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Travel - 23/06/2020

Sardegna 2020: dove andare, cosa vedere, cosa ascoltare

La birra Ichnusa, il resort Falkensteiner, la giovane arte a Orani. La musica di Ilaria Porceddu.

Con la ripresa delle attività in tempo per i svagati giorni estivi, proviamo a mettere in fila tutti i più insoliti e innovativi appuntamenti in Sardegna. La terra della libertà, anche in fase 2 di questo particolare anno 2020 sa stupirci tra arte e bellezza.

Back_Up. Giovane arte in Sardegna. La rassegna a Orani (provincia di Nuoro) a cura di Giuliana Altea, Antonella Camarda, Luca Cheri sarà visitabile dal 27 giugno al 17 ottobre. A causa delle restrizioni dovute al contenimento del Covid-19, senza inaugurazione in presenza del pubblico, la mostra sarà ospitata al Museo Nivola, dotato di un protocollo di anti-contagio, e garantisce le condizioni di sicurezza durante la permanenza all’interno dei suoi spazi.

La mostra coinvolge 27 artisti sotto i quarant’anni, nati in Sardegna. Si tratta di una ricognizione delle nuove generazioni creative dell’isola che non ha precedenti per estensione e scopo.

Le artiste e gli artisti selezionati per Back_Up sono nati in Sardegna, ma questo dato biografico non li definisce. Contro l’idea folkloristica e deterministica di una identità sarda antropologicamente differente, Back_Up dimostra l’esistenza di un insieme di pratiche, tematiche e punti di vista variegato e originale, e di percorsi e traiettorie che dalla Sardegna si muovono verso l’Italia, l’Europa e oltre. La pittura è il linguaggio di elezione di molte protagoniste e protagonisti della nuova scena sarda, declinata in accenti neo-espressionisti o neo-surrealisti, con una predilezione per il fantastico e l’inquietante, e un’attenzione per il rapporto fra interiorità e paesaggio. Il segno grafico è spesso acuto e preciso, e si declina nei più svariati supporti, dalla pagina al muro. Altri artisti rivolgono lo sguardo verso il politico e il sociale, indagato con sensibilità etnografica, con distaccata ironia o con fervore attivista. Scultura, installazione e performance sono altre pratiche attraverso le quali si viene a patti con la realtà.

Ricominciando a guardare al futuro con una nuova consapevolezza del proprio ruolo sociale, il Museo Nivola dà il via a un piano a lungo termine di sostegno e sviluppo del sistema dell’arte in Sardegna, ponendosi come punto di incontro fra artisti, pubblico e comunità. Back_Up segna l’inizio di un ciclo di eventi, progetti e call dedicati agli artisti emergenti del territorio, che affiancheranno la programmazione internazionale del museo in una prospettiva di confronto, stimolando il dibattito intellettuale e la risposta del pubblico.

Stefano Serusi. Citazione, 2016. Legno, acrilico, corda naturale, cm. 44×36,5.

In mostra anche un portfolio di opere acquisite dal museo durante la quarantena legata al Covid-19, e ora messe in vendita per finanziare, con il 100% del ricavato, progetti solidali.

Partecipano a Back_Up Irene Balia, Andrea Casciu, Crisa (Federico Carta), Siro Cugusi, Eleonora Di Marino, Andrea D’Ascanio, Roberto Fanari, Sergio Fronteddu, Heart Studio (Bruno Savona e Martina Silli), Silvia Idili, Kiki Skipi, La Fille Bertha, Silvia Mei, Narcisa Monni, Veronica Muntoni, Manuelle Mureddu, Paolo Pibi, Gianmarco Porru, Stefano Serusi, Vittoria Soddu, Giulia Sollai, Carlo Spiga, Daniela Spoto, Edoardo Tedde, Tellas, Alessandro Vizzini.

 

FALKENSTEINER – In Sardegna il Falkensteiner Resort Capo Boi ha aperto il 20 giugno. vicino a Villasimius, l’hotel Capo Boi è un hotel a 5 stelle su misura per le famiglie che offre un servizio top e un pizzico di lusso, insieme a un tocco di magia, per incantare gli ospiti più piccoli. Il Resort Capo Boi è situato nell’area marina protetta (dal 1999) di “Capo Carbonara”, uno dei gioielli che caratterizzano l’incantevole zona di Villasimius. E con un po’ di fortuna non mancherà l’occasione di vedere anche delfini o stenelle. Nella piscina all’aperto si nuota respirando i profumi del mare, mentre la spiaggia privata è incastonata in una delle baie più belle di tutta l’isola: il mare cristallino diventa un luogo dove giocare, nuotare, fare snorkeling e costruire castelli di sabbia. Al ristorante “La Piazzetta di Capo Boi” si gode di un’impareggiabile vista mare; chi preferisce stare in spiaggia può cenare al Premium Dining-on-the-beach, “L’Osteria del mare”. “Tipico italiano” e “La casa della pizza” attendono gli amanti della cucina tradizionale italiana e i pizza–addicted.

