava L’isola del sole. Architettura dei giardini di Sicilia e racconta di un’isola verde. L’autore ricostruiva l’identità dei giardini di Sicilia a partire dall’epoca omerica fino agli anni Trenta del Novecento.

La vicenda dei giardini del Sud italia, ma sopratutto della Sicilia, si snoda attraverso una serie di influenze e diverse forme che li hanno caratterizzati nel corso dei secoli: l’influenza greca, il passaggio degli Arabi, l’epoca medievale con Federico II, il Rinascimento, la Sicilia di Goethe, il nostro secolo. Un capitolo è dedicato all’analisi della flora rappresentata nel “Trionfo” affrescato sulle pareti di Palazzo Sclafani.

Il giardino Ibleo è il più antico dei quattro giardini principali di Ragusa. La villa comunale di Ragusa Ibla fu edificata nel 1858 su iniziativa di nobili locali ebbero dalla loro buona parte del popolo che lavorò gratuitamente per la realizzazione dell’opera.
Sorge su uno sperone di roccia che si affaccia sulla vallata dell’Irminio, all’estremità est dell’abitato a circa 385 metri sul mare. L’ingresso è costituito da un magnifico viale fiancheggiato da numerose palme, è assai ben curato e adornato con panchine ben scolpite, colonne con vasi in pietra scolpiti in forme diverse e una elegante balconata con recinzione in calcare. Imponente al centro della villa il monumento ai caduti della grande guerra. All’interno si trovano la chiesa di San Vincenzo Ferreri, la chiesa di San Giacomo e la chiesa dei Cappuccini. Vicino al giardino, si trovano pure gli scavi archeologici di Ragusa Ibla.

Fotoservizio The Way Magazine -Ragusa Ibla 2020.

La Sicilia porta ancora la sapienza della botanica antica tra i visitatori contemporanei. L’Orto ospita centinaia di specie mediterranee, tropicali e subtropicali, oltre a migliaia di erbe officinali che compongono l’Erbario, ovvero l’archivio con la classificazione di tutte le piante medicinali fino ad ora conosciute e censite.ùf

Fa parte del circuito Grandi Giardini Italiani, invece, il Giardino del Biviere a Lentini, provincia di Siracusa, che sorge in un posto ricco di storia e mitologia.

A Carini sorge il Bioparco di Sicilia, vicino Palermo. Mentre a testimoniare ancora il legame tra arte, architettura (specialmente neoclassica) c’è l’Orto Botanico di Catania, fondato nel 1858 dal monaco, professore di botanica e bibliotecario benedettino, Francesco Tornabene. Il progetto fu redatto dall’architetto Mario Di Stefano e questo è uno delle decine di orti botanici italiani che fanno parte del gusto tutto tricolore di fondere le arti.



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