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Travel - 26/12/2019

Taranto, una lunga storia per due mari e mille sapori

Vi facciamo scoprire una città lontana dalle cronache: le vestigia antiche, la pasticceria tipica, il castello aragonese. E a Ginosa, la tipica Masseria Savoia.

Taranto fu fondata dagli Spartani nell’VIII secolo a.C. col nome di Taras. La città, grazie alla sua posizione strategica al centro dell’omonimo golfo, ha una posizione a cavallo di mar Grande e mar Piccolo e per questo è chiamata “dei due mari”. Grazie alla fertilità del suo territorio e al commercio, divenne fra le più importanti della Magna Grecia e di tutto il mondo antico.

Oggi ne possiamo ammirare i resti degli antichi fasti sia nel pregevole MArTA, Museo archeologico nazionale che custodisce gli ori di Taranto (manufatti fino al IV secolo prima di Cristo), sia nella città sotterranea, che ricalca l’antico perimetro.

Le colonne doriche nella maggior piazza della città, piazza Castello, sono l’eredità dell’antico tempio di Poseidone. Lo stesso castello aragonese, estremità dell’isola su cui si erige il borgo antico, è un’attrazione caratterizzante di tutto il territorio (foto d’apertura).

Taranto, oltre le cronache economico-sociali che la vedono protagonista per l’annosa vicenda dello stabilimento dell’Ilva, è in fase di rilancio. Nel 2026 si disputeranno qui I ventesimi Giochi del Mediteraneo, per la seconda volta in Puglia.

Lo scorso ottobre proprio qui si è svolta la “Fiera del mare”, una convention sull’economia del mare come asset fondamentale per lo sviluppo del territorio. Si tratta di un primo passo di sviluppo per il Sud della cosiddetta “blue economy”, l’indotto legato alle attività marittime e di ripristino delle favorevoli condizioni di vita e business attorno al mare, in chiave ovviamente eco-compatibile.

La pasticceria tipica di Taranto nella vetrina del Caffè D’Agostino.

PASTICCERIA ECCELSA – Si chiama Roberto Garbugli il designer dello studio omonimo che ha riqualificato gli spazi dove ora sorge il D’Agostino Caffè in centro città, su viale Magna Grecia.

Qui, oltre alla caffetteria, si degusta la deliziosa pasticceria locale, con influssi arabi, sapori e colori mediterranei, e la celebre “tetta delle monache”, che in Puglia si chiama “Sospiro”. Tradizione della Lucania e Puglia, questa pasta dolce è ripiena di crema.

Scorci d’architettura tarantina nella pianura di Ginosa, provincia di Taranto. L’architettura autoctona tarantina si basa sulla pietra calcarenitica, l’intonaco di calce, la “compattezza” dei volumi, la matrice mediterranea di tutte le forme.

MASSERIA SAVOIA – A Marina di Ginosa, immersa in un parco naturale di macchia mediterranea, sorge la suggestiva Masseria Savoia. Questa è la provincia di Taranto più a contatto con la Basilicata, una terra di mezzo che risente di vari influssi culturali. Paolo Miola è il premuroso general manager della location che d’estate ha una rinfrescante e scenografica piscina, attorno alla quale si organizzano feste in chiave “local”. D’inverno il luogo con il ristorante è il ritrovo ideale per feste private e soggiorni in relax, adatti anche a famiglie.

Il resort attualmente è aperto e ha ricchi menù per le feste, compreso il cenone di Capodanno e il pranzo del primo gennaio 2020.

Una giovane realtà ricettiva che punta a valorizzare il nostro territorio ricco di storia tradizione e natura.
Strategicamente posizionato tra Basilicata, Calabria e Puglia, il resort permette facilmente di apprezzare realtà come i sassi di Matera, le gravine di Laterza Ginosa Massafra, gli scavi archeologici di Metaponto, la storia della Magna Grecia con le rovine dei templi di Atena, Apollo, Hera e Afrodite, sia la parte prettamente urbana con i resti delle abitazioni e del grande impianto teatrale, il Museo Archeologico, il santuario di Hera, detto “Tavole Palatine”.

Ottime alternative ci sono anche per gli amanti della montagna con mete come il Pollino a pochi chilometri.
Altre mete facilmente raggiungibili sono Alberobello, le grotte di Castellana, la costa Salentina e Lecce culla del Barocco.



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