 

Il brand Ichnusa è simbolo della tradizione sarda. Da più di 100 anni questa birra viene prodotta in Sardegna e da 50 viene prodotta ad Assemini, alle porte di Cagliari. La birra sarda fatta dai sardi che ad ogni sorso regala il sapore di un’antica tradizione, oggi è particolarmente apprezzata in tutta Italia.

ICHNUSA – Il vetro ambrato e spesso sottolinea tutto il “peso” di una birra espressione di un popolo libero e fiero, e di una terra forgiata dalla natura e dal tempo. Il fondo riporta le parole chiave “riuso, impegno e rispetto” che incorniciano la silhouette dell’Isola e raccontano l’anima del marchio e della Sardegna che Ichnusa celebra con questo bicchiere.

I produttori scrivono: “Insieme ai partner Legambiente Sardegna, Cagliari Calcio, Dinamo Sassari e ai nostri volontari, abbiamo messo in campo tutto il nostro impegno e, in varie tappe, abbiamo raccolto i rifiuti abbandonati che deturpano il territorio. Un piccolo gesto che ha unito una grande squadra. Questo bicchiere in vetro riciclato è il simbolo del rispetto per la nostra terra“.

Perché quello che unisce Ichnusa alla sua isola è un legame profondo, fatto di impegno costante nel tempo e scelte responsabili, che cominciano proprio dall’attenzione che il Birrificio di Assemini ripone verso l’ambiente e una produzione più sostenibile.

Da sempre, in Sardegna, Ichnusa sostiene e utilizza il Vuoto a Buon a Rendere, il formato che, in un’ottica di economia circolare, permette il riutilizzo della stessa bottiglia fino e oltre i vent’anni. Per sostenere crescita e diffusione di questo formato, dal 2019 è attiva nel Birrificio di Assemini una nuova linea di confezionamento interamente dedicata alle bottiglie di vetro a rendere.

Significativo anche l’impegno del marchio a una gestione puntuale di tutte le risorse.  Negli ultimi cinque anni (2013-2018), il Birrificio ha tagliato del 60% le emissioni di CO2, del 36% i consumi di energia termica e del 22% quelli di energia elettrica. Per dare un’idea, l’energia che il birrificio è riuscito a risparmiare negli ultimi 5 anni equivale al consumo annuo di un paese di medie dimensioni. Alta anche l’attenzione al consumo di acqua: una risorsa preziosa nella produzione della birra che il Birrificio Ichnusa utilizza in modo responsabile, registrando un taglio del 12% rispetto al 2013.

Ilaria Porceddu in una foto di Alessandro Congiu. A dicembre 2011 si laurea in “Arti e Scienze dello spettacolo” con tesi in Etnomusicologia sulla storia e la tradizione del Canto Sardo a Chitarra in Sardegna. Il 14 febbraio 2013, in concomitanza con la sua partecipazione al Festival di Sanremo, in cui si classifica al 2° posto nella categoria Giovani, pubblica il nuovo album “In Equilibrio” (D’AltroCanto/ EMI Music). Nel 2016 firma la colonna sonora di “Per Anna”, corto pluripremiato in festival nazionali e internazionali (compreso nella cinquina dei David di Donatello 2015).

ILARIA PORCEDDU – “Sa Coia”, il nuovo singolo e video della cantautrice Ilaria Porceddu, che dopo 13 anni di vita romana, ritorna in Sardegna per omaggiare le sue radici con una canzone nata durante la sua partecipazione al MedInArt Festival di Samassi con una poesia scritta da una maestra elementare di nome Maria Rosaria Spano.

“Sa Coia” è un brano in lingua sarda che racconta le varie fasi del matrimonio come punto di partenza di una coppia che decide di innamorarsi più volte della stessa persona, celebrando nel tempo l’unione, condividendo gioie e dolori della vita. Le sonorità pop melodiche dell’arrangiamento e la voce della cantante racchiudono dentro le note il sapore della Sardegna.

 

«Una piccola perla, che suona un po’ come una filastrocca, in cui vengono raccontati gli anni di un matrimonio che passano. Questi cominciano leggeri, romantici, fino a diventare costruzione, accettazione e comprensione. La frase che mi fa sempre sorridere – commenta Ilaria Porceddu – è “Dae oi depeis bivi sempri in duus, asso’us no’ podeis decidi prus” che significa “Da oggi dovete vivere sempre in due, da soli non potete decidere più” che rappresenta i due lati del matrimonio, da una parte la visione romantica e dall’altra, ironicamente, quella della condanna. Ecco. Questa canzone rappresenta la mia visione dell’amore. La ricerca del giusto equilibrio fra la condivisione e il non cadere necessariamente nelle catene. Perché l’amore è scelta, non dovere.»

 

Il brano è stato registrato e ripreso durante il concerto “Chena Lacanas” il 13 Gennaio 2020 a Palazzo Siotto, Cagliari. Produzione Fondazione Siotto. Piano e voce Ilaria Porceddu, Sax soprano Emanuele Contis.

Foto dei nuraghi di Nanni Angeli (dalla promo di Bookolika 2019)



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